Vuoi proporre un intervento per il Blog? Invia lettere, commenti e opinioni (purché firmate) a:
redazione@sanmarinonotizie.com
Visualizzazione post con etichetta MarcOne. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MarcOne. Mostra tutti i post

giovedì 26 novembre 2009

Italianizzazione


Di MarcOne

Nelle piccole cose di tutti i giorni siamo costretti a subire procedure, modalità, metodi, usi e costumi che non sono i nostri, ma ci vengono semplicemente imposti dall'arroganza di chi si crede più evoluto. L'IVA è meglio della monofase secondo gli espertoni italiani e nostrani, senza conoscerne la filosofia diametralmente opposta: ogni giorno che facciamo un acquisto in italia paghiamo l'IVA che potremmo anche non pagare; le nostre aziende vendono/acquistano con l'IVA; le nostre aziende sono costrette ad avere un rappresentante in Italia per poter operare e perciò sono perseguitate dalla Finanza. Perfino se vogliamo allacciare il telefono vogliono un codice fiscale e ci emettono la fattura con IVA, le bollette e servizi della Telecom, Vodaphone, TRE sono con IVA e noi paghiamo senza motivo.

Il Codice Fiscale ci viene richiesto ovunque anche dentro il nostro territorio da compagnie italiane che operano in totale disprezzo delle normative sammarinesi e vogliono da noi un codice fiscale che non ha motivo di esistere. Così è per la partita iva, l'INPS ecc. La citazione della normativa sulla Privacy è sempre quella relativa al decreto italiano che non ha alcun valore a San Marino nè può tutelare in alcun modo. E così ci sentiamo dire: " mi dispiace ma serve il codice fiscale...Mi dispiace ma non posso fare nulla senza questo o senza quello". Le banche sono assolutamente infestate di tali procedure inutili e prone di fronte alla italianizzazione: procedure di manleva, firma di assunzione di responsabilità, vogliamo sapere dall'Italia se il soggetto è affidabile... Ma cosa diavolo volete da noi?Questa si chiama ingerenza nella sovranità, sono una serie di attività socio-culturali-pratiche messe in campo dall'Italia per piegare San Marino verso una italianizzazione che evidentemente deve partire dalle piccole cose, dal quotidiano affinchè tutto non solo sembri uguale, ma lo sia effettivamente e non ci siano distinzioni e differenze. L'altro giorno un comico ai microfoni di RTV ha fatto una battuta di basso profilo: " ma che Repubblica! San Marino è in provincia della Romagna". Vogliono omologarci in tutto. Ma noi siamo dei bambocci e ci piace farci irretire dalle patacate più clamorose e così anche il gergo giornalistico e quello politico assorbono lo slang italiano improprio e contro ogni nostra tradizione, nasce così l'autority, il collegio dei garanti della costituzionalità delle norme, la finanziaria, il parlamento, il ministero, le commissioni, il bipolarismo, fannulloni, evasione fiscale e chi si ricorda altro lo aggiunga pure. "I professionisti dell'antimafia" sono già nei nostri palazzi a raccontarci fantasiose storielle che il mese dopo evaporano come l'etere e poichè non riescono a risolvere i loro enormi storici problemi vengono a San Marino per insegnarci come si deve fare per rimanere impantanati per sempre nelle logiche del ricatto e del pentito ad orologeria, a richiesta, che canta quando è necessario e che si ricorda di aver incontrato Berlusconi o Prodi secondo chi è al governo.Pochi giorni il quotidiano MF esortava San Marino ad adottare le leggi italiane in materia finanziaria. L'Italia notoriamente non può insegnare nulla a nessuno in materia finanziaria e fiscale: il paese con il più elevato debito pubblico dell'occidente, con la tassazione che soffoca l'economia, la giustizia ingiusta e l'informazione oligopolistica RAISET, paese in cui mafia, camorra, ‘ndragheta spadroneggiano a tutto campo cosa vorrebbe insegnare a noi poveri montanari?Si dice che negli accordi parafati con l'Italia vi siano clausole addirittura peggiori di quanto si possa immaginare, senza alcun principio di reciprocità e dove subiamo ancor di più l'ingerenza italiana nei nostri affari di cittadini di uno Stato che grazie a questa maggioranza, ha deciso di non essere più sovrano, ma divenire un protettorato, svendendo ogni prerogativa all'Italia. I Reggenti si dice che non saranno ricevuti se non in forma privata e informale dal Premier Berlusconi. Ancora una ulteriore umiliazione contro un microstato che rappresenta una vera essenza delle differenze sul pianeta e che fondato da una comunità di fuggiaschi perseguitati, rischia di ricominciare da capo la sua storia. A Cipro in questi giorni i Piccoli Stati si sono fatti sentire, tutti denunciano un forte attacco dei paesi più grandi nei loro confronti, come se dipendesse dai Piccoli ogni problema che invece hanno causato i grandi con la crisi finanziaria globale e che i Piccoli subiscono ancora e maggiormente. Sembra, appare evidente ai più, che avere uno Stato snello e funzionante con leggi chiare ed essere benestanti sia diventato un problema di cui vergognarsi di fronte alla comunità internazionale. E invece, cari politici sammarinesi che avete le fette di prosciutto sugli occhi, è l'esatto contrario. Occorre andare a testa alta ed essere fieri di ciò che abbiamo fatto, nonostante siamo circondati da un popolo ottuso e retrogrado che si ostina ad alzare la voce con i deboli e sproloquiare senza poter dare buoni esempi di alcun tipo.Oggi ci sarà la firma di un accordo che comporterà gravi danni per noi e le generazioni future, San Marino rischia di scomparire, un accordo la cui firma è già di per sè un inizio negativo: il fatto che sia un ambasciatore a firmare la dice proprio lunga sul fatto che il governo italiano non abbia alcuna voglia di sottoscrivere autorevolmente un siffatto testo che eventualmente fra 3 mesi potrebbe anche essere stracciato e denunciato davanti alle corti internazionali poichè non ha alcun valore, in quanto, oltre ai già citati vulnus è stato firmato poichè San Marino è stato costretto a farlo: sotto ricatto della politica, dei Media, degli arresti sul suolo italiano di cittadini sammarinesi, delle pressioni di Polizia, Magistratura, con la Finanza ai confini, le spie dentro il palazzo e le microspie nelle sedi istituzionali e non solo, senza poter trattare alcunchè.

Leggi tutto...

venerdì 20 novembre 2009

Governo KO


Di MarcOne

Governo, dopo un anno solo parole e tanti KO al primo round.
Sembra un pugile suonato il governo, nonostante le magiorette (a dir la verità di scarsa qualità), i nani, gli effetti spettacolari, gli alibi e i soccorsi che arrivano da manca.
la lagna che chi c'era prima ha sbagliato oramai è roba stantia, puzza di bugie dei bambini e, a dire il vero, fra quelli che c'erano prima agli Esteri ricordiamo anche Berardi.
Il governo è partito con grandi proclami e ancora non ha portato a casa nessun obiettivo che abbia fatto cambiare idea all'Italia, ma anzi ha peggiorato le cose. I 13 accordi OCSE firmati hanno solo fatto arrabbiare di più Tremonti e la UE per voce del suo stesso commissario, circa la qualità e questa è una sconfitta politica e tattica di un governo che viaggia a fari spenti nella notte.


Un Segretario di Stato con un minimo di tattica appunto si sarebbe messo al riparo subito dalle possibile critiche firmando subito con 2 paesi che pesano e non con le isole vatteleapesca e paradisi fiscali che hanno compromesso ulteriormente l'immagine e la credibilità. Un grave errore politico. Degli accordi parafati con l'Italia si dice un gran male, anche i consiglieri di maggioranza si inalberano di fronte a tali cedimenti senza contropartite alcune e, sopratutto, senza che vengano risolti i nodi più importanti fra cui quello dell'esterovestizione. Nessun argine contro un Italia debordante, impicciona e arrogante sia politicamente, sia diplomaticamente. Non parliamo poi del rapporto con i Media totalmente naufragato fra ceffoni, smentite e attacchi senza motivo.
Gli scandali e le truffe che affiorano da subito con l'implicazione nel caso Delta Carisp di un Segretario membro di governo che andava a Roma per trattare con gli acquirenti e che parlava anche a nome di chi non poteva.
Ma il tracollo sui Giochi d'azzardo rappresenta la bugia più grande e forse migliore di un governo che non rispetta nemmeno il proprio programma, come al solito. Si doveva verificare una moratoria sui Giochi, mentre si sono fatte leggi per allargare le possibilità, istituendo per Decreto nuove tipologie di gioco ed elevate le puntate. Si trasferiranno le sedi per l'ennesima volta e per l'ennesima volta verrà gabbato il Santo dai soliti politici-faccendieri con buona pace di tutti quelli che credevano nella purezza di AP, la quale non solo accetta le scelte degli alleati ma è essa stessa a proporre dove mettere i propri uomini nei centri di potere e controllo.
La grave crisi di governo è confermata anche dalla situazione delle Telecomunicazioni e del Lavoro: nessuna soluzione utile al paese è stata implementata ed anzi le cose sono peggiorate e peggioreranno ancora visto che oltre all'utilizzo della cassa integrazione altro non hanno saputo fare. La PA e l'ISS sono elefanti senza controllo e senza riforma che il governo non ha avuto il coraggio di fare. Quanto al passaggio al sistema IVA caldeggiato dalle imprese (quali?) si dovrebbe invece affrontare radicalmente il discorso sulla opportunità dell'ingresso nella UE alla pari di tutti, con le dovute deroghe ed eccezioni si aprirebbe davvero la porta ad un nuovo modello di sviluppo. Quello che stanno facendo adesso governo e maggioranza è un supervecchio modello di sottosviluppo che porterà al crac finanziario, ad un buco enorme di bilancio, alla disoccupazione, alla involuzione, al clientelismo sfrenato per un pugno di voti, ma ciò che è più grave è la riduzione della Repubblica di San Marino a protettorato dell'Italia che ci potrà imporre cosa fare e cosa non fare. La sovranità svenduta per accordo con il cappello in mano davanti agli arroganti Ministri italiani rappresenta l'immagine peggiore di un geverno più volte irriso davanti alle telecamere di tutte le TV come accadde al Meeting.
Per tutte queste ragioni gli appelli del PSD e tutti coloro che le condividono sono veramente puerili: tutti insieme? Questa è politica da bar! I governi si assumano le rispettive responsabilità, così come la maggioranza che sostiene un governo che viola il programma approvato e voluto da tutti i partiti, le minoranze facciano di tutto per ribaltare con la forza delle idee ciò che non è giusto per San Marino. Fate politica, non gli inciuci; fate politica e non vendete ciò che non sapete vendere.

Leggi tutto...

martedì 10 novembre 2009

Attenzione! Imbecilli.

Di MarcOne
Il Governo è reattivo solo quando fa comodo. Sullo scandalo e truffe delle telecomuinicazioni doveva intervenire tempestivamente perchè, come si è appreso dai giornali, si sapeva tutto fin dalla scorsa estate e nessuna misura cautelativa è stata presa. A quest'ora le prove delle eventuali truffe sono sparite tutte, le tracce dei colpevoli sono state cancellate, gli indizi finiti per essere confusi con altro che è solo fumo negli occhi per i cittadini. La truffa se c'è è a danno dell'erario sammarinese? Allora cosa si è aspettato così a lungo? Ma sopratutto perchè si attende ancora a fare chiarezza dopo tanti mesi e sopratutto perchè il governo non attiva gli strumenti urgenti e lascia che tutto passi sotto silenzio? Ci voleva un imbecille di giornalista per sollevare un caso molto grave che riguarda l'ingiustizia sammarinese.

