di Maverick
La riforma elettorale che impone le coalizioni ed il quadro politico attuale finiranno per offrire a noi elettori due sole opzioni di voto: o conservatore (di destra?) o riformatore (di sinistra?). In fondo questo ci accomuna a molte delle più evolute democrazie occidentali ed all'Italia stessa, sebbene forse in questa prima esperienza saremo costretti tutti a pagarne il prezzo della novità e soprattutto dell'assenza di esperienza di un bipolarismo maturo. Insomma, alla fine dovremo andare tutti in cabina elettorale tenendo la matita con una mano e il naso ben stretto con l'altra. Questo perché nessun elettore potrà dirsi totalmente soddisfatto delle alleanze chiuse allo scopo di creare la coalizione vincente dalla forza politica cui si vorrebbe fare riferimento. Tuttavia, anche se un po' delusi, gli elettori potranno consolarsi all'idea che così facendo, pare che si possa dare finalmente un briciolo di stabilità al nostro amato Paese. Evviva! Staremo a vedere...Quel che più verrà meno, nel quadro politico futuro, sarà quindi quella componente cosiddetta dei 'moderati', i quali non potranno più avere il peso e l'incidenza di un tempo. Pressati, infatti, gli uni a destra, gli altri a sinistra, nelle proprie coalizioni così divaricate, i moderati dovranno probabilmente finire per fare bordone a qualche estremista di turno.Non so se questo porterà del buono, ma nutro seri dubbi.L'equilibrio e la moderazione hanno sempre contraddistinto la vocazione politica della maggioranza dei nostri concittadini, i quali si vedranno così divisi in due fazioni avverse, a seconda che abbiano qualche lieve pendenza verso il riformismo o verso il conservatorismo. Peccato! Perdiamo in questo modo un patrimonio politico e culturale di qualche pregio, forse non indispensabile, ma certamente utile a controbilanciare le tendenze più estreme, gli eccessi dei fanatismi, i rigidi ideologismi, le intemperanze infantili, rappresentate nel sistema bipolare dalle frange più estreme delle due coalizioni.Riusciranno i moderati di ciascun raggruppamento a non farsi condizionare eccessivamente, o peggio ricattare, da queste frange? Ne dubito. La necessità di far quadrare i conti ad ogni votazione consigliare farà perdere la propria posizione moderata a chi più sa tollerare e mediare, sia per carattere che per cultura politica. Di certo non rinuncerà a nessun voto la coalizione di maggioranza, che avrà logicamente molto più da perdere di quella che finirà all'opposizione. Con le conseguenze immaginabili sugli atti (o i misfatti o le inadempienze) del futuro governo.Ci vorranno anni e anni, legislature su legislature, crisi su crisi, prima che si riesca ad ottenere una consapevolezza politica matura nel nuovo bipolarismo sammarinese.E nel frattempo chi ne farà le spese peggiori saranno sempre i cittadini più miti, che per "amor di Patria" tireranno innanzi, chini sul proprio lavoro e fiduciosi in un futuro migliore, che si allontana sempre più.Cantava anni or sono Giorgio Gaber:"Ma cos'è la destracos'è la sinistraMa cos'è la destracos'è la sinistraDestrasinistraDestrasinistraDestrasinistraBasta!"
E invece noi ricominciamo proprio da lì: destra e sinistra.
lunedì 8 settembre 2008
Cos'è la destra, cos'è la sinistra?
venerdì 5 settembre 2008
Bravo Battazza
di Rinnovamento e Trasparenza
Le dichiarazioni di Mirco Battazza, vice segretario sindacale CDLS, quasi ci riempiono d’orgoglio perché confortano le nostre convinzioni guida al referendum propositivo “salva inflazione” del marzo scorso.
Battazza auspica che il sensibile aumento del PIL sammarinese vada anche a vantaggio dei lavoratori che, asserisce testualmente, «… in questi anni hanno dovuto quotidianamente fare i conti con una dinamica inflativa che ha provocato una erosione dei redditi”.
Da questa dichiarazione non è quindi azzardato interpretare che il recupero dell’inflazione attraverso i contratti sindacali NON È AVVENUTO.
Eppure a suo tempo la CSU avversò ferocemente il referendum di “Rinnovamento e Trasparenza” che proponeva di rivalutare gli stipendi in base alla percentuale d’inflazione calcolata dall’ente apposito, l’Ufficio di Programmazione Economica e Statistica (U.P.E.).
Allora si contestava, da parte CSU, il dato inflativo di 4,02%, divulgato dall’ufficio suddetto.
Oggi in Italia l’inflazione si aggira attorno al 4,2%, da noi invece è del 4,97, calcolata su base annua (giugno 2007 – giugno 2008), così come indicato dall’U.P.E. che potete trovare all’indirizzo web: http://www.upeceds.sm/other/prezzi_retribuzioni/indice_prezzi.pdf
Forse oggi, senza il pericolo dei referendum per sindacato e politica, c’è più serenità di giudizio?
Meglio tardi che mai!
Certo è che se il nostro referendum non fosse stato vanificato da una legge iniqua e antidemocratica, oggi i lavoratori non dovrebbero scioperare per ottenere un diritto già acquisito; avremmo evitato così sprechi, tensioni, conflittualità inutili.
In questo inizio di campagna elettorale manca ancora la voce dei partiti sull’inflazione. Aspettiamo che qualcuno di loro dica chiaramente che gli aumenti contrattuali non potranno scendere sotto la soglia inflativa, perché … tutto il resto è noia.
