Vuoi proporre un intervento per il Blog? Invia lettere, commenti e opinioni (purché firmate) a:
redazione@sanmarinonotizie.com
Visualizzazione post con etichetta giovani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giovani. Mostra tutti i post

venerdì 6 novembre 2009

Nuove Idee Nuove Imprese: qualche perplessità

di: Associazione ECSO

Aprendo una parentesi sul concorso NUOVE IDEE NUOVE IMPRESE che si svolge a Rimini da 9 anni vorremmo sollevvare qualche perplessita.
E' vero che ogni anno il numero dei partecipanti aumenta ed è vero che tra essi tre progetti vengono premiati in denaro e con qulache agevolazione gestionale, ma è anche vero che la ricaduta sul nostro territorio è minima e che i costi, in termini economici, per il nostro paese sono notevoli.
Noi vorremmo immaginare per un istante un concorso similare, gestito da fondazioni, Segreterie, osla, anis, camera di commercio e magari forum dei giovani, ( struttura più snella dell'attuale ) che operi solo su progetti atti a creare impresa in Repubblica.

Chiunque potrebbe partecipare a patto che l'attività abbia sede a san marino, i premiati potrebbero essere dieci o venti invece di tre e per avere più appeal si dovrebbe concedere una forma di esenzione fiscale alle neonate società dei vincitori e magari la residenza per gli ideatori ( amministratori o proprietari ).

Così facendo si creerebbe un volano notevole per assunzioni ( stimabile in almeno 40 persone all'anno ), indotto, banche , ecc, ecc,.

I finanziamenti destinati all'evento rimarrebbero nel nostro paese e i profitti in termini di economia sarebbero estremamente più elevati.

Certi che le Segreterie di Stato interessate all'evento la vedano come noi, speriamo in un confronto sul problema in tempi brevi.

Leggi tutto...

mercoledì 3 giugno 2009

SOS giovani: il sistema ha bisogno di voi

di Giacomo Volipinari
“Stavano volgendo al capolinea i famosi anni ‘80, era precisamente il 1988, quando vidi la luce per la prima volta e sempre per la prima volta mi chiesi cosa ospitasse quello splendido palazzo dal quale si poteva e si può tuttora ammirare il tramonto al di la delle colline. Oggi dopo quasi 21 anni, inizio a capire quale sia il motivo dell’esistenza di quella struttura, ma non riesco a capire come possa ospitare certi spiriti ipocriti e inadeguati alla rappresentanza della Nostra Repubblica.

Ci troviamo di fronte all’apice dell’inadeguatezza del sistema San Marino, e della politica che lo ha reso possibile insieme ai vari poteri economici.
Questa non vuole essere un affermazione per muovere inutili critiche verso il governo in carica, ma verso il “METODO” di concepire la politica che si è sviluppato dalla metà degli anni 80’, volto all’affare, alla politica prima per il politico, per gli imprenditori collegati a quest’ultimo, e per quelle cosiddette associazioni anch’esse non certamente estranee ad esso, poi forse per la Repubblica.
Quest’ultima oggi si trova di fronte ad una situazione molto complessa e non sarà certamente una mano di rosa a risolvere i problemi, quello che deve a mio avviso deve cambiare è il mondo descritto nel paragrafo precedente, ovvero il paese ha la necessità di un reale Rinnovamento, e non di quello decantato durante la campagna elettorale delle elezioni 2008, ove non abbiamo assistito ad altro che striscioni e parole al vento; d’altro canto la vecchia politica si basa e si è sempre basato proprio su quest’ultimo fattore.
Nessuno di coloro che hanno e stanno portando avanti questo sistema, ha pensato a cosa il paese sarebbe andato incontro, ed oggi dovremmo essere realisti visto che il momento è arrivato, ma non è così, ci si continua a scaricare le responsabilità, senza volgere un minimo pensiero al futuro che verrà lasciato in eredità alle nuove generazioni.
Queste ultime purtroppo non hanno avuto la capacità, o forse non si sono nemmeno interessate a questi dettagli, abbagliate dal benessere e dal pressapochismo che non può esentare certamente il “METODO” da tutte le responsabilità. Certo che anche confinare con un paese culturalmente molto arretrato con ci aiuta certamente. Per fortuna non tutta la realtà sammarinese rispecchia questo quadro.In questo delicato momento però, serve l’azione collaborativa proprio dei giovani, visto che i “vecchi” non ne hanno le capacità e le forze e l’unica soluzione oggi è quella di un reale ricambio della classe dirigente politica ed economica, che ponga termine al “METODO” che sino ad oggi ha rovinato l’Antica terra della Libertà, forse perché quest’ultimo termine è stato tradotto in modo distorto ed ingiusto.