Le aziende che truffano lo Stato o tentano di farlo utilizzando perfino risorse pubbliche devono essere perseguite tempestivamente, e invece, trascorrono mesi senza che la magistratura e gli organismi competenti intervengano con tempestività ed efficacia a stroncare le truffe ai danni della collettività.Non ci sono parole per esprimere lo sdegno contro un sistema di governo e di potere che copre presunti truffatori e lascia loro il tempo di nascondere e/o fabbricare eventuali prove, occultare ecc. La tempestività dell'azione giudiziaria e amministrativa è uno dei requisiti della giustizia giusta ed un principio del diritto ed è avvilente vedere che i primi a non osservare tali principi sono proprio coloro che dovrebbero tutelare la res-pubblica e i cittadini. In un intreccio complicato tecnologicamente e che vede più attori che consegnano la merce ad altri in una trafila che rischia di essere di per sè truffaldina, il governo dovrebbe chiarire come mai esiste una società che vende e compra le telefonate (di chi? quali? come?), ma gli operatori telefonici non erano solo Telecom, Telenet e Prima?
Oramai appare chiaro anche dalle dichiarazioni del Segretario di Stato e da quelle delle Poste che truffa c'è stata sicuramente. Chi ha autorizzato l'utilizzo delle risorse telefoniche sammarinesi all'insaputa dello Stato? Sopratutto chi è in grado tecnicamente di mettere in piedi un tale movimento fino a risucchiare in pochi mesi oltre 100 milioni che pare siano già accertati? Quanto c'è ancora da accertare e quali conseguenze internazionali avrà tutto questo visto che vi sono due paesi come Polonia e Belgio i quali hanno già svolto indagini, trovato le prove della truffa? Come saranno risarciti e come si comporterà lo Stato sammarinese?San Marino e il suo prestigio sono ancora una volta messi in discussione a causa di avventurieri italiani che vengono nel nostro paese a truffare e i nostri governanti non trovano di meglio che incolpare la stampa!

Leggi tutto...

lunedì 12 ottobre 2009

Dolcegramma per Mongo - Seconda puntata

Di MarcOne

Ad un anno dalla sua esistenza, inizia a vacillare il governo del Patto, iniziano a cadere uno dopo l'altro tutti i bluff del duo esteri-finanze... Come negli anni '90, abbiamo sentito di tutto, ma alla fine, questa volta Gatti non ha sbancato nessuno ed anzi ha fatto prendre a San Marino l'ennesimo sonoro ceffone sulla faccia e incassato l'ennesimo NO perentorio, facendo escludere San Marino dai paesi collaborativi. Il duo è riuscito a farlo mettere nero su bianco e far sancire ufficialmente il proprio fallimento diplomatico e politico da una Istituzione italiana. Si perchè l'obiettivo dichiarato era proprio quello di ritornare a normalizzare i rapporti con l'Italia, quindi il fallimento è totale oltre che ufficiale. Bluffare può essere utile al gioco delle carte, ma non in politica dove infatti, prima o poi, i nodi vengono al pettine.

A quasi 10 anni dalla prima esperienza di governo, AP ha incassato alle recenti elezioni politiche un preoccupante - 0,53% di voti, nonostante le fanfare di trionfo e i titoli autocelebrativi non è riuscita a cambiare proprio nulla della e nella politica sammarinese. Oggi sono ulteriormente in calo ed i giovani si accorgono che dietro al velo c'è qualcosa che non piace affatto. Un fallimento totale specie per chi come AP si presenta con una "etichetta etica" che se all'inizio forse aveva ingannato qualche sprovveduto, negli ultimi tempi ha convinto molti cittadini dell'esatto contrario. Parentele, clintelismo a piene mani e controriforme che anzichè portare migliorie al paese ed alla politica, hanno confermato il vizietto di ex democristiani, i quali vicino alla cosa pubblica allungano le mani e assumono amici e parenti.

Gatti e il bilancio. Con una maggioranza così forte e legittimata dal voto, si poteva attuare il piano ECSO sulla PA da subito, anzichè lasciare andare avanti una riforma inutile e costosa e rilasciare dichiarazioni alla Brunetta senza perlatro muovere un solo dito per cambiare lo status quo della PA. Il bilancio dello Stato potrebbe dimagrire se solo si avessero le idee chiare sul da farsi. Dal 1987 al '97 (con Gatti al governo) + 68% di assunzioni nella PA, il passato è sempre presente!! Media OCSE impiegati statali = 60 ogni 1000 abitanti; San Marino 150. Ma quale prudenza e rigore, servono lungimiranza e programmazione.

Statalismo vs mercato. La questione antenne messa a sopire una volta andati al governo si ripropone e rende nervosa la Segretaria di Stato, ma a riproporsi è una questione politica sui monopoli, lo statalismo e il libero mercato. Il Patto non ha una linea politica in merito e naviga casualmente. Aziende di Stato che operano nel settore privato violando qualsiasi principio di concorrenza e trasparenza, aziende in monopolio incapaci di dare servizi ai cittadini alle quali viene regalata l'esenzione a vita dalle imposte e gli affitti delle sedi. Il problema non è il numero delle antenne, ma la politica che non c'è e le regole che valgono solo quando fa comodo. Sarebbe ora di togliere dalle mani di pochi i preziosi patrimoni pubblici, smettere di socializzare le perdite e privatizzare gli utili.

Pensioni: secondo pilastro cosa c'è sotto? Si può evitare la previdenza complementare? Non certo con il progetto sic et simpliciter di un secodo pilastro affidato tutto in mano ai privati e soliti noti. La questione pensioni riguarda la San Marino che vogliamo trovare nel 2020 ed è una vision che deve andare oltre alle scelte politiche di emergenza e di comodo perchè è una questione che riguarderà tutti i cittadini ed i loro portafogli nella terza età. Questo paese ha necessità di una visione del futuro e di modificare una vecchia struttura per avere nuove funzioni. In questo soprattutto la politica latita. Un pensiero unico con un sindacato "interessato", come da sempre lo è, è quello che spaventa maggiormente per il futuro e la libertà. Si, il secondo pilastro si può e forse deve evitare, ripensando tutto il sistema welfare... Ma vallo a dire a quelli che già si sfregano le mani per i guadagni che faranno.

Leggi tutto...

giovedì 17 settembre 2009

Prima che sia troppo tardi

di MarcOne

Cappotto, termocappotto, controcappotto...
Un emendamento ad un decreto per il risparmio del'energia che consente di applicare il cappotto sui tetti ha visto la maggioranza accogliere un significativo emendamento dell'opposizione il qale probabilmente cambierà le sorti della nostra economia !!
Ma fuori dalle battute ironiche, occorre veramente prendere atto che questa classe politica ed in particolare la maggioranza non ha la cultura e nemmeno il metodo per arrivare ad un accordo onorevole con l'Italia. Ieri qualcosa si è saputo e di quel poco che è stato portato a conoscenza del pubblico, sono già dolori, lacrime e sangue.
I dubbi aumentano perchè pare che il Consiglio Grande si sia trasformato in un gruppo di 60 tecnici anzichè 60 animali politici eletti per fare il bene del paese, ovvero una maggioranza che abbia un chiaro progetto politico utile al paese. Ma la Repubblica pare essere tornata indietro di 20 anni quando con gli stessi metodi gatti sbancava Andreotti, cioè metteva le prime catene alla Repubblica, ovvero gettava le basi per giungere ad oggi.

Con lo stesso metodo di allora, un uomo solo, privo di credibilità esterna ed estera, tenta nuovamente il colpo utile solo a salvare la sua immagine e non certo i sammarinesi, l'economia, il futuro di questo paese. Ma come? Non bastano i casi Scaramella, il dossier Ghiotti? Non bastano le evidenze che stanno emergendo giorno dopo giorno a capire che il gatto (e la volpe) sta svendendo il paese per salvare se stesso?
Ma se da una parte ciò può accadere per avidità e pavidità, la ragione altra è quella politica, cioè la mancanza di un progetto di maggioranza che impedisca a San Marino di capitolare davanti ad un semplice discorso di un Ministro di un paese, ovvero la mancanza di una linea politica e principi concreti, tangibili, fatta progetto e attuati nella pratica.
Abbiamo davanti agli occhi tutti i piccoli Stati i quali stanno negoziando con lungimiranza un passaggio graduale ad un nuovo sistema con significativi punti che consentiranno loro una nuova autonomia e sopratutto la continuità di una peculiarità non solo geografica, ma culturale e politica cioè di un modello che come noi, non ha mai sposato le cause degli evasori ma ha solo avuto una tassazione più leggera e una serie di meriti nei dispositivi sociali e redistributivi i quali hanno permesso di prosperare nella ricchezza.
Oggi la maggioranza vuole rendere San Marino schiava dell'Italia in nome di non si sa quale politica e di una presunta colpa precedente... Di cosa ci dovremmo vegognare noi? Piuttosto se colpe ci sono state sono ascrivibili solo a uomini pavidi che hanno lasciato che pochi prendessero il potere per gestirlo ad uso e consumo personale senza portare benefici al paese e portandoci dritti alla forca odierna.
L'accordo con l'Italia va sottoposto a referendum confermativo popolare in qualsiasi caso, perchè cambierà le sorti di un intero paese per decine di anni e non è detto che saremo i protagonisti, ma più probabilmente sareno noi i frontalieri in casa nostra, sottoposti ad obblighi italici, tasse e controlli in ogni momento nelle nostre case, nella nostra privacy, nei nostri affari, nella vita di tutti i giorni. Saremo comandati da forensi che verrano ad occupare posti ai vertici per pilotarci nelle sabbie mobili. Del resto già oggi imprenditori senza scrupoli profittano della cassa integrazione di San Marino per coprire i loro affari...I direttoroni forensi di ogni risma occupano le poltrone importanti e il paese è andato a rotoli, la giustizia annaspa nelle mani di esperti italiani, RTV agonizza nelle mani del nepotismo italiota, banche, finanziarie il manuale Cencelli è attuato a piene mani con esperti e consulenti che ogni giorno affossano questo paese con i loro lauti espertise del nulla. Abbiamo detto si a tutti i gruppi di potere italiani, abbiamo concesso loro di stare nel nostro paese perchè forse ingenuamente credevamo di poter imparare qualcosa di nuovo e migliore. Oggi abbiamo tutte le prove che così non è. Non abbiamo imparato nulla di nuovo, interessante, vantaggioso e migliore che non potessimo raggiungere con le nostre forze intellettuali e materiali. Non ci hanno mai protetto, ma anzi hanno fatto di tutto per risucchiarci, inglobarci, vogliono che noi stupidi montanari si diventi come loro, uguali e omologati.
E invece i sammarinesi rivendicano la loro autonomia, la loro libertà, il loro diritto a fare e disfare, ad autodeterminarsi nel bene e nel male, un ogoglio di una popolazione che ha lottato per liberarsi tanto dal papa quanto dal principe per arrivare ad una piccola democrazia che però può insegnare qualcosa a chi è in grado di capire. Non cambierei mai San Marino con l'Italia, la criminalità pervasiva contro la libertà di lasciare l'auto aperta conle chiavi inserite, la libertà di pagare poche tasse e di vivere in uno Stato di diritto positivo contro una pressione fiscale più alte al mondo e un debito pubblico italiano insanabile con servizi sociali ridicoli mentre da noi si è avanti molto più avanti in tutto.
Saremo costretti ad abdicare ad un regime che in UE è additato come il peggiore e, senza fare un elenco che peraltro tutti conoscono sulle evidenti carenze italiane in tutti i campi, mira solo a impedirci di avere un futuro migliore e autoderminato.
Si rinnova senpre più con forza la questione di adesione alla UE. Si rinnova la necessità di avere più coraggio, di non cedere davanti alle pressioni, di chiedere qualcosa in cambio che renda utilità e benessere al paese. Si faccia subito un elenco delle questioni da risolvere come l'esterovestizione, l'autostrada-superstrada, si chieda la totale indipendenza del sistema finanziario e bancario dove non si sia costretti a pagare i balzelli in Italia quando si opera da San Marino. A dire la verità possiamo ancora sceglire di fare come Svizzera e altri, rendere pan per focaccia a Tremonti e Bankitalia, denunciando e arrenstando coloro i quali soggetti italiani, hanno quote di maggioranza nelle banche e finanziarie sammarinesi, allacciandoci ai sistemi di pagamento internazionali tramite la svizzera ecc ecc
Alzare l'orgoglio sammarinese, rivendicare piena autonomia, non farsi sottomettere, ma sopratutto togliere il potere dalle mani di pochi prima che questo porti ad una capitolazione totale del nostro paese.

