Di Leo Rondelli, su La Tribuna Sammarinese
Visto il calo delle presenze dei turisti e la scarsa disponibilità a spendere, penso veramente che siamo arrivati al lumicino. Diversi i fattori che hanno contribuito a creare questa preoccupante situazione. Alcune cause, nostro malgrado, ci sono cadute addosso, altre le abbiamo create noi. Vediamone alcune.
1) La crisi internazionale ha colpito soprattutto la fascia di turisti che normalmente frequenta San Marino;
2) la riviera offre di tutto e di più;
3) i nostri parcheggi hanno un costo elevato e sono in genere scomodi in quanto costringono a lunghe camminate;
4) l’ospitalità non è sempre adeguata, sia come trattamento che come costi, forse non siamo nemmeno concorrenziali con i nostri vicini.
In questi anni abbiamo speso molto in iniziative per incrementare il turismo: visto come vanno le cose, ne valeva la pena? Sono sbagliate le iniziative? Non credo che siano da escludere ma occorre ponderare bene il tipo di iniziativa e la spesa. Non è la quantità ma la qualità che fa la differenza. Ma i problemi non sono solo questi.
Come consideriamo e trattiamo il turista? Quando ciascuno di noi va in vacanza desidera stare bene, essere trattato con rispetto, pagare il giusto e non essere “derubato”. La maggior parte dei commercianti sono persone serie ed oneste ma purtroppo ci sono pochi che non hanno molte remore e gettano fango sull’intera categoria con danni a carico di tutti. Anche oggi assistiamo a fatti incresciosi come la cattura del turista con modi più o meno discutibili invece di preoccuparsi come agevolare le visite e le permanenze in Repubblica.
L’offerta che San Marino deve proporre sono le sue peculiarità, la sua storia millenaria, i suoi usi e costumi, i suoi prodotti e, all’interno di questi settori, promuovere le iniziative per attirare visitatori. Il Governo deve impegnarsi a favore di un centro congressi che funzioni con tutti i servizi qualificati che oggi il mercato richiede; deve incentivare l’offerta alberghiera favorendo chi intende investire nel settore; deve varare, insieme ai commercianti, il famoso piano di riqualificazione e decoro urbano del Centro Storico. I commercianti devono collaborare e proporre e guardare meno agli interessi di bottega. In fatto di bellezze naturali e paesaggistiche, unite all’importanza della nostra storia, non abbiamo da invidiare nulla a nessuno. Mettere da parte un po’ di egoismo, anche se giustificato con i tempi che corrono (tempi duri), potrebbe aiutare a superare qualche difficoltà.
giovedì 30 luglio 2009
Piange il turismo
martedì 14 luglio 2009
Turismo e antichi mestieri
di Gianni Petrini
Collegare la Repubblica più antica del mondo ai mestieri più antichi. Lo Stato dovrebbe, in questi momenti difficili, farsi carico di tutti i mestieri che sono rimasti e ripristinare quelli che sono scomparsi. Nel Centro storico attivare almeno 50 botteghe artigiane, con un contributo minimo di sussistenza per ogni titolare o apprendista. In questo contesto si darebbe spazio di nuovo alla creatività manuale, che è sempre stata la forza dell’Italia e di San Marino. Ciò è la base per un futuro lungo, faticoso, ma certo.
Le attività che potrebbero sorgere non sono in contrasto con le attività che già ci sono e porterebbero i turisti a soggiornare nei nostri alberghi.Sartoria, abiti su misura, calzolai, liutai (visto che ancora ne abbiamo uno), ceramisti, lavorazione del vetro, maglieria su misura, mosaicisti, scalpellini, rilegatori, ricamo, ecc. Sono oltre 400 i mestieri artigianali. Molti mestieri sono estinti o in via di estinzione, perciò portarli in un Centro storico e praticarli, ci ricollocherebbe ad un passato che sarebbe bene non dimenticare. Inoltre tutte le industrie e le tecnologie di oggi, vengono da quel passato.
Queste attività praticate nel Centro storico di San Marino, lo renderebbero vivo e attivo e sarebbero un’ulteriore attrazione che creerebbe un’opportunità di lavoro creativo per molti giovani.