Sempre più facce toste e momoria corta
di MarcOne
Erano tutti insieme appassionatamente prima del 1993 e governavano allegramente fianco a fianco, poi un garage venduto male e terreni che non si sbloccano ed ecco la lite fra il leader maximo e i fuoriusciti che fondano AP. Era il 2003 e Romeo fondava un nuovo partito dopo la lite con il leader maximo. Era il 2006 e gli Europopolari e Noi Sammarinesi, dopo l'ennesima zuffa con il leader maximo, lasciano il PDCS. Quando naque AN, da parte di alcuni ci fu la gara per abbandonare la Dc e cercare ossigeno nella formazione di Sansovini. Cosa c'è di male? Solo incoerenza politica che oggi viene spacciata per rinnovamento. Qui i pochi coerenti rischiano, ahinoi, di essere i più recalcitranti conservatori che inventarono "le gomme di scorta" e che oggi si servono della stessa tattica per attirare i satelliti e fuoriusciti di ogni specie allo scopo di soggiogarli nuovamente e impedire il reale rinnovamento del paese. Tutti questi signori hanno in comune l'incoerenza politica e la faccia tosta degli incoerenti incalliti. Correva l'anno 2000 quando Morri, Menicucci e altri fidi scudieri del leader maximo pensavano bene di avviare il business dei giochi di azzardo e della sorte con buona pace del prof. Cecchetti che da 8 anni sbraita alla luna, ma abita negli stessi partiti e movimenti che non solo votarono, ma crearono la legge e le condizioni affinchè quel tipo di business crescesse e si moltiplicasse. Correva l'anno 2001 quando si firmava la convenzione per dare alla Dc piena coerenza con i dispositivi che avrebbero rovinato una lunga stagione politica e sociale e il paese, fino ad oggi. Ma Morri, Arzilli, Menicucci & C. non ricordano più nulla e tutti ricordano di aver visto premere i pulsanti per approvare quelle leggi, dispositivi per lo stupro dei giochi e del paese, ed anche il Vescovo dovrebbe ricordarsi chi furono i promotori, sostenitori e profittatori del gioco della sorte e di quello di azzardo e non far finta di avere la memoria corta.Questo essere da una parte ladri di verità e dall'altra incoerenti politicamente, ne fa una coalizione sicuramente in regola con le carte per aggiudicarsi la partita elettorale, da sempre alterata e violentata dagli incoerenti e dai gruppi di potere capaci di far vincere quello e questo e far pendere l'ago dalla parte giusta... Ma il voto democratico lo è veramente solo se vince chi sta bene al manovratore? Gli incoerenti e signori dalla memoria volutamente corta hanno in comune, inoltre, una spiccata necessità di soddisfare le esigenze dei loro sponsor e padrini di ogni tipo anche se ci vogliono far credere di essere nuovi, rinnovati, puliti e presentabili, quando i fatti dicono il contrario.Il caso patente che ha visto ricorrere perfino nelle aule italiane per annientare l'amico di partito, che ha visto "les caramellate" vere e proprie scorribande destabilizzanti e sovversive alimentate contro il paese solo per tornare al potere, che fanno sobbalzare gli elettori di Ap e fanno gridare: ma con quale coerenza Ap sposa il mago delle scaramellate, del caso patente, del buco di bilancio, del caso Atel, della finanza ai confini nei momenti giusti...Dell'utilizzo sistematico dei media per la pubblicazione di notizie scandalistiche... Tanto fumo negli occhi per ingannare il popolino e gridare che tutto va male, ma chi è stato a firmare l'accordo capestro con l'UE che oggi porta tutti i suoi effetti devastanti e quello con l'Italia in materia di rapporti finanziari, valutari, IVA, doppie imposizioni e tanti altri che oggi provocano effetti deleteri per il sistema economico e sociale? Coloro hanno inventato e sottoscritto un sistema di potere fine a se stesso vogliono tornare in sella tutti insieme per firmare altri accordi capestro!!N.B. Tante liti, tante divisioni, tanti conservatori che lasciano una sponda per approdare a fianco del leader maximo, tutti uniti nell'intento di perpetrare una conservazione di uno status quo: il loro. Personaggi ininterrottamente al potere da oltre vent'anni che hanno cambiato casacca o sono rimasti all'origine, ma che mai hanno parlato di visioni politiche diverse, di progetti, di strategie politiche per il paese, ma sempre di bisticci personali a breve termine per avere più o meno potere. Oggi gli incoerenti, i ladri di verità, quelli con la memoria volutamente corta e tutti i conservatori si uniscono, in in un abbraccio finale e mortale... Non solo per i singoli, ma per tutto il paese il quale rischia di ritornare ad essere una provincia italiana, rischia di perdere definitivamente ogni tipo di sovranità, rischia di far tornare al potere s-caramella e soci che si impadroniranno del paese e lo spremeranno fino all'ultimo sospiro. E Ap reggerà il moccolo delle prossime nozze.
La rana e lo scorpione
di Marino Antimo Zanotti
Con la foresta in fiamme alle spalle e il fiume di fronte, come unica via di salvezza, lo scorpione chiese aiuto alla rana.
«Vedrai! Se mi salverai saprò ripagarti, difendendoti contro tutti gli animali sull’altra sponda».
«Ma se poi tu mi pungerai?»
Esclamò la rana dubbiosa;
«Non lo farei mai poiché morirei io stesso».
In tal modo rassicurata la rana consentì allo scorpione di salirle in groppa, iniziando a nuotare verso la riva opposta.
Giunti a metà del tragitto la rana sentì pungere improvvisamente; sorpresa, terrorizzata e con un filo di voce si rivolse al suo passeggero, mentre la morte avanzava in lei:
«Ma perché l’hai fatto? Ora morirai con me, affogato!».