Leggi tutto...

mercoledì 15 aprile 2009

Giovani provocazioni

Di: Roberto Ciavatta - Ass. Culturale Don Chisciotte

Il Segretario alla Cultura, Romeo Morri, pare ossessionato dalla “priorità droga”.
Che a chi in più occasioni ha ostentato pregiudizi verso i giovani (tutti drogati, alcolizzati o giù di lì; dei “poco di buono” a cui porre freni), si sia deciso di affidare la delega alle “politiche giovanili” non mi pare un buon segnale.
In linea con la “repressione preventiva” delle iniziative giovanili, subito squalificate come pericolose, questo governo ha bocciato Istanze d’Arengo di alcuni suoi stessi gruppi giovanili.Finché si vedrà ogni assembramento giovanile come una fucina di possibili irregolarità, sarà difficile uscire da questa spirale di pregiudizi che terminano regolarmente in accuse, delle quali però non si ricerca mai la causa.

Morri dice che i ragazzi usano droghe e alcol, e che da ora in poi ci sarà “tolleranza zero”. Ma ci si chiede che cosa conduca eventualmente questi giovani a farlo?
Spesso sarebbe sufficiente fumarsi una canna (che si tratta di una provocazione devo specificarlo?) per voltare lo sguardo sulle cause piuttosto che condannare gli effetti: causa del disagio giovanile, che può anche condurre agli esiti denunciati, è proprio la loro mancanza di prospettive, in un paese a misura di vecchio!
I giovani non hanno rappresentanza (a parte qualche “giovane antico”, spesso più vecchio – per opportunismo – dei vecchi a cui si è legato in cambio di un favore), sono allo sbando, non hanno luoghi in cui incontrarsi che non siano a pagamento, devono uscire dal confine per conoscere gente nuova, sono stati scippati dei valori, delle idee, sono stati privati di certezze sul proprio futuro (che pensione per un ventenne di oggi?), vivono la precarietà come condizione esistenziale (sul lavoro – grazie a co.co.pro. e interinale).
Se si volesse affrontare il “disagio giovanile”, si dovrebbero valutare le cause e risolverle, ri-dare un futuro ai giovani, vederli come risorsa e non come “problema”. Quante associazioni giovanili si spendono a tempo perso? Perché fare di tutta l’erba un fascio (è pertinente sia l’erba che il fascio!) e non distinguere i tanti giovani (ad es. anche il sottoscritto) che ieri hanno portato aiuti ai terremotati abruzzesi nonostante le istituzioni di questo paese abbiano rifiutato ai volontari qualsiasi tipo di appoggio logistico?
E invece no: chi se ne frega delle cause, giochiamo sugli effetti con degli slogan vuoti di senso come “tolleranza zero”, tanto per portare a termine l’opera di deculturizzazione in corso.
Democrazia è partecipazione. Per poter partecipare un cittadino deve venire informato dai suoi rappresentanti politici. Se questi non lo informano, ma giocano su slogan ad effetto puntando a colpirne l’emotività piuttosto che la ragione, di fatto stanno privando il cittadino del suo diritto civico.
È questo che si vuole?Sì, è questo che si vuole! E credo, purtroppo (ma è un’aggravante), che lo si voglia inconsapevolmente.

Leggi tutto...

mercoledì 4 marzo 2009

Bullismo

Di Paola Casadei, Giovani Democratici di Centro

A volte rimango perplessa per come le Istituzioni riescano a gestire in maniera così disorganizzata, o forse dovrei scrivere incoerente, progetti e idee di alto livello ma che purtroppo sono frutto di altri. E’ da giorni che leggo sui nostri quotidiani di come il Dirigente del Dipartimento di Salute Mentale e Servizio Minori chieda a gran voce l’istituzione di un Osservatorio sul Disagio Giovanile coinvolgendo diverse Segreterie di Stato ed anche l’Università, e proprio questa mattina ho sentito gli interventi all’Istanza numero 12 inerente l’introduzione nelle scuole sammarinesi di una strategia antibullismo nei quali si marcava la necessità di un osservatorio per questa generazione disagiata e un piccolo accenno di qualcuno, purtroppo non sono riuscita a carpire il nome del Consigliere, al quale pareva che un progetto fosse già sui tavoli del Dipartimento di Formazione della nostra Università.
Voglio precisare che quel progetto è fermo da più di un anno e che non è prodotto da quel Dipartimento bensì è un lavoro conseguente ad incontri e studi sia da parte dell’Università, sia da parte della Dirigenza del Dipartimento di Salute Mentale e Servizio Minori sia da parte delle passate Segreteria di Stato che hanno avuto la delega sulle Politiche Giovanili. Lo scorso anno ho avuto l’onore di poter lavorare in questa Segreteria di Stato che, tramite il consulente che ci lavorava dall’anno precedente, mi ha illustrato anche quel progetto: progetto sul quale abbiamo discusso, abbiamo avuto incontri con loro anche in presenza del Segretario di Stato, abbiamo analizzato a chi spettavano le competenze (giungendo alla conclusione che il perno su cui tutto doveva ruotare era l’Università, aprendo così lo spazio ad un nuovo posto di lavoro per i giovani), si è esaminato sia durante le sedute della Commissione per le Politiche Giovanili sia negli incontri con il Presidente del Forum dei Giovani della Repubblica di San Marino, abbiamo cercato più volte le persone direttamente responsabili ma non abbiamo più ottenuto risposte.