Leggi tutto...

lunedì 7 settembre 2009

Classe politica al capolinea

di MarcOne
Nel suo intervento di oggi su Tribuna, Alessandro Rossi si è dimenticato di dire che i numeri fatti da Tremonti sono falsi, gonfiati, artefatti e inattendibili. Se lo è dimenticato anche lui, dopo Gatti e Mularoni di richiamare Tremonti a quella onestà a loro tanto cara, la classe politica sammarinese non riesce a cogliere il vero senso di questo attacco, senso eminentemente politico. Questione di sovranità statuale, autonomia e libertà tanto dal principe quanto dal vescovo.

L'analisi di Rossi, in piccola parte condivisibile, non afferra i concetti chiave della lotta, questa si da farsi tutti insieme senza remore, quella di rimanere uno Stato Sovrano autonomo e libero, certo non per fare traffici o alimentare l'illegalità ma per ribadire che l'autodeterminazione di un popolo, della sua storia, delle sue tradizioni è fondamentale, quindi una questione politica cioè culturale.
Se da un lato si chiede da parte di molti l'ingresso con deroghe nella UE, l'adesione allo Spazio Economico UE come il Liechtenstein, il Lussemburgo, Malta ad esempio, che già godono di ampi margini di autonomia e manovra (economica-finanziaria-fiscale ecc) rispetto a noi, cioè quindi a dire che la volontà di osservare le regole della UE e dei suoi organismi è già patrimonio di gran parte dei sammarinesi, mi pare necessario un salto di qualità anche con l'Italia che oggi per San Marino non deve più rappresentare un riferimento. Il riferimento deve essere la UE e non il proconsole che spara cifre artefatte.
Ha mai pensato Tremonti che gli evasori principali nel mondo sono tutti suoi concittadini?
Quindi, il compito della classe politica sammarinese, come giustamente rilevato, deve essere quello di difendere la nostra sovranità, le prerogative di autonomia politica su qualsiasi materia, evitando di finire preda di regole e di usanze di un paese come l'Italia che certo non può e non deve dare lezioni a nessuno, specie su moralità, trasparenza e fiscalità, quando per bocca di autorevoli personaggi della penisola si afferma che l'Italia senza evasione sarebbe in bancarotta, avrebbe milioni di disoccupati e diventerebbe un Paese del terzo mondo, si dice che l'unico modo per far girare l'economia è quello di evadere ed eludere, mi pare proprio un paradosso che noi si vada a lezione da Alibabà e i 40 ladroni per imparare come gestire le nostre risorse economico-finanziarie e il fisco.
E' ridicolo pensare che uno come Gatti gestisca un accordo così decisivo, senza avere una credibilità, quando nel 1997, come ben rilevato da SU (a proposito Rossi condivide il comunicato di SU oppure no?), è stato l'artefice della "solita aria fritta" ed è anche per questo motivo che ci ritroviamo addosso i Media e gli anatemi dei PM vari. L'opinione pubblica italiana identifica i sammarinesi con Gatti, è questo il problema grave!
A poco valgono i tentativi di Rossi per salvare la sua amica Mularoni, che è talmente soggiogata dal potere che si è dimenticata, pure lei, di essere sammarinese, di avere un orgoglio di donna così intelligente che non trova altri argomenti che gettare discredito sui governi precedenti, cioè i suoi concittadini, anziché avere il giusto coraggio per rispondere adeguatamente a Tremonti ed ai Media che ci tengono sotto schiaffo.
Questa classe politica è al capolinea. E' stantia, ma quel che è peggio è che mette a repentaglio la sopravvivenza stessa del nostro Paese, di San Marino e dei sammarinesi, se come pare si stia delineando, accetterà supinamente di firmare un accordo capestro dove ci saranno solo imposizioni e controllo totale dell'Italia sugli onesti cittadini sammarinesi.
Per scongiurare tutto questo occorre una levata di scudi dei sammarinesi di ogni parte, una pretesa di dimissioni immediate del governo, la formazione di un nuovo governo di salute pubblica al cui interno non vi siano personaggi che hanno già troppo infangato la Repubblica, la pretesa della pubblicazione integrale della bozza di accordo con l'Italia, il successivo dibattito in Consiglio e il referendum confermativo popolare per vedere se i cittadini vogliono oppure no questo accordo, infine, il ricorso alle urne con una nuova legge elettorale per avere una migliore classe dirigente e un governo moderno che sia capace di affrontare la questione UE in tempi brevissimi.

Leggi tutto...

lunedì 31 agosto 2009

Tremonti di nebbia

di MarcOne
La conferenza stampa di Gatti Tremonti e marginalmente Mularoni, ha detto tutto quello che c'era da dire. Prima di tutto non si organizza/si accetta un incontro di quel genere, non ufficiale, senza copione, dove a rimetterci davanti ai media siamo solo noi sammarinesi, mentre un Ministro italiano fa il suo show con dati sparati a caso e non veritieri.Non si accetta che sia chiuso alle domande dei giornalisti che la RTV non abbia potuto fare alcuna domanda, si propone invece una sede istituzionale ed un arbitro leale. Così è stato come incontrare l'attore che fa il suo monologo, ringrazia e se ne va. Una farsa in grande stile come Gatti ci ha abituati.

Al di la della conferenza stampa ingloriosa, cosa manca? Cosa è mancato fino ad oggi? E' mancato l'orgoglio di un sammarinese vero, cioè di noi che ci sentiamo orgogliosi di esserlo, cioè di tutti noi che abbiamo presente da dove veniamo, le nostre origini e dove vogliamo andare: non certo dietro a Tremonti e Gatti.
E' mancato Gatti quello vero che sbancava Andreotti, Forlani, De Michelis & C. è mancato il suo orgoglio, la sua sammarinesità che fino ad oggi non aveva perso, ma invece davanti a Tremonti si è dovuto chinare.
Gatti, si è dimenticato di prepararsi per una conferenza stampa e invece di essere "felino con pedigree" come tutti noi lo abbiamo conosciuto si è ridimensionato davanti a Tremonti presentandosi impreparato e mansueto come un "castrato qualsiasi" senza pedigree e senza argomenti.
Ha accettato una conferenza stampa dove Tremonti ha solo sparato sciocchezze e accusato San Marino di ogni possibile crimine, dimenticandosi che San Marino è uno Stato Sovrano e che le tasse qui le pagano tutti a differenza dell'Italia.
Se questi sono le basi e gli argomenti che Tremonti può mettere in campo allora possiamo anche stare più tranquilli per il buon esito degli accordi...Che però dipende anche dai nostri... Segretari di Stato i quali si sono dimenticati di essere sammarinesi ed è una cosa intollerabile e gravissima.
Gatti poteva argomentare e ribattere come ad es. l'Italia negli ultimi 2 anni ha avuto oltre 240 procedimenti di infrazione dalla UE perché non rispetta le regole, infrange i diritti dei cittadini e non vuole allinearsi alle regole del mercato e della concorrenza, non rispetta l'ambiente, accumula infrazioni sopratutto in materia FISCALE e delle società, della revisione dei conti alle società, sulla borsa, sulla mancata eliminazione della golden share delle aziende ex di Stato cioè di una infrazione che riguarda il mercato e il monopolio dello Stato che non deve esserci; la messa in mora della legge Gasparri sul sistema radio-TV da parte della UE, sulla tragica situazione dell'informazione in Italia ecc ecc.
Gatti poteva ricordare che il paese di evasori fiscali n.1 in UE è, dati alla mano, l'Italia. Le proporzioni dell'evasione in Italia sono tali (fra il 27 e il 45% deI PIL secondo le stime dell'Ares) da rendere ingenuo il pensare che si tratti di un'anomalia in un corpo fondamentalmente sano e produttivo. Evasione fiscale, evasione contributiva, elusione, lavoro nero e grigio, riciclaggio, fuoribusta, caporalato, tangenti, falso in bilancio, aggiotaggio...
Gatti e Mularoni potevano ricordare a Tremonti come funziona la giustizia e quante volte l'Italia ha subito condanne dalla UE per la giustizia ingiusta e lenta, oppure delle condizioni disumane delle carceri italiane e della inciviltà recentemente portata alla cronache.
Potevano gentilmente rilevare che prima Tremonti si dovrà occupare della sua Italia e del suo Nord, dove le partite IVA sono le prime ad evadere ed eludere, si dovrebbe occupare di risanare il proprio paese prima di dare lezioni (e dati errati) agli altri. Gatti poteva ricordare al suo collega che in Italia chiunque evade le tasse perchè sono troppe e ingiuste e perchè altrimenti l'economia non andrebbe affatto e gli italiani farebbero la fame, Forse poteva dare a Tremonti qualche consiglio sulle politiche fiscali per risanare la bella Italia. Oppure ricordare della Casta dei politici che con quasi 1000 parlamentari è il carrozzone che succhia di più se rapportato con tutti gli altri paesi del G8 e della UE.
Ma la colpa non è di Tremonti o almeno non tutta, anche se i suoi amichetti che miravano a Delta hanno avuto tutto il suo supporto per portare a casa il risultato che volevano ottenere conquistando il gruppo leader in Italia per i prestiti e affini. La colpa è dei sammarinesi che dicono che ci siamo meritati tutto questo perchè ci sono le SA e non abbiamo l'IVA. Quelli che dicono così sono dei coglioni abituati a farsi comandare dal capobastone e non comprendono il senso della sovranità, delle peculiarità che un piccolo Stato deve poter tenere in piedi per garantire una dignitosa sopravvivenza nel mondo fatto da squali che provengono da Italia e altri grandi paesi e che vogliono, specie in momenti difficili come questo e dopo aver sconvolto il mondo con la finanza creativa (a proposito Tremonti!!?), fagocitare i piccoli per sopravvivere comodamente alla crisi che si è generata proprio perchè è venuta a mancare la saggezza che invece a San Marino, i vecchi sammarinesi hanno sempre saputo coltivare.
Oggi Gatti è con il cappello in mano a mendicare un accordo quando invece dovrebbe stare nella UE e all'ONU a battere i pugni sul tavolo per far rispettare la sovranità del nostro Stato, i cittadini e il nostro sistema che non è né marcio, né compromesso, né colpevole, ma abbisogna di piccoli aggiustamenti necessari a renderci trasparenti verso le istituzioni internazionali ma non succubi e sottomessi all'Italia.
La pochezza delle nostre azioni politico-diplomatiche rischia di travolgere San Marino e la cittadinanza, si rischia di riportare indietro la lancetta del tempo e molti sammarinesi dovranno emigrare e subire le disparità che già emergono con il rinnovo dei contratti che crea di fatto una casta della PA rispetto al paese che lavora.
Gatti forse dovrebbe pensare a far accompagnare al confine i frontalieri e chiudere le fabbriche degli italiani che speculano anche sulle nostre teste ottenendo la cassa integrazione. Dovrebbe pensare a disfarsi dei consulenti da 3 mila euro al mese per non fare nulla, che non pagano le tasse in Italia; disfarsi di tutti i forensi che vengono qui solo per profittare della nostra ospitalità, ma sopratutto smettere di copiare ed ascoltare gli italiani che non hanno nulla da poter insegnare a chicchessia specie in materia fiscale, giustizia e funzionamento della democrazia.
Mi meraviglio, così come molti altri che il Vescovo ancora non abbia affrontato nel merito un tema così fondamentale per la sua diocesi e per i cittadini onesti che sostengono la comunità con il sudore e il sacrificio.
Un ultimo spunto lo da il botta e risposta fra ECSO e Ciavatta: sarebbe opportuno che entrambi valutassero di sottoscrivere un piano politico che preveda A dimezzare in 2 anni la PA e privatizzare alcuni settori; B ridurre a 1000 i frontalieri e chiudere le fabbriche di manodopera generica; C rilanciare l'economia dei servizi con una programmazione economica adatta ai giovani sammarinesi scolarizzati; D moratoria su Casino, territorio e costruzioni: ristrutturazione degli edifici esistenti a norme eco e politica della casa per tutti a prezzi bassi; E riforma della legge elettorale.
Forse si potrebbe ripartire a pensare veramente ad un modello di sviluppo a misura di San Marino e dei sammarinesi.