«Lo so, ma è stato più forte di me! È LA MIA NATURA».
Questa storia mi è tornata in mente appena si è capito che Alleanza Popolare avrebbe acconsentito, alla DC di Gatti, di aiutarla ad attraversare il fiume della speranza alle elezioni di novembre.
Ritengo molto pericoloso ridare ossigeno ad un partito a cui manca attualmente solo il potere politico; partito dominato ancora dalla gerontocratica classe dirigente, nonostante gli spiragli di buona volontà della segreteria, probabilmente minoritaria nel partito; un partito in cui riemerge Gatti come salvatore del Paese, dopo averlo quasi affossato; un Gatti che fa leva sull’orgoglio del tifo democristiano, ricordo di vecchie e oggi ingiustificate contrapposizioni ideologiche.
Domani la Democrazia Cristiana non esiterà a pungere qualsiasi alleato, grande o piccolo, come la storia sammarinese dimostra ampiamente.
Quando gli alleati chiederanno conto al PDCS per l’ennesimo tradimento, sarà loro risposto:
«È stato più forte di noi! È LA NOSTRA NATURA!
Attenzione pero. La stessa cosa può accadere specularmene alla rana Sinistra Unita durante il salvataggio dello scorpione PSD.
giovedì 4 settembre 2008
Vicenda Mixtere
di Waldes Fiorini, membro del Consiglio Direttivo del PSD
Ho letto, su “Il Resto del Carlino” dei giorni scorsi, l’infelice conclusione della vicenda “MIXTERE”, costretta ad abbassare definitivamente le saracinesche e l’amaro sfogo dell’imprenditore Piero Tonelli, che condivido in pieno anche se mi rendo conto che il mio Partito non ha contrastato con la necessaria incisività l’epilogo di questa vicenda. Una vicenda che mi sento di definire squallida, per la bassezza che la politica ha dimostrato, intenta a non irritare l’alleato prepotente di turno che, quelle saracinesche le voleva vedere abbassate a tutti i costi, alla faccia della libera imprenditoria, alla faccia della concorrenza, alla faccia della garanzia, che dovrebbe essere propria di un sistema democratico, di libero mercato e di tutela degli investimenti.
D’altra parte non ho mai condiviso le scelte di questo Governo sui giochi, demagogiche e falsamente moralistiche, che, invece di prendere in considerazione un settore che può portare turismo, mano d’opera, gettito fiscale, e aiuto ad una vera riqualificazione della nostra offerta ha preferito fare una legge che definire “bulgara” vuol dire offendere la Bulgaria.
Una legge statalista che dice che i giochi sono di proprietà dello Stato, che vieta la libera iniziativa, la concorrenza, lo sviluppo e questo perché? Perché la vicenda parte da lontano, da quando la “San Marino Giochi” doveva a tutti i costi essere “fatta fuori” perché il farla fuori rappresentava il cavallo di battaglia di un Partito di opposizione….. il problema è che, quel partito, per essere chiari Alleanza Popolare, come sostiene lo stesso Tonelli, ha continuato imperterrito anche dal Governo a svolgere il suo ruolo di opposizione, opposizione a tutto, contro i pareri anche autorevoli che ci giungevano dall’esterno, da McKinsey, da Ambrosetti, pareri che peraltro abbiamo pagato abbondantemente.
Fino a quando la gente permetterà ad un partito che in nome di una falsa moralità nega l’interesse del Paese di bloccare ogni nuova opportunità di sviluppo e di crescita?
Spero che questa triste vicenda, che è costata ingenti investimenti che un imprenditore sammarinese si è visto vanificare, faccia riflettere i concittadini sul rischio che corrono se danno retta a chi predica una falsa moralità, a chi blocca lo sviluppo e non ci dice dove troveremo le risorse per mantenere il nostro livello di benessere, a chi predilige, da sempre, la politica del dire alla politica del fare.
martedì 2 settembre 2008
Rinnovamento della politica
di Leo Rondelli - Alleanza Popolare
E’ già iniziato il tour in vista del traguardo del 9 novembre 2008.
I partiti e i movimenti stanno lavorando alacremente per formare le coalizioni, i programmi e le liste dei candidati.
I “parolai” si preparano per convincere e darla ad intendere, promettendo mare e monti e le riforme atte a migliorare il Paese, sapendo bene che le promesse non verranno mantenute. In questi 10-15 anni ne abbiamo avuto le prove.
Cittadini non fatevi ingannare.
Non votate per quei parolai, vecchie volpi che hanno perso il pelo ma non il vizio.
Riflettete bene e giudicate non su quello che dicono o che diranno ma su quello che hanno fatto o non fatto in questi lunghi anni di potere.
Se non siamo rimbambiti e compromessi, dovremo lasciarci alle spalle quei partiti e uomini che con il loro operato hanno devastato il Paese e compromesso il territorio, i rapporti con l’Italia, ecc.
Il passato dovrebbe averci insegnato qualcosa.
Se vogliamo veramente un cambiamento nella politica e nella gestione dello Stato, dobbiamo avere il coraggio di scegliere i partiti, i movimenti e le persone che hanno dato prova di serietà, onestà e coerenza fra il dire e il fare.
Se non saremo capaci di discernere fra i “parolai” di mestiere e le persone serie, oneste e coerenti, saremo degli stolti e opportunisti e il danno lo subirà l’intero Paese.
A noi la scelta.
Diamo dimostrazione di essere intelligenti e capaci di esprimere un giudizio obiettivo e senza condizionamenti.
Dopo anni di instabilità politica nel Paese si è instaurato un clima di insicurezza e sfiducia, occorre dare una svolta radicale.