Era un periodo sicuramente pessimo allora poiché iniziò la crisi di Governo ma il progetto sarebbe potuto partire il settembre scorso poiché tutto, e ribadisco tutto, era stato concordato e supervisionato: era parere comune che un osservatorio sul mondo giovanile servisse anche per dare una base statistica sulla quale far partire progetti, idee, leggi e quant’altro.

Non è stato ritenuto perfetto e passibile di modifiche dopo il 9 novembre 2008? Va benissimo, ma non scriviamo sui giornali cose non vere o anzi, non scriviamo che si potrebbe gestire l’Osservatorio in questo modo cercando sostegno da questa o quest’altra istituzione perché così si copiano idee di altri (e copiare non sarà bullismo ma è sicuramente scorretto), si mortifica il lavoro di altre persone e perché chi legge questi articoli non riesce a capire dove possa esistere il problema nel ritirar fuori quel progetto, da tutti visto positivamente, e magari chiedere delucidazioni al consulente per le Politiche Giovanili (se non proprio a chi già lavorava nella Segreteria di Stato con quella delega).

Ma forse il problema è nel nome dell’Osservatorio dato lo scorso anno? Infondo a noi non piaceva ridurre un’intera generazione sotto la campana del Disagio. Difatti, sin dai suoi inizi, l’osservatorio doveva essere a 360° gradi sul mondo giovanile, nel quale è certo rientrino i giovani disagiati, ma nel quale deve per forza rientrare la giovane generazione sammarinese che è creativa, che è altamente formata e professionale, che è libera nei pensieri e capace di confrontarsi e che ama il proprio Paese.

Certo è che dai commenti che ho potuto sentire e dagli articoli che ultimamente sono apparsi, mi riferisco anche quelli scritti dalla Segreteria di Stato con la delega per le Politiche Giovanili, mi pare che le Istituzioni di oggi vedano nei giovani solo dei lati negativi.

Molto riduttivo. Se queste sono le premesse…

Leggi tutto...

lunedì 10 novembre 2008

Segretezza del voto

di: un gruppo di giovani sammarinesi

All'indomani delle elezioni politiche, noi, un gruppo di giovani sammarinesi, convinti che la politica sia uno strumento fondamentale per migliorare la nostra società e le condizioni di tutti i cittadini, siamo indignati dal sistema elettorale sammarinese che non ci consente di esprimere segretamente e liberamente la nostra preferenza di voto. Se un candidato è in grado di risalire con una certa precisione alla provenienza dei voti ricevuti, come possiamo sentirci liberi di votare secondo le nostre convinzioni?

Molti di noi recandosi al seggio hanno rimorsi di coscienza e problemi in famiglia perchè devono dare il voto al parente più prossimo o al conoscente che promette certi appoggi una volta eletto.Perchè un candidato può sapere per ogni singolo seggio quanti voti ha ricevuto?Queste sono le parole del padre di Marco (nome inventato) prima delle elezioni: "Lo zio anche quest'anno si è candidato e ha chiesto il nostro voto, quindi mi raccomando è nostro dovere appoggiarlo. In fondo conoscere qualcuno "che va su" potrebbe sempre farci comodo in caso di bisogno". Ora Marco, che ha raggiunto l'età e la maturità di esprimere una preferenza in base ai valori in cui crede e che sono in contrasto con quelli del partito dello zio, cosa può fare? Segue i suoi principi o vota lo zio per la paura che poi lui vada a controllare i risultati del seggio e si accorga facendo due calcoli che qualcuno della famiglia non l'ha votato? Il problema è proprio questo: i candidati sanno esattamente per ogni seggio il numero di voti ricevuti, e se io e la mia famiglia siamo gli unici sostenitori di un certo candidato per quel seggio, il mio voto non è più segreto.L'articolo 7 della nostra costituzione dice: "Il suffragio è universale, segreto e diretto. Ogni cittadino, all'età e alle condizioni stabilite dalla legge, ha diritto di elettorato attivo e passivo".Pertanto, noi come cittadini sammarinesi chiediamo al nuovo governo di pensare ad un sistema elettorale che possa maggiormante garantire la riservatezza del voto. Crediamo che un politico, che sceglie la politica per il bene del paese, possa adempire al suo mandato senza sapere da quale zona ha ricevuto i voti. Crediamo che gli sia sufficiente conoscere il numero complessivo dei sostenitori in repubblica per sapere quanto le sue idee siano appoggiate e a quante persone debba rendere conto, non in termini di favori personali, ma in termini di rispetto e coerenza ai valori dichiarati in campagna elettorale.Con queste parole vogliamo testimoniare che ci sono giovani che non sono estranei alla politica e che non pensano solo al divertimento. Noi siamo realmente interessati al mondo politico ma ci sentiamo penalizzati e scoraggiati da questo sistema.

Leggi tutto...