Leggi tutto...

mercoledì 19 agosto 2009

I Socialisti e il socialismo

di MarcOne
Sono anni che si unificano e si dividono e all'osservatore nostrano appare chiaro che la causa principale delle divisioni non sono le politiche e le vision strategiche, ma fatti personali che principalmente occupano le ragioni della divisione e della diaspora.Incapaci di trovare una sintesi e politiche socialiste per una moderna società, oggi i socialisti sammarinesi sono leteralmente ovunque, ma non contano nulla. Sono diventati partito di maggioranza relativa e, subito dopo aver raggiunto l'apice si sono nuovamente spaccati.

Spaccatura dopo l'altra oggi sono:
NPS usciti prima dell formazione del PSD il cui riferimento è Augusto Casali, conta 3 seggi in Consiglio ed è schierato alternativamente al centro e a sinistra ma è al governo con la destra;
PSRS usciti di recente dal PSD fanno riferimento a De Biagi e Andreoli, contano 8 seggi, si schierano a sinistra aperti a collaborazioni per progetti al centro e sono all'opposizione e nel manifesto fondativo di politica concreta se ne vede poca;
PSD 10 seggi, opposizione e un documento politico leggerino che difficilmente troverà applicazione e sopratutto alleanze di governo;
Alcuni fanno parte di Socialisti per la Libertà che non è più presente in Consiglio ma attiva nel paese;
2 autorevoli transfughi dal PSD hanno fondato Arengo Sammarinese, sono al governo ed hanno sottoscritto il programma con la destra, tentano di tenere accesa la voce delle riforme nel governo ma con scarso successo.
A conti della serva fatti, i socialisti sarebbero al governo, sarebbero il partito più forte se non fosse per quella predisposizione alla lite ed al personalismo che rovina tutto. La tendenza dei cittadini sammarinesi è chiara, votano i socialisti, vogliono che il paese sia ispirato da politiche socialiste, da riforme capaci di cambiare il paese e portarlo fuori dalla crisi e proiettarlo nella sfera della UE a pieno titolo, sono orgogliosi di essere sammarinesi e credono che il socialismo, quello vero, quello che in questo paese ha fatto tante cose buone a favore di tutti, governi la Repubblica. Sfortunatamente ci sono pochi socialisti nei partiti, molti opportunisti, tanti fancazzisti ma sopratutto non c'è una coesione sulle politiche di fondo, si parla tanto e si fa poco, si perde tempo nelle scaramucce personali e intanto gli altri governano. Esiste una predisposizione alla lite perenne, di tanto in tanto sopita, ma costantemente condita da attacchi personali, calunnie sotterranee, racconti e bugie che si suggeguono nelle stanze dei bottoni come negli uffici pubblici, falsi miti e fantasticherie varie che raccontano di personaggi e di storie che nulla hanno a che vedere con la politica e le riforme.
Ai socialisti, ci piacerebbe vederli alle prese con una politica della casa che non passi più dai portafogli dei cittadini e dalle casse delle banche, ma a nuove politiche capaci di garantire ai giovani la casa ecosostenibile a prezzi adeguati, senza liste di attesa dove lo Stato sia il promotore di un nuovo ciclo virtuoso. Ci piacerebbe vedere realizzati i sogni dei giovani sammarinesi abilitati da studi universitari di elevata specializzazione a ricoprire posti di lavoro di qualità in un terziario avanzato che non è mai decollato e dove invece si continuano a produrre posti per manodopera generica, quest'anno sono stati oltre 900 i posti di lavoro creati, posti che non servono a nessuno senza qualità, ma che forse servono a qualcuno che profitta della cassa integrazione e fa pagare alla cittadinanza le proprie debolezze mentre incassa gli utili a fine anno. Cosa servono 900 posti di lavoro nuovi quando i nostri giovani attendono ben altro? A chi giova questo tipo di politica anti-sammarinese,? Mentre l'Italia ci attacca, noi paghiamo la cassa integrazione a migliaia di lavoratori dei quali potremmo fare a meno e ci guadagneremmo anche tanto di più se con la metà dei soldi sprecati per tale politica ottusa, si utilizzassero per creare posti di lavoro di eccellenza tecnologica, di ricerca universitaria e servizi moderni !!Ci piacerebbe vederli impegnati nella modernizzazione del nostro Stato, più che coinvolti nelle bagarre del casino e dei giochi, vorremmo toccare con mano politiche che promuovono più tecnologia, più servizi, più libertà e tutela del cittadino, più giustizia e più spazio ai sammarinesi. Ci sono troppi forensi che ci dicono cosa dobbiamo fare, dove dobbiamo rivolgerci e chi dobbiamo ascoltare.
la questione della adesione alla UE rimane un nodo centrale, ma finchè non ci saranno esperti di politiche e regole UE nella nostra classe dirigente sarà dura e questo teatrino fra un Segretario di Stato confuso e impotente che magari vorrebbe ma non può e dall'altra l'improvvisa uscita del PSD sulla adesione dopo che aveva lasciato cadere la cosa che prendeva le mosse già da prima delle elezioni del 2001, sono segnali politici che indicano chiaramente la necessità di spazzare via una classe politica e dirigente ancorata a un passato che fortunatamente non tornerà.
In attesa che tutti i socialisti che si credono furbi tornino a ragionare di politica socialista e non di personalismi... Teniamo botta.

Leggi tutto...

giovedì 14 maggio 2009

Ma quale collaborazione, è il momento dell'attacco frontale

di MarcoOne

L'opposizione, non tutta, si arrampica sulla strada della collaborazione con il governo per difendere San Marino, ma i conti non tornano. Lonfernini è rimasto l'unico uomo politico a capire qualcosa oppure c'è ancora qualche uomo libero di pensare con la propria testa? Nel momento in cui vengono date precise informazioni ai cittadini sammarinesi di un segretario di stato che si è fatto intermediario di una vicenda privata per favorire il passaggio delle quote nelle mani del socio straniero e che sono state così traditi tutti i sammarinesi, visto che si insiste a dire che la Carisp è di tutti, e che addirittura egli sia immischiato in una vicenda finanziaria che ha portato il potere finanziario italiano o una sua parte comunque di rilevanza, ad attaccare il sistema San Marino, mettendoci contro Media, Guardia di Finanza, Banca di Italia e potenti lobbies affaristiche, parte della opposizione si trastulla con richiami all'unità!!

Qui occorre fare cadere il governo, allontanare le persone chiacchierate e incapaci che si mascherano dietro una presunta ingenuità di verginelli di primo pelo, e ricostituire le forze sane per costruire una nuova San Marino. Per farlo occorre attaccare su tutti i fronti, lavorare duramente per far crollare un castello di stupidaggini costruite su fondamenta di letame.
Ci si meraviglia che la Dc ancora non abbia capito che il lupo perde il pelo ma non il vizio, e che su questa strada si perderanno ancora consensi perchè i cittadini non sono stupidi e capiscono bene.
In pochi mesi si è caduti dalla padella alla brace, peggio di così il governo non poteva fare, lasciando nelle mani di un uomo solo il controllo delle operazioni.
Non è un caso che le telecamere della RAI siano uscite insieme alla GdF e che alcuni giornali controllati da Sopaf & C. abbiano sostenuto e sostengono l'operazione di distruzione dell'immagine di San Marino. Ma l'immagine è solo un paravento.
Infatti, chiunque avesse il controllo della Carisp, avrebbe il controllo su San Marino, avrebbe il potere smisurato di far collassare o meno il nostro sistema finanziario ed economico in soli 5 minuti. Oppure controllarlo per utilizzarlo a proprio piacere. Oppure per far fallire qualche azienda scomoda, piuttosto che altri disegni criminogeni.
Che piaccia o meno è nostro sistema e che l'Italia non può giudicare, altrimenti come giustamente scrive R. Faetanini su Tribuna il reato di falso in bilancio...? E, aggiungo, l'attività mafiosa e di evasione fiscale più grande del mondo? Chi è quel paese che è condannato più degli altri per il mancato rispetto della legge? Chi è quel paese che vive sommerso nell'immondizia e che fa delle tangenti il rapporto di lavoro preferito? Esiste un accordo bilaterale fra due stari sovrani che garantisce la nostra sopravivenza.
La opposizione dovrebbe preoccuparsi che tale accordo non venga cancellato con uno nuovo penalizzante perchè tutte queste vicende lasciano presagire che lo scopo sia proprio quello: firmare un nuovo accordo nel momento di maggiore debolezza ed essere costretti ad accettare tutto.
Saggio sarebbe rimandare tutto a momenti migliori, con un governo nuovo, spendibile che sappia entrare nelle stanze di Roma ma anche in quelle della UE e di Washington con dignità e raccogliere risultati.

MArcOne


Leggi tutto...

martedì 5 maggio 2009

Li aspettavamo al varco...

di: MarcOne

Li aspettavamo al varco...
Dopo Asset si sono uditi solo insulti, polemiche, ramanzine e sermoni che nulla hanno portato di buono e di nuovo.
Qualche uomo lungimirante aveva perfino agitato il cappio per impiccare qualcuno.
Oggi, capita la stessa identica cosa e direttori di giornale già azionisti, così come improbabili governanti ed ex tali, pure loro azionisti dell'imputata banca, corrono in difesa tirando in ballo il buon nome della Repubblica...
Delle due l'una: la Repubblica è sempre sovrana e da difendere, sempre oppure ci sono persone che meritano di essere difese ed altre meno...

Che spettacolo signori! C'è sempre chi è figlio di un dio minore e c'è sempre chi si sveglia troppo tardi e giunge a conclusioni tardive o piuttosto volutamente tardive, quindi di parte e non obiettive, cioè che non servono alla collettività ma solo ad una parte.
Occorre aprire gli occhi e ragionare per il bene del paese.
E' incredibile come la classe politica abbia nuovamente fallito nei propri compiti primari e come perseveri nell'errore nonostante i fatti parlino chiaramente ed inequivocabilmente.
La necessità di svincolarsi dall'Italia è ormai un tema politico che nonostante lo si sia voluto lasciare sotto il tappeto, come si fa nelle case sporche nascondendo la polvere, è venuto fuori con tutta la sua dirompenza, grazie ad un atteggiamento inconmprensibile della controparte (ex buonvicini ed amici) italiana.
Sono finite tutte le lune di miele, gli accordi e le filippiche di Frattini e dei proconsoli che si sono susseguiti e che dai vari pulpiti si sono udite negli ultimi tempi.
L'Italia sta aggredendo San Marino con una morsa che di questo passo toglierà ossigeno vitale alla Repubblica e si rende più che mai necessario avere un back-up, una via di uscita, collegandosi in rete con altri sistemi bancari e finanziari di altri paesi, fare sistema con i piccoli stati chidendo alla UE deroghe che garantiscano la sopravvivenza di comunità minuscole che la storia ha già decretate innocue sotto ogni punto di vista.
I malviventi e le organizazioni criminali non sono qui, così come non è qui il riciclaggio di denaro sporco, la droga ecc ecc.
Ci sono voluti mesi prima di smantellare una per una tutte le accuse di un PM che mette in discussione gli accordi firmati fra due Stati sovrani e la Cassazione lo boccia, mesi e solchi profondi lasciati sulle persone, arrestate con stratagemmi degni dei film contro i quali nessuno ha mosso un dito per difendere i nostri cittadini.
Oggi che sulla graticola ci sono anche cittadini italiani che qui hanno operato per anni e che le accuse sono altrettanto pesanti vedremo quale profilo terrà la politica, se ancora sarà genuflessione oppure ci sarà la reazione.
I nostri presunti politici si sono accorti solo ora del problema, forse perchè prima facevano battute sui soldi nelle mutande e se la ridevano in vista del cambio di governo.
Oggi il nuovo governo ha fallito nuovamente ogni possibile obiettivo che servisse a terminare gli assalti italiani, nonostante si sia svenduto il nostro patrimonio sovrano con accordi penalizzanti e vessatori, nonostante ci si sia piegati e inginocchiati davanti all'Italia, aprendo anche le mutande, la guerra del forte contro i deboli continua, e questo è un grande fallimento per un governo che si diceva difensore degli interessi sammarinesi ed aveva come primo obiettivo il ripristino del rapporto con l'Italia: se questo è il buongiorno dopo la firma degli accordi capestro!! Esiste solo una via per ripristinare la Repubblica ed i suoi assetti: distaccarsi dall'Italia, fare alleanze nuove, nuove politiche, fare rete e sistema con i piccoli stati, andare alla UE e insieme chiedere deroghe in vista di un ingresso ponderato e negoziato non con i vicini, ma direttamente a Bruxelles.Per anni si è rimandata la discussione sull'ingresso nella UE per dedicarsi a fare una porcheria di legge elettorale che consegna in toto il potere nella mani di una maggioranza che per essere tale deve rubare d'ufficio i seggi alla minoranza, ma che razza di democrazia è questa? La classe politica ha fallito ogni suo possibile obiettivo, occorre mandarli a casa subito, una nuova legge elettorale democratica poi tutti al voto per poi mettersi al lavoro per ricostruire il paese.