Il 9 novembre avremo la possibilità di farlo e di essere i protagonisti del cambiamento.
Non sprechiamo ancora questa occasione.
lunedì 1 settembre 2008
Conoscere le coalizioni
di Italo Pedini
A poco più di due mesi dalle elezioni politiche sarebbe bene che le coalizioni che intendono presentarsi agli elettori con l’intento di ricevere voti per governare iniziassero a pensare come e con quali argomentazioni proporsi. Hanno intenzione di fare un po’ di chiarezza in questo fosco quadro politico oppure vogliono riproporsi per continuare l’andazzo decennale che non ha prodotto risultati soddisfacenti?
In questi giorni si assiste a battibecchi tra consiglieri e politici riguardo presunte discriminazioni di cittadini susseguenti alla recentissima abrogazione dell’art.7 della legge sulla cittadinanza (che impediva ai cittadini residenti all’estero divenuti maggiorenni dopo il 2000 di potere esprimere il voto). I cittadini residenti all’estero divenuti maggiorenni dopo il 2000, cancellati dalle liste sulla base della legge sulla cittadinanza, non potranno votare alle prossime elezioni del 9 novembre perché la Legge elettorale sancisce che le liste elettorali vengono definite per l’anno in corso al 28 febbraio. Questa situazione consente ad alcuni politici di ergersi paladini di presunti diritti violati, e si grida alla gravità di questo fatto reso tale da quello che viene sostenuto essere un cavillo burocratico. Il problema del voto estero, in tutte le sue sfaccettature, dovrà essere trattato dai prossimi governanti chiamati ad assumere una posizione che dovrà rispondere alle esigenze maggioritarie della cittadinanza. Gli attuali politici hanno mostrato di non avere trovato un percorso condiviso. Altro argomento molto spinoso riguarda il rapporto con l’Italia. Assistiamo al rimbalzo di colpe reciproche da parte di esponenti di destra e di sinistra.
Gli errori presenti e passati sono evidenti.
Ora è importante concentrarsi su quello che si vuole fare dopo il 9 novembre prossimo. Qual’è la coalizione che intende concludere celermente l’accordo di cooperazione con l’Italia e in quali termini? Vogliamo conoscere proposte su come si intende rapportarsi con l'Unione Europea, sulla gestione del territorio, sulle problematiche legate all’elettorato estero, sulla eventuale concessione delle residenze in Repubblica a forensi, sui progetti di viabilità, sul potenziamento dei servizi essenziali (acqua, luce, gas), sulle problematiche sanitarie, delle famiglie, dei giovani, degli anziani e su tutta una serie di ferite aperte che riguardano la situazione economica-finanziaria del Paese e la situazione giudiziaria. Ci aspettiamo iniziative volte a fare luce su quanto si nasconde dietro questo territorio supercementificato e di conoscere chi sono i possessori delle 30.000 unità abitative configurabili in territorio. In altri Stati si propongono progetti di legge volti ad inasprire le pene per politici, dirigenti che non sono in grado di dimostrare la fonte del loro patrimonio. E’ importare imprimere una svolta che consenta di riacquistare fiducia nella politica e nelle persone che saranno designate a rappresentarla.
Sondaggio sui giovani
di Cesare Tabarrini - Noi Sammarinesi
Il movimento Noi Sammarinesi crede fermamente che un programma politico debba necessariamente contenere proposte che rispondano ai bisogni e alle aspettative dei giovani.
Per tale motivo, in accordo con tutti, mi sono preso l’impegno di effettuare un sondaggio a campione su giovani sammarinesi di età compresa tra i 20 e i 25 anni, allo scopo di raccogliere materiale da tradurre in principi e iniziative in fase di elaborazione del programma della coalizione.
Il colloquio con i giovani intervistati verteva su tre semplici domande:
1) Qual è l’immediata esigenza di un giovane nel territorio? Ovvero di cosa senti maggiormente il bisogno?
2) Cosa pensano i ragazzi degli sbocchi culturali che San Marino offre?
3) Cosa vogliono i ragazzi di San Marino che entrano nel mondo del lavoro?
I risultati ottenuti sono stati raccolti e riassunti in queste brevi risposte.
Domanda 1) “Qual è l’immediata esigenza di un giovane nel territorio? Ovvero di cosa senti maggiormente il bisogno?”:
1. La massima esigenza espressa riguarda i posti di svago, come una discoteca, nuovi pub o nuovi punti di incontro per ragazzi. Non si può pensare che in una sola struttura si raggruppi la totalità dei giovani sammarinesi perché ognuno di essi ha esigenze e aspettative differenti. L’offerta di svago, pertanto, deve essere diversificata e qualitativamente soddisfacente. La qualità è attesa non solo in riferimento alle strutture, ma anche al personale impiegato così da sentirsi tutelati e sicuri nei confronti della eventuale minaccia esterna, ma anche dello stesso disagio o disordine che potrebbe derivare dagli stessi giovani frequentatori dei locali.
Domanda 2) “Cosa pensano i ragazzi degli sbocchi culturali che San Marino offre?”:
2. Alcuni ragazzi hanno evidenziato come si siano trovati a dover scegliere scuole fuori territorio per l’offerta maggiore di indirizzi, tenuto conto soprattutto del fatto che a San Marino sono quasi tutti licei e non tutti i giovani sono sicuri di voler continuare il percorso di studi frequentando l’Università. In merito all’Istituto Tecnico, gli intervistati hanno fatto rilevare come dopo il biennio quasi tutti i ragazzi continuino il percorso nella vicina Rimini. Le ragazze, in particolare, fanno notare come l’Istituto Tecnico e il Centro di Formazione Professionale siano scuole orientate più che altro agli interessi maschili.
