di Paolo Forcellini
L’uscita di Mons. Negri sulla sua “simpatia” politica, ha suscitato un gran disappunto non solo nella coalizione di Sinistra, ma anche qualche mugugno in qualche rappresentante di lista facente parte del “Patto per San Marino.” Un’uscita che forse era meglio non esternare pubblicamente, ma che in fondo nulla ha di diverso dalle tante uscite fatte da rappresentanti del clero in questi ultimi sessant’anni. Non ricordo elezione politica dove qualche prelato non abbia detto la sua, più o meno velatamente, ma pur sempre intromettendosi nella politica del nostro paese . Una bufera su queste elezioni, come la definisce alcuna stampa nostrana e non, che bufera non è. Lo definirei una brezza. E’ solo il solito bailamme pre-elettorale , talvolta esaltato per mascherare o per non parlare di problemi più importanti quali oggi sono quelli dei rapporti con l’Italia e con i Tribunali del circondario, che ci stanno ridicolizzando in tutta la penisola e distruggendo i valori della nostra Repubblica sino a poco tempo fa custoditi con gelosia. Altro che ingerenza ecclesiastica, qui ci sono ben altre ingerenze che vanno affrontate con decisione e con unità d’intenti. Che dire poi di certi interventi fatti in tempi non lontani, delle così dette “tonache rosse” per le quali non si sono mai levati cori di protesta? Per quelli tutti zitti dietro al macchione. Ma! Lasciamo perdere….abbiamo ben altri problemi che non le confidenze di Mons. Negri . Ricordiamo, per sdrammatizzare il tutto, che in un film tratto da un romanzo di Guareschi, già negli anni 50 , un certo Don Camillo, il prete del piccolo paese lungo il Po, durante un suo sermone domenicale, davanti all’amico–nemico vero autentico comunista, Peppone, ebbe a dire fra l’altro, in occasione delle prossime elezioni Italiane: “ Cittadini! Alle prossime elezioni vi invito a votare per un partito che sia democratico…se poi è anche cristiano molto meglio”.
Come vedete nulla di nuovo…all’orizzonte!
lunedì 27 ottobre 2008
Ci stupiamo di cose ataviche?
giovedì 23 ottobre 2008
Il Cardinale Alberoni
di Pietro Solferini
Gentilissimo direttore,
mi trovo ancora una volta costretto a chiedere ospitalità sul blog, in questa occasione per esternare pubblicamente le mie considerazioni circa il noto intervento di Monsignor Luigi Negri, Reverendissimo Vescovo della nostra Diocesi, che in occasione della prossima tornata elettorale ha invitato ad esprimere la propria preferenza in favore della Democrazia Cristiana.
Premetto che sono un cattolico fervente, praticante e da sempre seguo e ammiro l’operato pastorale di S.E. il Vescovo. Lo ringrazio per averci illuminato con il suo saggio e reverendo avvisamento, che mi appresto a ricevere ed esaudire con pìa devozione. Egli tuttavia, in questa occasione, ha mancato confrontarsi con le umane costrizioni, che limitano l’espressione delle proprie preferenze in favore di soli tre candidati. Mi permetterei pertanto di ossequiosamente domandarGli se volesse cortesemente degnarsi di completare la propria vocazione, esprimendo altresì un segno verso quei candidati Democratici Cristiani che a parere del Divino appaiono più degni e meritevoli.
E in proposito mi rivolgo al Nostro Reverendissimo Signor Vescovo per segnalare che domenica scorsa, in occasione della Santa Messa, ho notato come un candidato (di cui non posso fare il nome, ma che Egli certamente saprà) ha mancato di comunicarsi! Sono rimasto ovviamente allibito e ciò ha turbato non poco il mio devoto raccoglimento, che non è potuto essere così profondo come lo è di solito.
In altra occasione ho assistito personalmente ad un alterco tra un altro candidato (come sopra) e la propria moglie. Ebbene questo candidato, schiaffeggiato dalla consorte, ha assolutamente mancato di porgere l’altra guancia, come Santa Apostolica Dottrina impone, ma viceversa ha cominciato a prenderla a male parole.
Sono certo che il Reverendissimo Signor Vescovo non mancherà di allontanare tali individui spregevoli dalla Sua Considerazione elettorale, così come probabilmente saranno allontanati dalla mensa del Signore.
Resto in attesa di un Suo segno.