Leggi tutto...

martedì 31 marzo 2009

1991-2009: dalla padella alla brace

di: MarcOne

Era il 1991 e Gatti era l'autore e stratega dell'accordo valutario con l'Italia e quello interinale con la UE. Siamo nel 2009, un uomo solo al comando, con tanti gregari che sputano a terra e dicono signorsì signore, è riuscito nell'impresa che aveva lasciato a metà: svendere la sovranità di San Marino all'Italia. Con la scusa patetica che gli altri non avevano fatto, lui con il pragmatismo cinico che lo evidenzia, ha colto l'occasione per fare in fretta e portare a casa quello che chiamano un risultato, ma che in realtà è il cappio al collo per le generazioni giovani e quelle a venire.
Questo paese vecchio e decadente con una mentalità conservatrice delle cose peggiori, ha consegnato nelle mani di un uomo solo il potere di cedere le prerogative sovrane di un paese ex libero, ad un vicino famelico, (OMISSIS) e arrogante che dimostra ogni giorno di essere agli ultimi posti di tutte le classifiche di rendimento europee e mondiali. Lo stesso fautore dell'accordo interinale con l'UE, il quale ci ha lasciati extracomunitari e fuori da qualsiasi possibilità di sviluppo per quasi 20 anni, oggi è colui che regala la nostra libertà all'Italia, quando invece avrebbe potuto imparare dai propri errori e mettere in campo una politica ed un accordo con la UE che ci avrebbe garantito la continuità della nostra sovranità, oggi fortemente limitata se non sparita sotto i colpi di Gatti, uno sviluppo in linea con quello di altri paesi della Unione e dei Piccoli Stati. Infatti, siamo l'unico Piccolo Stato che si è genuflesso e impiccato davanti alle richieste del "vicino amico", quando Francia con Monaco, Spagna con Andorra ecc ecc hanno invece ottenuto tutt'altro trattamento, maggiori margini di manovra, mantenimento delle peculiarità che hanno permesso a questi Piccoli Stati una degna sopravvivenza in un contesto di competizione globale in cui oggi viviamo. San Marino invece è destinato a chiudere battenti, perché vecchi (OMISSIS) che non hanno più voglia di fare, hanno consegnato il paese a terzi, compromesso il nostro sviluppo, cassato ogni possibile movimento di riforma in senso europeo e consegnato le chiavi della Città ai forensi che domani guideranno le scorribande economico finanziarie e con i quali i giovani di oggi saranno costretti a fare i conti domani, probabilmente l'emigrazione in terre più libere sarà la soluzione per i nostri neolaureati che altrimenti rischiano o di morire nella PA affatto rinnovata da zia Ciavatta o non avere alternative a vendere case (OMISSIS). Certo una catastrofe non si abbatterà nell'immediato, sarà una rivoluzione silenziosa, una svolta che impoverirà lo Stato che potrà erogare meno servizi e ci sarà meno Stato sociale, diventeremo più poveri, ma i ricchi saranno più ricchi e con più potere, tutto questo perchè l'accordo di Gatti ed Ap ha voluto riportare San Marino indietro nel tempo anzichè attualizzare la politica, respirare aria d'Europa e finire a parlare con Bruxelles e Strasburgo anzichè con Roma. L'accordo del 2006 era molto migliore ed allora fu Menicucci e parte della Dc che bocciò tutto, oggi che l'accordo è peggiorativo rispetto ad allora non si sente nemmeno una voce di dissenso, segno evidente che l'uomo forte ha preso il sopravvento (OMISSIS). Insomma, alla fine bisogna fare i complimentoni a quegli strateghi del mercato di Borgo che per anni hanno tramato su come ridimensionare Gatti ed oggi lui torna più forte e potente di prima, incassa l'accordo, ri-svende il paese, solo perchè la pavida opposizione è un accozzaglia di estemporanei personaggi i quali per anni hanno calcato le scene del potere senza fare un cappero e sono stati sconfitti dalla loro stessa inedia politica e culturale. Dalla crisi nascono nuove energie, occorre lavorare per una cultura che svecchi questo paese, lo porti fuori dalle logiche consumate e conservatrici che hanno portato diretti fino a questa catastrofe.

Leggi tutto...

giovedì 19 marzo 2009

Sequestro annullato

Di MarcOne
Su SMN è uscita la notizia del dissequestro dei 65 milioni di euro dell'Asset banca. Il Tribunale del riesame di Milano ha detto che in base alla convenzione del 1994 l'Italia riconosce alle persone fisiche e giuridiche residenti a San Marino la stessa posizione valutaria di quelle residenti in Italia. Ne consegue l'equiparazione di tutte le banche sammarinesi con quelle italiane. Alla luce di queste ultime notizie come inquadrare il rapimento e la cattura di cittadini sammarinesi?

All'epoca del caso Asset essi sono stati oggetto di carcerazione dopo una telefonata che li traeva in inganno facendoli andare rapidamente sul suolo italiano per essere catturati e rapiti dalle forze dell'ordine italiane!! Se, come appare stia prendendo corso una evidente soluzione a totale discarico delle persone coinvolte così come lo è stato per Carisp, questo dovrebbe far riflettere non poco la posizione genuflessa che il governo sammarinese ha tenuto nelle occasioni suddette, senza emettere nemmeno una nota diplomatica a difesa dei diritti delle persone che operavano, come appare, nella totale legalità, e sono state incarcerate senza motivi ed essendo cittadini di questo Stato andavano tutelati opportunamente. Quel che fatto è fatto.
Oggi invece si dovrebbe riflettere e agire di conseguenza contro i giustizialisti della prima ora che sui giornali e nei commenti hanno chiesto addirittura l'impiccagione. Mi pare di ricordare che in convegni pagati con il denaro di fondazioni rispettabili sammarinesi cioè con i denari dei sammarinesi, sia stata data parola a taluni giustizialisti che dal pulpito hanno perfino richiesto la testa dei "colpevoli di Asset"ottenendo spazi e titoloni sulle testate giustizialiste di questo paese che ancora non ha capito dove sta e come si attua in effetti la sovranità di uno Stato, questo Stato e la tutela dei diritti dei cittadini, i suoi cittadini.
Questo denuncia una grave mancanza di cultura, cultura del diritto e dei diritti e delle libertà che nessuno vuole più tutelare perchè sono misconosciute!! Non un albo dei giornalisti professionisti ma un album di figurine dovrebbero regalare a coloro ancora non hanno compreso che gettare fango sui propri simili è una pratica eticamente pessima e che i diritti di tutti non si vendono con le copie dei giornali.
Inoltre, una raccomandazione alle fondazioni che invitano forensi a partecipare a discussioni di cui essi non conoscono nemmeno le fondamenta, figuriamoci se sono in grado di conoscere i dettagli e, per di più, se non hanno una buona educazione di base meglio che restino dove sono e dare spazio alle voci sammarinesi che sono più competenti.

Leggi tutto...

lunedì 16 marzo 2009

Social Card o Social Trust?

di: MarcOne

Gentile Direttore,
leggo su SMN che la SMCard ha un grande successo: San Marino Card, 700mila transazioni in 3 mesi, ma a chi vanno i soldi delle transazioni?
Lo Stato si è messo in gioco per un progetto senza dubbio utile, che prevede di sovvenzionare con denaro pubblico una iniziativa dalla quale i cittadini devono trarre vantaggi: un servizio ma non solo. I commercianti aderenti ci mettono uno sconto, anche se i benzinai pare non ci mettano proprio nulla e...
Ancora manca un attore: la banca che gestisce la SMCard chi è? Quanto ci fa risparmiare per ogni transazione con la carta? A mezzo euro la transazione già oggi ha intascato 350 mila euro netti che in proiezione fanno 1 milione e 400 mila euro l'anno. A me questo gioco pare scorretto. Dove sono i paladini della lotta ai monopoli che per lungo tempo hanno occupato i media sammarinesi? Perchè un progetto sociale di ampia diffusione dove tutti rinunciano a qualcosa prevede che vi sia un unico istituto di credito che si arrichisce sulle "miserie del paese"? Perchè non è stato imposto a più banche di partecipare al progetto e si è fatta trattativa esclusiva senza concorrenza? Perchè non si sono previste delle partecipazioni onerose a carico dell'istituto di credito? Perchè non c'è nessuna opposizione al monopolio e nessun partito ha chiesto mai lumi sulla trasparenza del progetto? Ci piacerebbe sapere come questo istituto di credito partecipa all'iniziativa sociale dove tutti ci "rimettono qualcosa" per far andare avanti l'economia e sostenere gli acquisti.

Leggi tutto...

venerdì 13 marzo 2009

Centro giovanile polifunzionale e la disfatta di AP

di: MarcOne
Gentile Direttore, oltrepassati i 100 giorni di governo, prendo spunto dalla bocciatura dell'istanza d'Arengo sul centro giovanile polifunzionale per criticare i giovani e quelli di AP in particolare. In questi giorni nessun disappunto è comparso sui mezzi web, qualcosa si è letto sulla stampa, ma mancano riflessioni di fondo che vanno oltre la politica, questa politica. I giovani di AP hanno preso atto che la coerenza dei loro capi è azzerata e che la propulsione politica è naufragata nel clientelismo più ottuso e nell'obbedienza cieca a logiche di potere che nulla hanno a che vedere con la voglia di cambaire il mondo dei giovani e San Marino.
Le priorità di AP sono evidenti: sistemare i clientes nella PA, i parenti stretti, e riempire le mani di inutilità varie per il paese, ma tanto necessarie per i sostenitori del partito. Dopo che la campagna elettorale aveva suonato il disco rotto del centro per i giovani e le politiche giovanili ecco il risultato: niente centro, nessuna politica giovanile degna di nota.
Piuttosto evidente è invece la tanta demagogia con la quale si stanno riempiendo i media, una riforma della PA come un brodino, partita con lo squillo di trombe e già finita non con la sordina, ma peggio con il fallimento totale di una riforma che nulla riformerà se non le nomenclature. Chiamando le cose in altro modo non si riforma, si cambia tutto per non cambiare nulla.
Archiviato anche il patetico tentativo di addossare all'opposizione la mancata approvazione dell'Istanza d'Arengo sul centro giovanile, una maggioranza che non rispetta i suoi impegni e non ha i voti per andare avanti è patetica quando chiede collaborazione alla minoranza.
Così come è patetica la politica di AP che ha perso tutta la propulsione, tutto l'impatto, l'enfasi politica e la combattività per divenire docile agnellino sacrificale della destra. Mai con tizio e con caio, noi non faremo quello, noi andiamo avanti... Alla fine AP è al governo con Gatti il protagonista principale di tutti i dossier degli anni '90 editi da AP; è al governo con i pupilli di Grandoni del quale si sa come la pensa; si ritrova a dover ingoiare rospi di ogni tipo e delibere del capo che impone ad AP la propria linea politica come se fosse una frangia del PDCS.
Certo la mancata approvazione del Centro Giovanile non è che uno dei tanti segnali già arrivati di un afflosciamento di AP che è indubbiamente più votata ad abbassare la testa e dire signorsì al capo e che ribadisce la grande incoerenza di un partito che oggi ha perduto tutta la sua capacità politica di ragionare e tutto il suo coraggio ad alzare la voce e denunciare quando le cose non sono lecite.
Oggi, cari giovani di Ap, suonano le campane a morto, una morte politica, un suicidio politico in nome del clientelismo e del potere quello che fin dai suoi albori AP si proponeva di combattere. Adesso non avete più nulla di diverso dagli altri e le lezioni di moralismo spicciolo, ve le farete nelle vostre stanze...