Altri hanno spiegato che quando è ora di scegliere l’indirizzo di scuola media superiore, spesso i ragazzi non hanno chiaro quello che vorranno fare a livello professionale nella loro vita, pertanto la scelta non è tanto accurata, tanto meno finalizzata.
Le risposte hanno toccato anche l’argomento “Università”. E’ stato sottolineato come manchi un ambiente adatto agli universitari: alloggi a prezzi accessibili, punti di ritrovo e svago, una più adeguata offerta e pianificazione territoriale dei mezzi di trasporto pubblici, visto che in alcuni Castelli passano due sole volte al giorno. Se vogliamo una Università che attiri ragazzi da fuori territorio occorre “mettersi all’opera”.
Domanda 3) “Cosa vogliono i ragazzi di San Marino che entrano nel mondo del lavoro?
3. Secondo gli intervistati, il problema del lavoro a San Marino sta crescendo negli ultimi anni. Fra gli argomenti citano il grande numero di lavoratori frontalieri e il problema del lavoro nero. I ragazzi sostengono che San Marino dovrebbe offrire la sua miglior offerta lavorativa (viene compreso anche il lavoro d’ufficio) ai cittadini in primis. Alcuni hanno esplicitamente espresso la sensazione di sentirsi minacciati da parte dei vicini frontalieri per il raggiungimento di un posto di lavoro.
Altri invece hanno evidenziato l’assurdità di stipendi altissimi fin da subito per certi tipi di lavoro e l’esempio esplicito è stato quello dell’impiego in banca. Ritengono che il raggiungimento della professionalità debba essere premiato maggiormente rispetto alle prime assunzioni, anche per rispetto verso gli utenti che richiedono maggiore qualità.
Da una prima analisi emerge chiaramente l’aspettativa di qualità in riferimento a tutti gli argomenti trattati: dal locale al personale a contatto con i giovani; dalla scuola al posto di lavoro, compresa la ricerca di una maggiore rispondenza fra professionalità e compenso percepito. Visto che spesso si parla di superficialità e di pretese del “tutto e subito” in riferimento ai giovani, ci sembra un segnale molto importante, su cui riflettere.
NOI SAMMARINESI si è proposto di valorizzare i giovani fin da subito, pensando al futuro della Repubblica.
Sono i giovani il futuro del Paese e ne siamo completamente convinti. Dobbiamo assicurare loro un ruolo da protagonisti, sia nella società che nel mondo del lavoro che sono in procinto di affrontare.
Questo principio per noi vale altrettanto nella politica. Lasciamo che i giovani esprimano il valore dell’entusiasmo e dell’idealismo che gli sono propri, considerandolo come un dono da far fruttare. Certo, l’idealismo va equilibrato con la realtà e la saggezza dei più esperti, ma diciamo la verità: spesso la politica è cieca di fronte all’entusiasmo, alle idee e alle esigenze dei giovani.
Per NOI SAMMARINESI il contributo di tutti, a tutti i livelli, è necessario per fare di questo Paese un posto migliore in cui vivere, lavorare e dare spazio agli affetti e alla famiglia. Un posto in cui, ragazzo o adulto, si possa andare fieri di appartenervi, senza timore di essere sbeffeggiati o accusati di malaffare non appena varcato il confine.
La porta di NOI SAMMARINESI, dunque, è aperta a tutti senza barriere. La nostra sede è un luogo in cui ognuno si deve sentire libero di porre sul tavolo le proprie idee, sicuro di trovare considerazione e dignità.
Per questo motivo invito tutti i giovani interessati a inviare idee e proposte all’indirizzo di posta elettronica info@noisammarinesi.com . Vogliamo essere la vostra voce in un ambiente politico distratto e litigioso che non ascolta altro se non il proprio bisogno di potere.
Se poi qualcuno desiderasse mettersi in prima linea per sostenere le sue idee, sappia che è possibile candidarsi per far parte della prossima classe politica, che speriamo venga ampiamente rinnovata. E’ ora che il passato lasci posto al futuro.
venerdì 29 agosto 2008
Quando lo Stato ha bisogno, la Polizia Civile c'è!
di Gabriele Gattei, ex Comandante della Polizia Civile
Egr. Direttore, mi consenta, quale cittadino in primis (spero di non essere o rimanere solo) ed anche quale orgoglioso ex Comandante della Polizia Civile, di esprimere i miei complimenti e un sentito ringraziamento al personale che lo scorso mercoledì mattina è riuscito, con tempismo, sprezzo del pericolo ed alta professionalità, a disinnescare quel pericolosissimo -mi si passi il termine- ordigno che veniva rappresentando sul territorio di questo Stato il cittadino italiano di Trento. Posto che tutto ciò che conosco della vicenda l’ho appreso dai media, la descrizione dei fatti, ovvero di questo soggetto che esce dal Centro Commerciale Atlante di Dogana scendendo le scale mobili al contrario; che una volta fuori sventra letteralmente la propria Wolks Golf scaraventando all’esterno gran parte del contenuto; che successivamente sale sul tettuccio dalla stessa auto quasi a punirla; che partendo poi alla guida di quel veicolo tenta in un primo momento di immettersi contromano nel sottopasso superstradale, percorre poi tratti della nostra viabilità compiendo ogni genere di infrazione al codice, creando seri ed evidenti pericoli per l’incolumità di persone e cose; che non si ferma all’alt delle forze dell’ordine cercando al contrario di forzare tutti i blocchi e di investire gli agenti; che invierà poi più volte maledizioni verbali contro la Polizia che lo aveva fermato e le forze di polizia in genere, dichiarando apertamente che non si sarebbe mai fermato. Ebbene, se questo signore non è classificabile come un vero e proprio ordigno che qualora non fermato e disinnescato per tempo, sarebbe stato potenzialmente capace di creare veri e propri disastri, non so proprio cosa dire. Invece, per l’appunto, dal profondo del mio cuore orgoglioso, voglio urlare un “grazie ragazzi, ottimo lavoro”. Non è semplice e non è poco ciò che hanno fatto e deciso di fare in quei frangenti e in quei pochi secondi questi tutori dell’ordine, rischiando la propria incolumità, e mettendoci veramente e in maniera esemplare tutto il proprio impegno per il bene e la sicurezza di questa Repubblica.
