Di Rosolino Martelli
“Esprimo pubblicamente una mia riflessione perché sento il bisogno “sociale’ di esternarla. Il 7luglio è stata ricordata ad un anno dalla accettazione, l’entrata nel Patrimonio dell’Umanità della Città di San Marino, del centro storico di Borgo Maggiore e del Monte Titano. A coronamento del fatto, importante ed unico, sono state scoperte due targhe commemorative, una alla Porta S.Francesco ed una sull’esterno della Casa del Castello di Borgo Maggiore, presenti le autorità e il Direttore del Centro del Patrimonio Mondiale dell’Unesco, Prof. Francesco Bandarin, le cui parole, pronunciate nel corso della cerimonia, nella Sala del Consiglio, spero non siano dimenticate poiché assai illuminanti, soprattutto in relazione a cosa occorrerà fare per non “perdere” l’appartenenza al prestigioso elenco dei Siti.
Purtroppo sono rimasto sconcertato nel vedere a Borgo Maggiore, che è il mio Paese, l’atto di scoprimento della suddetta targa, concludersi di fronte ad una sparuta manciata di Borghiggiani, nella indifferenza generalizzata, senza nessuna precedente preparazione, della circostanza a livello locale, che invece avrebbe dovuto essere divulgata adeguatamente e quindi usufruire della conseguente presa di coscienza sulla “grande importanza” della cosa.
Ci voleva molto adoperarsi da parte della Giunta di Castello affinché nei giorni precedenti, si predisponesse un manifesto ai Borghiggiani per invitarli a partecipare numerosi, per capire e far riflettere sulla straordinarietà dei fatto? Ci voleva forse un po’ di impegno, come spesso si è visto, rispetto alle solite iniziative, come è avvenuto più volte, prese per ragioni molto meno importanti...
Considerato che i Siti individuati Patrimonio dell’Umanità sono in tutto il mondo 878 e che anche Borgo Maggiore è diventato uno di questi, ci si doveva “accorgere” al di là delle rappresentanze istituzionali, anche a livello più diffuso, fra la cittadinanza e indirettamente ricordarsi che, il Borgo nel corso dei recenti decenni per mantenerlo urbanisticamente intatto o quasi, degno di essere considerato attraente e ben conservato, non è stata impresa, per niente facile, dovendo continuamente confrontarsi contro una mentalità individualistica, superficiale e permeata di scarsa cultura.
Una occasione mancata quindi per non curanza e pigrizia. Concludo con questo pensiero: la crisi delle comunità locali, che non sono altro poi che la perdita di identità, passa quasi sempre attraverso “la malattia” della indifferenza”.
martedì 14 luglio 2009
La malattia dell’indifferenza
venerdì 26 giugno 2009
A cosa servono le Giunte di Castello?
Di Leo Rondelli
Innanzi tutto voglio complimentarmi con la squadra vincitrice e il suo Capitano e amico Sergio Nanni. Complimenti anche alla squadra guidata dal giovane Federico Cavalli che ha riscosso un inaspettato consenso dalla popolazione. Auspico, per il bene del Borgo e dei suoi abitanti, che questa nuova Giunta di Castello non ripeta ciò che le Giunte hanno fatto fin dagli anni ottanta: non aver portato avanti i programmi enunciati e scritti prima del voto.
I programmi elettorali, abbiamo visto tutti, sono sempre vaghi: dicono tutto e non dicono niente.
A mio parere occorre seriamente fare un elenco delle cose da fare e una scaletta delle priorità, da promuovere nei prossimi 5 anni, altrimenti come è stato detto e scritto più volte il Borgo piano piano sta morendo.
Fra le tante cose da fare, mi permetto di suggerirne due, che ritengo siano le più importanti e prioritarie.
La prima: occorre realizzare al più presto il parcheggio multipiano nel campo della fiera (parcheggio funivia) e che sia di proprietà dello Stato. Indispensabile per svariati motivi che è bene ricordare, perché molti, a partire dai politici, hanno la memoria corta e si dimenticano, poi spesso le cose se non sono pensate da loro non hanno tanta strada da percorrere.
I vantaggi sarebbero evidenti, oltre a supplire alla carenza cronica di parcheggi in Borgo, si potrebbero liberare dal caos le piazze più belle di San Marino, usate come parcheggio, si potrebbe dare la possibilità a chi vive nel centro storico e lo vuole (questo per chi non ha i garage) di acquistare uno a pagamento dilazionato.
Di conseguenza si potrebbe pensare ad un arredo urbano del centro storico dandogli la dignità che il posto richiede, visto che poi siamo entrati nel Patrimonio dell’Unesco.
I mercati ed il commercio in generale (che ormai è morto) ne trarrebbero sicuramente grossi benefici e anche lo Stato con la funivia ne trarrebbe economicamente dei vantaggi.
Inoltre si potrebbero ricavare degli spazi che nel nostro Borgo mancano, ad esempio una grande sala polifunzionale, ed inserirvi anche dei servizi dello Stato invece di pagare affitti a privati.
Se i soldi non ci sono per finanziare quest’opera si potrebbero ricavare dalla vendita dei garage e prelevando ciò che occorre dal fondo pensioni, (sempre meglio che prenderli in banca) e questo sarebbe un investimento sicuro e certamente più redditizio.
Qui entrano in ballo le responsabilità delle Giunte, che non sono state capaci in questi lunghi anni di pretendere (coinvolgendo la popolazione) ciò che doveva essere fatto per lo sviluppo e il bene comune dei suoi Cittadini.
Una cosa non sono mai riuscito a capire, se sono stati fatti i parcheggi a Dogana, a Serravalle, in Città e ci volevano, perché in Borgo no, oltretutto se ne parla da ormai ben 55 anni.
Quello che fa più rabbia e male ai Borghigiani e a me personalmente, è stato il disinteresse dei politici di Borgo (e sono stati tanti), si sono sempre lavati le mani dai problemi del Castello, non hanno portato avanti, salvo casi rarissimi, le richieste legittime che la popolazione e la Giunta avevano fatto.
La seconda cosa, è la rotatoria dell’incrocio Boschetti-Cailungo, se ne trarrebbero dei grossi benefici in termini economici, e di sicurezza stradale, inoltre si diminuirebbe il carico sulla rotatoria dell’Agip, meno strada da fare per le tantissime famiglie che abitano nella zona, minor consumi, minor inquinamento e risparmio di tempo. E questo vale anche per la rotatoria bivio Sottomontana per Faetano.
Carissima Giunta, non fermarti solo alle piccole quotidianità, necessarie che siano, pensa più in grande. Fatti valere sia dal Governo, che dagli uffici preposti ai servizi.
Altrimenti è vero come dicono in molti che le giunte non servono a nulla e i soldi spesi per le elezioni sono soldi sprecati.