Leggi tutto...

venerdì 27 febbraio 2009

Chi copia prende zero

Di MarcOne

La mania di importare dall'Italia usi costumi, leggi, istituzioni e altra robaccia, sta svuotando San Marino ed i sammarinesi.
Ogni giorno si legge qualcosa che abbiamo copiato dall'Italia o fa esplicito riferimento ad usi e costumi dei vicini e, come noto, chi copia prende zero, solo per il fatto che copia, perchè significa che non ha proprie idee.
Bandi di concorso indicano che il candidato deve essere preferibilmente sammarinese, denunciano una situazione in atto da troppo tempo.
Sono state riempiti gli uffici dello Stato negli incarichi di maggior prestigio, leggasi magistratura, televisione, banca centrale e maggiori istituzioni del Paese fino ad arrivare al Casino, le banche e le maggiori aziende.Mancano le esperienze professionali, si obietta.
Certo mancheranno pure, ma non vi alcuna politica in campo per crearle attraverso percorsi virtuosi, nè si affida mai ad un sammarinese un posto di rilievo.
L'esperienza, non si compra con un Master, si fa con il tempo lavorando, ma se in quel posto non ci mettiamo un sammarinese niente crescerà.

Pertanto ritengo che il problema vero della classe dirigente sammarinese stia tutto in questo argomento: oggi vi è la necessità più che mai sentita dalla popolazione ed anche dai giovani (vedi interventi di G.Chiaruzzi Forum Giovani), affinchè i sammarinesi tornino al potere e decidano le sorti del loro paese.
In questo senso la questione del presidente di BCSM è solo uno dei problemi ed è giusto che vengano analizzate e messe sotto la lente di ingrandimento tutte le cariche cui facevo riferimento o almeno quelle di nomina politica, attraverso nuovi metodi politici che sappiano garantire spazi alle professionalità sammarinesi di cui per altro il paese è pieno.
Il trend iniziato negli anni '90 ha portato chiaramente San Marino sull'orlo del baratro fino alle conseguenze odierne, meno yes men e meno forensi lautamente pagati per dire sempre sissignore avrebbero garantito il paese da pericolose derive = un sammarinese corretto avrebbe fatto meglio e di più.
Il proliferare delle autority, delle corti, delle commissioni e sotto commissioni, nulla ha a che vedere con le nostre tradizioni e ci fa spendere milioni di euro all'anno senza garantire un bel nulla alla popolazione.
Così pure l'impianto della giustizia che complessivamente fa acqua da ogni parte, perde i pezzi e non alcun requisito di efficacia ed efficienza, non è un problema della maggioranza del momento, ma strutturale e funzionale, cioè un sistema che deve essere riformato, snellito, ammodernato e fra le varie innovazioni sarebbe opportuno inserire i giudici sammarinesi che rispondano del loro operato alla cittadinanza e non alla politica.
La scuola e l'università pendono dalle labbra dell'Italia rimasta l'unica con il riconoscimento legale del titolo di studio e l'unica ad avere precarietà diffuse nel sistema scolastico, l'unica che fa fuggire i cervelli all'estero perchè incapace di garantire la ricerca.
Anche qui San Marino può e deve smarcarsi al più presto tramite l'adozione di dirigenti sammarinesi che sappiano portare la scuola in una dimensione europea (mandate qualcuno a studiare le regole e le scuole inglesi, francesi, svizzere ecc) e che riformino dalle fondamenta e attivino percorsi virtuosi con le migliori scuole e università in UE e che formino docenti sammarinesi capaci di dare corpo ad un nuovo modello di sviluppo basato sulla conoscenza.
Da queste poche righe direi che la cosidetta sinistra potrebbe estrapolare anzichè cercare l'inciucio ad ogni costo e fare del vittimismo gratuito in consiglio, chi vi ha votato cerca alternative di programma, di sviluppo e di vita, non vuole vedervi e sentirvi piagnucolare in Consiglio e mendicare la collaborazione con la maggioranza che non serve e non interessa.
Fateli sbagliare con la loro testa e lavorate ad un programma che dia un barlume di speranza ai cittadini sammarinesi e riporti la sammarinesità ( sul concetto di sammarinesità si vedano le righe del Direttore Guardigli nel post Sovranità 21 gennaio e in quello molto bello LIBEROS AB UTROQUE del 19-02 ) al potere.

Leggi tutto...

mercoledì 28 gennaio 2009

Un Segretario da Marte

di MarcOne

Il 1 novembre 2001 parte per Strasburgo e non ricorda più nulla del suo passato. Un titolo ad effetto? Una patologia? No, una deformazione politica che colpisce coloro sono attaccati alla poltrona e bramano per il potere senza sapere che farci e perdendo ogni coerenza e credibilità.Nel 21 aprile 2001 Ap scriveva in un comunicato in occasione della nomina a Strasburgo di Antonella Mularoni: "....Anche i più sprovveduti comprendono che la frase del nostro comunicato “il Governo ha fatto fare tante brutte figure al Paese nelle relazioni internazionali” non si riferisce in alcun modo ai rappresentanti della Repubblica presso la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ma alla politica estera attuata negli ultimi quindici anni proprio dall'attuale Segretario agli Esteri (Gatti ndr). Crediamo che leggendo la frase in questione a tutti vengano subito in mente l'assedio della Guardia di Finanzia e gli accordi rinunciatari firmati in tale occasione, le circolari dei Ministri Visco e Del Turco e le improvvide ed inconcludenti uscite del nostro Segretario di Stato, le tante promesse non mantenute a partire dal ripristino del trenino bianco - azzurro, la costante svendita dell'autonomia della Repubblica, i numerosi scandali nei quali il Paese è stato coinvolto. Di fronte all'evidenza dei fatti, ci auguriamo che finalmente i sammarinesi prendano le distanze da un modo di governare e di fare politica nel quale le persone serie non possono riconoscersi.". Coerenza di Ap coerenza della Mularoni sparite!
NOn solo si va al governo con Gatti acerrimo avversario che è riuscito perfino a a negare a Tito l'accesso ad ogni carica istituzionale relegandolo ai mergini della coalizione del Patto.Anni '90 erano quelli degli scandali dell'IVA e voto di scambio; erano gli anni dei governi DC e dei dossier dell'Atel, ARC finanzaiaria, il buco di bilancio, l'edificazione selvaggia con l'Azzurro, Admiral Point, Grey e Grey, Inail; è la volta di Long Drink e gli accerchiamenti di Visco e la GdF; aprile 2000 "il Segretario di Stato agli Esteri Gatti firma una lettera di impegni con l’OCSE per la modifica della nostra legislazione in materia societaria, finanziaria e bancaria entro il 2005, come unica via d’uscita per evitare l’immediata inclusione di San Marino nell’elenco dei paradisi fiscali.L’impegno è stato preso all’insaputa del Paese e del Consiglio Grande e Generale. Anzi il Segretario agli Affari Esteri mente addirittura alla Commissione Esteri, negando di aver fatto qualsiasi promessa scritta. Evita poi di fornire nel dettaglio l’elenco delle misure che ha promesso all’OCSE di adottare.". Nell'anno 2000 viene emanata la circolare Del Turco per "passare ai raggi X le imprese che concludono affari con la Repubblica di San Marino. Invece di usare toni da cow boy nei confronti della controparte italiana, qualcuno dovrebbe avere la decenza di dimettersi. Poco dopo, giunge la proposta italiana di convenzione sulla doppia imposizione fiscale: il testo è addirittura più restrittivo del modello OCSE ed il più penalizzante in assoluto degli accordi sottoscritti dall’Italia con altri paesi. Ciò conferma quanto poco il Governo italiano si fidi di quello sammarinese...peggiorano i rapporti con l’Italia, si indebolisce la nostra sovranità e nulla si muove sul fronte del rapporto con l’Unione Europea, nodo nevralgico per il futuro anche del nostro paese.".Dunque Segretario Mularoni, chi è il responsabile della "inscusabile trascuratezza del passato"? E chi tiene in piedi il governo con gli stessi personaggi e si è messo a fare la stessa politica che i personaggi facevano quando voi di Ap eravate duri e puri? Chi ha permesso la continuazione di una linea politica che altrimenti era impossibile riesumare dalle polveri, politiche si intende, nelle quali era stata relegata?La coerenza è dono difficile, lo è ancor meno la lungimiranza politica, ma se lei è tornata da Strasburgo dimenticandosi cosa a fatto prima e cosa diceva prima e, sopratutto è tornata per restaurare il restauratore, allora non solo è incoerente ma anche politicamente suicida. Questo se fosse pura questione individuale non sarebbe affatto un problema e che lei, dimenticandosi tante coese, si dimentica anche del Paese e di noi tutti cittadini, perchè è troppo presa dalla sua stessa incoerenza per pensare cosa è giusto per il paese. Era partita, si diceva, "spedita da Gatti al confino", di modo che non avesse fra i piedi una intelligente avversaria che ne contrastasse la politica, ma adesso molti hanno dubbi sulla esatta ragione. Forse era così in parte, ma adesso lei non ha alcuna scusante davanti ai cittadini per la sua incoerenza e quella di AP che sono emerse prepotentemente. La politica non si fa in questo modo, avanti così e pagherete politicamente il prezzo dovuto all'incoerenza, saranno infatti proprio i "sammarinesi a prendere le distanze da un modo di governare e di fare politica nel quale le persone serie non possono riconoscersi".

Leggi tutto...

mercoledì 21 gennaio 2009

Sovranità

Di MarcOne

L'attacco a San Marino era iniziato con il sequestro in territorio italiano delle persone di Asset banca, un vero e proprio rapimento organizzato con uno stratagemma che le ha costrette a recarsi sul suolo italiano per poi essere arrestate con operazioni fuori dal limite della legalità, in modo assurdo e, a posteriori, senza alcuna tutela da parte delle autorità sammarinesi che dovevano intervenire duramente a livello diplomatico. Colpire il sistema delle banche è una strategia studiata a tavolino non solo dai PM che sono solo strumenti di una complessiva strategia posta in essere a più mani dove, politica, bankitalia e magistratura hanno avuto ruoli ben precisi.