Una decina di anni fa, quando iniziò il percorso per l’armamento del Corpo, qualcuno profetizzava ogni genere di disgrazie e di pericoli per la collettività. Come si è visto e come ho più volte detto, là dentro ci sono uomini e donne di alta levatura morale e professionale che probabilmente, in questi ultimi anni, la politica ha cercato di accantonare e disincentivare, inconsapevole del danno arrecato. Concludendo, mi riecheggia alle orecchie una mia intervista telefonica resa in una situazione di emergenza quale la tromba d’aria che anni addietro aveva arrecato tanti danni, compresi quelli all’area sportiva di Serravalle. Avevo per l’appunto quasi urlato: "Quando lo Stato ha bisogno, la Polizia Civile c'è!"
giovedì 28 agosto 2008
Il buon padre di famiglia
di Roberto Ciavatta - Associazione Culturale Don Chisciotte
Condivido quanto scritto dall’associazione “Il buon padre di famiglia” nei giorni scorsi.
Da tempo credo che l’unica via d’uscita dal vicolo cieco in cui si è infilata la politica sia una “sommossa” della società civile, che deve organizzarsi e pretendere, smettere di tollerare ogni porcata, perché nessun politico penserà al bene comune finché la maggioranza rimarrà in silenzio in attesa di ricevere prebende che altrimenti si sarebbero chiamate diritti.
L’intera classe politica è squalificata: si limitano a gareggiare in panzane sulla stampa, ora ognuno è verginello, vuole il bene comune e non è mai riuscito a farlo per colpa di altri, fa politica da quarant’anni e dice di essere per il rinnovamento, ma non si chiede di cosa ha bisogno il paese, la gente che vive con 1500 euro al mese: questi politici rappresentano solo i loro pari, sono un’oligarchia.
È questo vuoto di rappresentanza che con alcuni amici ho provato negli ultimi anni a colmare, con iniziative sociali, autonome ed apartitiche, a tutela degli interessi della gente che lavora, ma proprio per ciò (è storia recente) avversate da tutti gli uomini di partito e i loro mandanti (solo SU non ha avversato i nostri referendum). Per questo speravo di dar vita ad un polo dove non avessero posto i rappresentanti di lusso dello scempio commesso nell’ultimo quarto di secolo: PS(S)d e PDCS.
Lunedì parteciperò volentieri alla riunione di questa associazione a Borgo, perché da tempo sostengo che sarebbe auspicabile la creazione di una federazione di associazioni che vogliono sensibilizzare la cittadinanza sui suoi diritti civili e democratici.
Credo che la critica dei soprusi perpetrati dalla classe politica dovrebbe essere accompagnata da un intervento in prima persona per influenzarla e sostituirla, perché chi ha governato in questo modo, domani non farà diversamente: il rinnovamento lo s’impone da fuori, non se lo daranno mai da soli e non si lasceranno sostituire se non da persone ben disposte a piegarsi agli interessi delle lobby di “famiglia”, perciò si dovrebbe cercare di insinuarsi nelle “camere del potere” e portarglielo via, perché la politica è cosa della polis, è nostra, loro ce l’hanno solo scippata!.
Entrare nelle camere del potere, anche a costo di tapparsi il naso e correre in queste elezioni, anche a costo di armarsi di forcone!
Mi sarebbe piaciuto parlare a quattr’occhi con gli ideatori di questa iniziativa, ma nessun comunicato è mai stato sottoscritto come faccio io e come penso sia sempre bene fare, anche per non dare l’impressione di non credere a sufficienza nella fermezza delle proprie idee.
A lunedì, dunque, e spero ci si possa rimboccare le maniche insieme a tutti coloro che non hanno più voglia di chinare il mento (o non lo hanno mai fatto, pagandone le conseguenze).
Ce n’è proprio bisogno… in bocca al lupo!
mercoledì 27 agosto 2008
L'ora dell'Europa
di Alessandro Corbelli - PD sammarinese
Ciò che si temeva è successo. La Russia, per mezzo del presidente Dimitri Medvedev, ha riconosciuto l’indipendenza di Ossezia del Sud e Abkhazia dalla Georgia. Immediate, e molto dure, le reazioni del mondo occidentale, che boccia senza mezzi termini la decisione unilaterale presa dal Cremlino. Intanto i rapporti tra Mosca e la Nato continuano a sgretolarsi, al punto che i russi potrebbero negare il transito delle truppe dell’alleanza atlantica attraverso il proprio territorio nel contesto delle operazioni militari in Afghanistan. L’Unione europea, da canto suo, invita, da una parte a difendere l’integrtità territoriale della Georgia, dall’altra a proseguire le trattative affinché la Russia entri a far parte del Wto. Il ministro ombra degli Esteri Piero Fassino, sottolineando che l’Ue può essere la “carta decisiva” per uscire da questa delicata crisi, esorta il governo italiano a lavorare “per evitare la rottura dei rapporti con la Russia” e per portare avanti iniziative volte a creare una pace condivisa e durevole.
Medvedev riconosce le secessioni delle due repubbliche indipendentiste
La Russia ha riconosciuto l'indipendenza dalla Georgia delle repubbliche di Ossezia del sud e Abkhazia. Dopo il via libera del Parlamento, l’annuncio del presidente russo Dmitri Medvedev, che si è rivolto con un videomessaggio alla nazione. Guardando la telecamera, con alle spalle la bandiera russa, il leader del Cremlino ha definito la decisone “non semplice” da prendere, e tuttavia necessaria. Medvedev ha sottolineato che la mossa russa costituisce una chiara risposta nei confronti degli "speculatori politici", che temono che la Russia prima o poi ingloberà i due piccoli territori. Il leader del Cremlino ha ricordato che Mosca ha insistito per la linea delle trattative, e il non uso della forza, anche dopo la proclamazione unilaterale dell'indipendenza unilaterale del Kosovo. Ma ha sottolineato che tutte le proposte russe "purtroppo sono state ignorate anche alla Nato e persino all'Onu". Il presidente ha inoltre assicurato che la Russia "sosterrà Ossezia del Sud e Abkhazia in caso di un attacco militare.
La posizione del PD sammarinese
"E' necessario e urgente che anche un piccolo Stato come quello di San Marino decida di adoperarsi fattivamente, oltre che attivando i canali della politica e della diplomazia, anche attraverso la realizzazione di azioni umanitarie da svolgere di concerto con le altre Organizzazioni internazionali ed associazioni di volontariato. Necessita il pronto stanziamento delle risorse finanziarie necessarie per realizzare una squadra di volontari di provata esperienza (che nel nostro Stato non mancano!) che si attivi prontamente per organizzare la spedizione e l'assistenza sul posto per tutto il tempo necessario. Solo così potremo svolgere a pieno titolo e con la massima coerenza quel naturale ruolo di mediatore di pace che la storia stessa ci attribuisce facendo della nostra Repubblica la terra delle libertà! Va promossa una conferenza regionale per la stabilità del Caucaso."
martedì 26 agosto 2008
Un po' di sano realismo
Lettera firmata al Direttore
Sono stata un' alunna di una delle maestre che, non solo a mio parere, è stata una vera "istituzione": Romea Balsimelli. La sua scomparsa ha creato una vera "voragine" nella mia vita e credo nella vita di tutti quei bambini che, come me, hanno imparato da lei ad essere Sammarinesi, a sentire nostro il Paese, ad essere orgogliosi di abitare nell'Antica Terra della Libertà. Ricordo ancora con quanta passione ci raccontava dei suoi antenati e di come abbiano saputo difendere la Libertà, non cedendo mai a chi avrebbe voluto conquistarci... Sarò idealista e forse retorica ma io ci credevo a quelle Storie. La parola "Arengo" mi dava la sensazione di grandezza, di serietà, di protezione. Ero davvero convinta che San Marino non avrebbe mai ceduto le sue "chiavi", che "i grandi" ci avrebbero protetto per sempre... Poi sono cresciuta. Mi sono ritrovata "grande" in un Paese dove i bambini neppure sanno cosa sia l'Arengo, ma di sicuro conoscono la P.A..Un Paese dove il "Sistema" dà la precedenza a coloro che, senza il loro voto, non saprebbero cos'altro essere. Già... il Sistema. Una cosa di cui la maestra non ci aveva mai detto nulla. Il "cattivo" delle favole, per così dire. La maggioranza di chi è Stato eletto è andato al Potere, non al Governo. Qualunque sia stata la loro età, hanno sempre alimentato quello stesso e vecchio Sistema, l'unico che conoscono e che hanno imparato a gestire. I veri vecchi, senza età, danno il voto a chi ha promesso di aiutarli, non come cittadini, ma come singole persone. I soliti vecchi, a diciotto come a settant'anni, votano per qualcuno che senza sforzi li renda speciali, diversi dal vicino di casa, dal collega di lavoro... qualcuno che li tolga dall'"anonimato" e gli dia potere, non per merito, ma per la superbia di essere niente di più di ciò che sono sempre stati... perchè in questo Paese sei qualcuno solo all'ombra di qualcun'altro, dicono. Quando poi la tua occasione non arriva cambiano preferenze, volti ma anche partito. I più coraggiosi con più amicizie a seguito si buttano in politica, prendendosi il potere tanto ambito. A che fine? Non certo per riformare un Sistema che li aveva resi infelici, affatto, per gestirlo a proprio vantaggio come "solo loro" sanno fare... una rivalsa personale, un palcoscenico troppo appetitoso per chi non sa essere altro che una pedina. Povera gente che, se non per politica, nessuno avrebbe mai notato. Giovani, spesso, senza arte ne parte che si riempiono la bocca di parole più grandi di loro. Che fare? Come dare voce a chi davvero vuole riformare questo "vecchio" Paese di giovani? La Romea avrebbe detto "non importa, adesso ti metti giù e lo rifai...". Rendiamo la vita più dura a chi vuole salire al Potere, pretendiamo che chi votiamo ci abbia dimostrato già prima di essere qualcuno. Votiamo quella persona che vorremmo crescesse i nostri figli, perchè è quello che dobbiamo pretendere faccia una volta a Palazzo. La Repubblica di San Marino è piccola, ci conosciamo tutti... e allora sappiamo anche a chi lasciare entrare nelle nostre case. Se pretendiamo che un nostro dipendente sia istruito e affidabile facciamo in modo che lo sia anche e a maggior ragione chi votiamo. Basta recuperare un antico valore: la coerenza. Troppo retorica o idealista? Forse si, ma questo per me significa essere i cittadini di cui ci parlava la Romea: essere sammarinese e valere più di una crocetta su un simbolo di Partito. Con le prossime elezioni riprendiamoci le chiavi del Nostro Paese.
lunedì 25 agosto 2008
Dalle parole ai fatti
di Italo Pedini
Leggendo interventi fatti, a vari livelli, in occasione dei dibattiti svolti nel corso della Festa dell’Amicizia non si può non rilevare certe affermazioni di carattere demagogico che esulano dalla storia della situazione politica e sociale.