L'Italia pretende di nascondere dietro le direttive UE il comportamento che sta attuando nei confronti di San Marino, ma in realtà Tremonti & C. conoscono molto bene il nostro sistema poichè già a libro paga come consulente della Repubblica in passato. San Marino e Italia hanno un accordo valutario e vari altri accordi in essere che ora l'Italia rinnega e disonora unilateralmente e senza motivazioni plausibili. Tali accordi garantiscono tutte le operazioni bancarie-valutarie fra Stati e improvvisamente vengono fatti crollare ad arte con una operazione a tre corni: politico-tecnico-magistratura. Un fatto molto grave se valutato a livello diplomatico internazionale poichè rinnegare un accordo fra Stati significa essere inaffidabili e speculare sulla testa di un paese molto piccolo che a conti fatti movimenta talmente tanto poco denaro che paragonato all'evasione fiscale italiana cioè la ricchezza prodotta e nascosta al fisco raggiungerebbe i 266 miliardi di euro (con una quota sul Pil compresa tra il 17% e il 18,1%), con una conseguente perdita in termini di gettito pari a circa 115 miliardi di euro. San Marino ha un bilancio statale complessivo non arriva al miliardo di euro, infatti è di 760 milioni di euro.Mentre alla fine di ottobre 2008, la raccolta totale del sistema si è attestata sui 14 miliardi di euro. Fatte le opportune considerazioni politiche che ciascuno può trarre e svolte le debite proporzioni appare chiaro che questa è un attentato alla sovranità sammarinese, cioè una manovra di una parte politica dell'Italia la quale pare voglia mettere in crisi San Marino con un disegno ben preciso, visto che i nostri accordi, la nostra condotta e le nostre cifre non fanno nemmeno il solletico ai megamiliardi di evasione, ai megamliardi che fatturano le varie mafie italiane, ai megamiliardi della criminalità organizzata e non, alla disoccupazione, ai problemi cronici della giustizia e dell'inefficienza dell'apparato pubblico ed una arroganza nei confronti di un piccolo Stato. E fin qui c'è solo una parte dei torti subiti e delle cattiverie che dobbiamo subire dal cosidetto "vicino amico". Non parliamo di viabilità, collegamenti fra Stati e di tutti gli accordi che l'Italia puntualmente ha disatteso negli anni; di quanto San Marino versi nelle casse italiane per questo o quel accordo inutile: 8 milioni di euro per depurare le acque con i quali ci si costruirebbero 3 o 4 depuratori; svariati milioni per l'aeroporto (o meglio aeromorto) di Rimini da quale nulla parte e arriva; svariati milioni per accordi di altro genere tipo rifiuti tradizionali, speciali, consorzi di ogni tipo e accordi di ogni rango fino a quelli con il comune di "cà fregnone"... Ma quale Italia, ma quale ABI! Si guardi alla Svizzera, Lussemburgo &C. si progettino soluzioni alternative fattibili e utili al paese.Ma veniamo alle colpe nostre. Collegando il sistema dei pagamenti bancari alla svizzera o USA si avrebbero azzerati i problemi di ogni tipo con Italia e bankitalia con grande guadagno per tutta l'economia (a proposito si legga La Voce del 20-01, parole del prof. Pelanda), ma qui entrano le proprietà delle banche e i banchieri italiani che non volgiono e ci trattano da anni come i loro tappetini e intanto fanno soldi sulla pelle di questo Stato. Tutte le banche di San Marino hanno la proprietà in Italia da consorelle e sono collegate a circuiti italiani, notoriamente i peggiori e più costosi del mercato. Guarda caso anche la politica ha fatto numerosi errori strategico-politici di elevato rilievo, iniziando dall'accordo del 1991 che ha interrotto la nostra sovranità, fino agli ultimi anni, quando si è lasciata mano libera da una parte a gruppi di potere, e dall'altra alle banche che hanno potuto fare il proprio comodo con il consenso di tutti, e nessuno ha pensato a quando le cose sarebbero peggiorate, cioè a risolvere i problemi guardando al bene del paese e non a quello del proprio portafoglio e della propria parte politica. Senza dilungarsi, tutti sono responsabili, anche quelli che hanno taciuto e che erano all'opposizione! I problemi non si risolvono nominando un italiano alla Banca Centrale, o facendo firmare la liberatoria del segreto bancario ai clienti, come se fosse un problema di coscienza, quando invece è politico e di principio assoluto: pensare al distacco dall'Italia tutelando al meglio la nostra sovranità. Riappropriarsi della sovranità e della voglia di esplorare altri mondi possibili è una necessità che è divenuta priorità assoluta. Il discorso di Obama credo sia un grande riferimento per tutti gli abitanti della terra non solo per gli USA. A San Marino i responsabili della politica estera di ieri oggi e domani dovrebbero fare uno sforzo per pensare un "piano Marshall" della ricostruzione di un Stato attraverso la fine tessitura, in tempi brevi, di trame virtuose con le istituzioni internazionali, basti pensare alle che possono aiutarci ad uscire da una morsa che ci schiaccia senza avere colpe, con la UE e con gli USA i quali potrebbero essere una carta importante da giocare. Ma qui occorre lungimiranza e i segnali politici invece sono negativi: può un personaggio politico che in passato ha consegnato il nostro sistema paese nelle mani dell'Italia curare la malattia che lui stesso ha provocato? Può essere interlocutore affidabile colui che in passato ha giocato su più tavoli ingannando gli interlocutori? In una parola, la politica è ancora credibile fuori da queste mura? Mi pare che Obama sia lontano anni luce e nello stesso tempo c'è grande necessità di avere una classe politica lungimirante, aperta e pronta ad esplorare nuove strade per il bene del paese. Ma qui non si legge nè un progetto di emergenza, nè tantomeno azioni concrete che possano rovesciare l'andamento dei fatti.La considerazione finale spetta a quella parte del PSD la quale è riuscita in pochi mesi ha rivitalizzare l'acerrimo nemico DC, ha ricompattare una destra disfatta (che lo rimane in sostanza, ma che intanto ha vinto le elezioni), avendo proprio gli obiettivi opposti. Quindi i vari rappresentanti del cosidetto gruppo democratici ha fallito completamente i suoi obiettivi politici e dovrebbe fare una grande e profonda autocritica perchè, ancora una volta, non ha capito nulla della politica ed è stata perfino tradita dalla promessa sposa AP, la quale molto cinicamente ha scelto il potere per il potere, una operazione fine a se stessa che non porterà alcun beneficio al paese, e, forse, nemmeno ad AP, destinata a perdere ancora voti e consensi. I loro amici di Su sono riusciti a fare quello che nessuno avrebbe fatto: una legge contro i sammarinesi per non farli votare, una legge che nella fretta di farla si è dimenticata di 800 cittadini e che non ha permesso ai residenti all'estero di esprimere il proprio voto libero. Se in sole 2 settimane si è riusciti anche a perdere una componenete socialista di rilievo come quella di Berardi passata sull'altra sponda e quella di SpL non più presente in Consiglio, allora significa che quella parte del PSD, forse tutto il partito, ha necessità di una nuova politica con obiettivo l'aggregazione di tutte le forze, basata sulle inclusioni e non sulle esclusioni, sulla forza delle idee. Il fallimento è grande: paese in ginocchio, governo nella mani della destra. Ne prendano atto in maniera approfondita.


P.S. L'eventuale firma dell'accordo di coop. con l'Italia del 2006, oggi molto sbandierato, che ad avviso di molti avrebbe solo peggiorato le cose e consegnato San Marino nelle mani dell'Italia (a proposito Meniccucci dove si è nascosto? Non è ora di dire qualcosa?), svenduta la sovranità ed estinta ogni possibile riforma sistemica di questo paese, ammesso fosse la soluzione, è l'ennesima prova della vostra incapacità politica a concludere accordi per il bene del paese.

Leggi tutto...

venerdì 9 gennaio 2009

Normalizzare la politica: è fuori dal tempo

di MarcOne
Gentile Direttore,
alcuni argomenti come la questione assegni carte di credito e circuiti bancari, gas, e SMAC hanno tenuto banco e solleticato la curiosità di tutti, visto che prima delle elezioni c'è chi urlava alla catastrofe mentre oggi tutti possiamo constatare che carte, assegni, bancomat ecc sono ancora funzionanti e spendibili ovunque. Gli allarmismi inutili quanto dannosi…

…per il nostro sistema sono il prodotto della strumentalizzazione politica fine a se stessa che non porta a nulla di positivo per il paese e i cittadini.Ma entriamo nello specifico, mi sono informato, la SMAC prevede sconti, è vero, ma per i carburanti lo sconto lo fa tutto lo Stato e per il resto sono i negozianti che ci mettono di tasca propria, insomma c'è chi rischia e chi non rischia nulla. La SMAC doveva essere una nuova carta o borsellino elettronico per il cittadino che lo Stato doveva gestire in maniera tale da creare un volano virtuoso. Invece la SMAC, peraltro idea vecchia del 2003, è caduta nelle mani dei soliti noti poteri forti, come si ama dire di questi tempi, ed il suo originario "progetto di servizio" è stato completamente stravolto, per ragioni inconfessabili si sono regalati appalti e gestione finendo col depotenziare i servizi, l'operatività, il senso dell'opera pubblica, regalando ai soliti noti la privatizzazione degli utili su un business pubblico, creando ulteriori monopoli che arrichiscono i privati. Su questo il sig. Libertas non spende nemmeno 1 riga: non conosce o finge?Il circuito che supporta i pagamenti bancomat e carte di credito è totalmente, e da anni, nelle mani italiane che oltre ad impedire oggi a San Marino di essere operativo alla pari, per anni ci hanno succhiato le percentuali per ogni transazione svolta in territorio e si calcola che il paese abbia perduto in questi anni oltre 900 milioni di euro solo per questo.Per chi fosse interessato agli approfondimenti ed a capirne di più: se pago con la carta bancomat da un pos nel supermercato le commissioni della transazione vanno a rimpinguare le casse di una azienda italiana che li gestisce... Un soldino per ogni pagamento, non male per chi ha uno Stato intero che promuove gli acquisti per risollevare l'economia! Ma si risolleva tutta l'economia o solo quella dei soci dell'operazione SMAC? Oggi, si potrebbe ipotizzare (cioè da almeno 10 anni), un circuito per pagamenti interni tutto sammarinese, diciamo a gestione pubblica o almeno comune, che non faccia perdere nemmeno un euro (oggi versare un assegno fra banche di San Marino o transazioni di questo tipo costa caro come e più del fuori piazza), ma anzi guadagnare anche in conoscenza ed al contempo andare a fare accordi per es. con UBS in Svizzera per agganciare il sistema dei pagamenti a quello mondiale delle carte di credito. Le domande fondamentali sono infatti: 1) a chi importa rimanere agganciati all'Italia (leggasi ICCREA, ICBPI ecc) quando essa ha dimostrato con i fatti di non volere che l'economia sammarinese abbia una sua autonomia e un successo? 2) A chi non interessa fare più soldi creare una stabile conoscenza, aumentare le opportunità e diventare almeno autosufficienti e indipedenti da un unico fornitore che ti taglia le linee quando vuole? Inutili e inconsistenti le dichiarazioni dell'assoindustria che è causa dell'arreratezza di questo paese, insieme alla politica preferisce i monopoli alla ricchezza per tutti e si stupisce dell'odierna situazione, ma lor signori dove erano?Se siamo un Stato piccolo faremo come tutti gli altri e non risulta che la Svizzera (Stati Uniti, Lussemburgo, Andorra ecc) si strappi le vesti se l'Italia la considera paese terzo. Anzi mi pare che San Marino potrebbe essere come la Svizzera e non solo per le banche, ma tout court per una democrazia, economia e libertà più a misura del cittadino, ma non vuole decidersi a staccarsi dalla mammella-Italia e dalle sue grinfie immonde, zozze e piene di mafie. Dall'Italia non abbiamo nulla da imparare in alcun settore, dove si guarda tutto va a rotoli: giustizia, lavoro, economia, ricerca, educazione.... E loro vorrebbero farci diventare così sottomessi come una provincia!! Passiamo all'approvvigionamento di gas ed energia elettrica... Ieri i prezzi salivano, oggi scendono e i cittadini sammarinesi subiscono le inadeguatezze e le incapacità della politica che anche in questo stategico settore ha abdicato all'Italia. San Marino può anzi deve acquistare gas ed energia dal miglior offerente nel mondo visto che aderisce a numerose organizzazioni mondiali che gli garantiscono di poterlo fare, insomma non siamo vincolati a nessuno ed anzi intelligentemente si dovrebbero avere almeno 2 fornitori fra loro diversificati non solo in ragione di una prezzo competitivo, si non per la possibilità in caso di emergenza di attingere dall'altro a garanzia di un sistema sempre funzionante.Caro Direttore, oggi staccarsi dall'Italia oltre a diventare una emergenza è un obiettivo ancor più facile da raggiungere visto che ci hanno messo nelle condizioni per farlo, non abbiamo più nulla da perdere se mai è stato così per alcuni, anzi abbiamo tutto da guadagnare! Oggi l'occasione è ghiotta a vantaggio dell'economia e della crescita del nostro paese, chi non lo ha capito è solo la politica che ha perso tempo a capire se l'UE è oggi un obiettivo da perseguire con le opportune deroghe, oppure conviene fare come la Svizzera. Sicuro non conviene farci pilotare e dettare l'agenda da "Roma ladrona". Qui occorre vedere non il problema, ma l'enorme vantaggio per tutto il paese nel percorrere nuove strade giacchè quelle vecchie oltre ad essere logore e perdenti, sono divenute impraticabili.Da ultimo vorrei capire il perchè se una azienda come Puntoscop è in banca rotta o fallisce o peggio ancora, lo Stato si premura di "salvarla" mettendo fuori oltre alla Cassa Integrazione (CIG) che ricordiamo sono denari di tutti, anche 300 mila euro pubblici, come se il business fosse "roba loro". Allora c'è da chiedersi se salviamo i posti di lavoro oppure stiamo salvando qualche imprenditore incapace o, peggio, qualche "sola" (dal romanesco=fregatura) che è stata data a chi ha comprato da finti incapaci. C'è da chiedersi se la CIG non vada ripensata e se è un istituto utile a salvare veramente i lavoratori o piuttosto serve per operazioni che nulla hanno a che vedere con questo e che nascondono casomai incapacità imprenditoriali e/o marchingegni finanziari occulti. Può quindi uno Stato, il pubblico correre in soccorso di tutti, anche di quelli che vogliono fallire sapendo di fallire? Può uno Stato spendere i soldi di tutti per salvare i privati? Può uno Stato intervenire per rianimare un business dal quale non trae alcun beneficio diretto e indiretto ed anzi deve avere ancora il denaro delle imposte?
P.S. C'è proprio bisogno di commentare l'invio di un qualsiasi proconsole democristiano ricevuto in forma privata che ci invita a diventare identici all'Italia?P.S.S. Sarebbe utile ascoltare un esperto tecnico che ci dica come, dove e a chi finiscono i soldi delle transazioni per gli acquisti delle carte di credito dei sammarinesi e il sistema così come è strutturato oggi?


Leggi tutto...

giovedì 11 dicembre 2008

Europa, Italia, San Marino

di MarcOne

Solo adesso, e non prima delle elezioni, i quotidiani sono pieni di consigli e analisi che plaudono alle azioni del nuovo governo in campo finanziario, applaudono perfino alle sentenze politiche del giudice Emiliani e dicono un sacco di bugie o meglio nascondono le verità principali. Prima di tutto il governo non ha emesso alcun provvedimento ufficiale di alcun tipo e quindi occorre attendere.

Ma il nocciolo sta nell'ipocrisia e nella incoerenza della maggioranza dei suonatori della grancassa del governo, i quali erano contro qualsiasi tipo di ammodernamento e perfino di discussione di un nuovo modello riguardante lo sviluppo di questo paese che prendesse sul serio la possibilità di eliminare l'anonimato societario o una sua modifica, in modo tale da poter verificare al bisogno le composizioni societarie, e/o di altre significative modifiche dell'assetto finanziario oggetto di proposte e dibattiti degli anni passati, e si parla di temi di 10 anni fa, mentre oggi fanno a gara a chi abbatte le anonime! Sarà l'effetto Masi che pur di aver la poltrona alla Banca Centrale, dice tutto e il suo contrario in pochi giorni. La questione è semplice: genufletterci davanti alle assurde richieste, peraltro pretestuose, immotivate e politiche, di un qualsiasi PM italiano oppure andare avanti con una dignità statuale completa? (se portare denaro a San Marino fosse stato un reato perchè solo x l'Asset?) Accettare che i nostri cittadini vengano rapiti con l'inganno sul territorio italiano dalla polizia oppure invocare e far rispettare gli accordi esistenti? Trovare più forza nelle istituzioni internazionali che in qualche modo ci proteggano dai rischi che corriamo ogni giorno passando sul territorio di un paese che è divenuto ostile a San Marino nostro malgrado? Fare rete con gli altri piccoli stati ed elevare le nostre relazioni politico diplomatiche con i grandi paesi o continuare a "credere" e subire il protettorato italiano? Per ora, si è scelto di lavarsene le mani politicamente, cioè l'attuale maggioranza lo ha fatto, lasciando che un giudice "salomonicamente" prendesse una decisione. E questo denuncia tutta la debolezza di una classe politica che abdica al proprio ruolo perchè incapace di una elaborazione politica. Con questo atto si segna il primo passo verso l'abdicazione e la disgregazione del nostro millenario Stato e si accettano le pressioni indebite, ingiuste e pericolose di un altro Stato negli affari politici e non di San Marino. Ma il punto è anche un altro: Lussemburgo, Monaco e Andorra hanno forse subito tanto quanto abbiamo subito noi dai rispettivi vicini in nome di una presunta direttiva UE? Cioè Francia, Spagna e Germania hanno preso gli stessi provvedimenti che sono stati applicati dall'Italia contro San Marino? La risposta è no, e le ragioni sono semplici e primariamente politiche. Certo hanno a che vedere con le capacità maggiori di intrattenere rapporti politici di buona vicinanza e di far rispettare accordi precedenti fra Stati. La scusa della UE che l'Italia invoca è chiaramente un atto arbitrario, unilaterale e politico per mettere pressione su uno staterello che ha una classe politica di levatura molto bassa, maggioranza e opposizione, la quale non è stata capace in toto di rinegoziare e mettere rimedio alle condizioni capestro che si sono delineate a partire con gli accordi del 1991-2 e anni seguenti quando si sbancava Andreotti e si ballava con De Michelis. Da allora una serie di errori interminabili, uno sull'altro, senza avere capacità di analisi e lungimiranza politica. L'attuale PSD ci aveva provato a scatenare la questione adesione all'UE si-no-come, ma era solo argomento buono per le elezioni, poi la ciecità politica ha finito con far colassare tutto. DC e Ap non hanno mai preso seriamente in considerazione nemmeno l'ipotesi di fare le opportune analisi circa un ingresso mediato nella UE ed oggi il paese paga a caro prezzo la mancanza di intelligenza di una classe politica che, nonostante le emergenze siano parecchie e la stessa esistenza di San Marino messa in discussione con attacchi a volte anche creati ad arte dall'interno, continua a non capire, non vedere e sopratutto non fare, gli inevitabili passi per arrivare ad un progetto di una "nuova San Marino". Il rischio è che ci impongano dall'esterno una riflessione frettolosa, che ci impongano una riflessione già presa in altre sedi e ci facciano applicare provvedimenti che per San Marino saranno molto dannosi, deflagranti, se non terminali. L'attuale classe poltitica di potere è troppo impegnata in scontri e scaramucce interne - in questo senso la polemichetta della Mularoni, a quale ha vinto le elezioni, contro Stolfi, dimostra che fare il giudice a Strasburgo non assicura alcuna patente per l'educazione politica e, la sua litigiosità, non gioverà certo in fase di accordi internazionali... - o più probabilmente non ha uomini di statura politica, di destra e di sinistra, che possano dare una svolta e far riacquisire a San Marino una dignità politica e internazionale che loro stessi hanno contribuito a far perdere.

Leggi tutto...

giovedì 4 dicembre 2008

Disattesi gli impegni presi prima del voto

di MarcOne

Dopo tutti i commenti uditi risalta maggiormente quello di Tito Masi di Ap il quale dichiara: "Disattesi gli impegni presi prima del voto", affermazione significativa prima ancora che il governo, da lui voluto, inizi a lavorare. Insomma, il nuovo Patto per San Marino e il proprio governo poggiano le loro basi sul tradimento come prima pietra di una casa che traballa sotto il peso dell'incoerenza.

Incoerenza che si manifesta nel mancato rinnovamento, anzi del fallimento totale di una qualsiasi ombra di rinnovamento. Tornano Gabriele Rex, Podeschi e l'allegra brigata degli anni '90 accompagnati dai paggetti, pardon, damigelle dell'incoerenza di Ap.Questo paese rivedrà al potere coloro lo hanno portato allo sfascio. Solo 2 anni fa Gabriele Rex sembrava un brontosauro, il Pdcs era allo sbando e i grandi strateghi di SU & C. ballavano sul cadavere di entrambi festeggiando con orgie e sbronze varie. La sbronza è durata talmente che in un amen la cosidetta sinistra ha perso 2 o 3 pezzi fondamentali, ha ricompattato il Pdcs alla bella e meglio, consegnato nelle mani degli avversari i voti per vincere le elezioni. Commesso gravi errori politici di ogni tipo fino ad arrivare alla sconfitta senza conoscere a fondo la legge elettorale, cadendo politicamente sui diritti dei cittadini, cadendo poco prima del voto sulla questione degli 800. Una sinistra che del socialismo storico e di quei valori non ha nulla, non ha una idea da concretizzare, un modello di sviluppo appetibile della cittadinanza, dagli imprenditori,, dal paese, ormai si vota il simbolo turandosi il naso, ma quando saranno capaci di un salto di qualità? Quando abbandoneranno le piste dell'architettura istituzionale (che peraltro fa schifo) per pensare alle famiglie, agli operai alla casa e al socialismo illuminato di Blair e Zapatero? A forza di abdicare al ruolo, a forza di non fare politica la sinistra ha lasciato il campo alla CDO che pensa alle famiglie ed all'imprenditoria, ad altri che proteggono il lavoro e chi lavora, ad altre sigle che tutelano i piccoli imprenditori, gli artigiani ecc, Le politiche di sinistra mancano e la sinistra perde.San Marino è ancora costretta alla politica di turiamoci il naso e andiamo avanti, ma Tito lo sapeva già prima che quersta gente è inaffidabile e bugiarda congenita! Non solo Tito si ritrova gomito a gomito con il potere forte che per anni ha combattuto: il" grandonismo", e si ritrova con Gabriele Rex Segretario di Stato!!! Il Paese, se è vero che è in ginocchio, lo si deve alle politiche gattiane degli anni '90 ed al quelle del 2000 che hanno aperto la stagione del gioco d'azzardo tanto combattuto da Arzilli il quale oggi è talmente coerente che fa parte dello stesso governo. Il paese soffre perchè il Pdcs ha governato dal 1986 (compromesso storico) fino al 2005 con piena maggioranza e con politiche che si possono definire oltre che inutili anche dannose e per le quali oggi noi tutti paghiamo, anche come cittadini oltre che come piccolo sistema economico e politico, il fallimento totale di paternalismo, clientelismo e intrallazzo con i servizi segreti o pseudo tali attuato a piene mani dai capi del Pdcs.Incoerenza, demenza senile o incapacità politica? Chiamatela come volete ma è chiaro che nessuno qui pensa al bene del paese. E' palese che prima vengono le poltrone e che non hanno la minima intenzione di pensare al paese ed ai suoi problemi nonostante i fiumi di parole che seguiranno a quelli precedenti.San Marino, il nostro paese, ancora una volta, perde l'occasione per capire, per guardare avanti e oltre, per uscire dalle polemichette nostrane per riformare lo Stato in senso autenticamente liberale, predisporre l'ingresso in Europa. Si continua ad invocare l'emergenza senza pensare quale impatto avrebbe un ingresso ragionato e con deroghe nella UE, il quale forse abbasserebbe le pretese e le "sproporzionate attenzioni" che l'Italia esercita su di noi... Esterovestizione? Patti di buon vicinato? Accordi di cooperazione? Qui si continua a voler gestire il problema come un mero orticello del governo come se non fossero problemi che investono tutti, si continua con accuse patetiche ma non si odono le soluzioni adatte al paese.La Mularoni ha salvato, nei soli numeri (anche se il segno meno è evidente nei risultati), Ap ma non la potrà salvare dall'incoerenza e dai gravi errori politici. Il Patto ha vinto ma è una vittoria di puri numeri, come si può ben leggere negli interventi in Consiglio da parte della maggioranza, da qui ad attuare un programma e un modello si sviluppo utile al paese ne corre parecchia di distanza politica, di coerenza e coesione.I dinosauri della politica sono tornati, grazie anche a quelli che issavano gli slogan contro di loro, all'incoerenza di Ap ed ai molteplici errori che una sinistra senza leader e senza idee ha permesso.

Leggi tutto...