Tutti concordi che ormai la cittadinanza è lontana dalla politica, proprio perché i rappresentanti politici hanno ampiamente dimostrato di non sapere dare risposte alle esigenze del Paese. Il rapporto logoro con l’Italia, in tutti gli aspetti economici e sociali, ne è l’esempio più lampante. Ricordo che nei primi mesi del 2004 il consigliere Ivan Foschi (allora all’opposizione), dopo che il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Fabio Berardi, aveva consegnato ai consiglieri l’accordo di cooperazione già spedito in Italia, ebbe modo di esprimere la protesta del suo partito per essere stato scavalcato nel ruolo di indirizzo politico che è proprio del Consiglio Grande e Generale e ricordava che il dibattito consiliare doveva essere preventivo all’invio delle richieste sammarinesi a Roma in modo tale che l’opposizione, e successivamente le forze economiche e sociali, potessero discuterne nel merito, documenti alla mano. Ed è questo l’aspetto che ha contraddistinto la politica negli ultimi decenni: il volere decidere a prescindere dalle posizioni delle categorie economiche e sociali della nostra società. Anziché raccogliere elementi a sostegno delle varie argomentazioni è stato tentato invece di fare passare linee maturate in non ben definiti organismi. Ora non giova a nessuno il cercare di attribuire all’avversario politico i ritardi che hanno impedito e impediscono di giungere alla sottoscrizione dell’accordo di cooperazione con l’Italia. Ha avuto l’occasione sia il PDCS quando era al governo e sia il PSD in questi ultimi anni. E la realtà è ben visibile a tutti.
C’è un problema altrettanto annoso che riguarda il trasporto pubblico fra la Riviera e la Repubblica di San Marino. La superstrada Rimini-San Marino, arteria fondamentale della nostra vita economica, è una delle più pericolose d’Europa e occorre trovare alternative che risolvano anche la lentezza della percorrenza di tale tratto, contraddistinto da un numero inquietante di semafori. Nell’agosto 2002 Maurizio Melucci, vice sindaco di Rimini, aveva tra le sue intenzioni l’idea di un collegamento tra la repubblica e la riviera attraverso una monorotaia. Politici sammarinesi, più volte e in varie occasioni, si sono espressi a favore di un progetto di linea ferroviaria. Ma le parole non bastano.
Per aprire uno scenario politico speranzoso è importante che i partiti sappiano proporre, alle prossime elezioni politiche, cittadini di rottura con il vecchio e ancora attuale sistema politico. Non è un problema di giovani o meno giovani. E’ un problema di dare fiducia a persone che facciano quello che il Paese richiede, mettendo da parte logiche individualistiche e lobbistiche. Frasi rituali quali: alla politica resta un ultimo autobus per recuperare credibilità nei confronti dei cittadini o al Paese ci penseranno i Giovani; sono affermazioni che riecheggiano alla vigilia di certi appuntamenti (in questo caso, le elezioni politiche) che non dicono niente, perché l’indeterminatezza della sostanza come pure la sua generalità non sono certamente auspicio di risoluzione dei problemi. C’è chi ha avuto occasione di fare e non ha fatto o ha fatto male e c’è chi invece questa occasione non l’ha avuta e quindi non ha potuto fare!
Gli elettori dovrebbero valutare l’operato dei politici ed il loro voto dovrebbe essere il termometro di questa valutazione.
venerdì 22 agosto 2008
Al paese chi ci pensa? I Giovani!
di Giorgio Chiaruzzi - Presidente del Forum dei Giovani
Alla domanda che ha aperto il dibattito della festa dell'amicizia: e al paese chi ci pensa? Il Presidente del Forum dei Giovani Giorgio Chiaruzzi non ha saputo resistere alla risposta: ci penseranno i Giovani. I Giovani sono il futuro del paese e il miglior futuro del paese passa dalla coltivazione, auspicabilmente in tutti gli schieramenti politici, dell'eccellenza giovanile, di quei Giovani meritevolmente competenti, non solo dei Giovani anagraficamente. In questo senso il rinnovamento che serve al paese è di qualità, di formazione, di competenze e del modello del merito nella politica, non il rinnovamento anagrafico semplicemente. Il pensare al paese, ma soprattutto lo spendersi per il paese, non può dipendere strumentalmente da un unico punto di vista di una parte politica, perchè il bene del paese è uno solo. Come il futuro è uno solo, quello che passa inevitabilmente da tutti i Giovani di oggi, che saranno la classe dirigente di domani, ma probabilmente c'è nella politica sammarinese chi pensa di essere immortale. Oggi i Giovani vogliono mettere in campo quelle competenze necessarie per servire il paese e che oggi non possono essere lascate fuori dalla gestione della cosa pubblica, come è accaduto fino all'altro ieri. Questa è l'unica soluzione e l'unica novità nello scenario sammarinese e che dovrebbe essere accolta da tutte le forze politiche. Invece questi Giovani preparati, meritevoli, con un bagaglio formativo e di competenze eccellente, spesso questo bagaglio devono lasciarlo fuori dai confini e là vedere valorizzati questi meriti, per via di quelle tensioni politiche interne dovute alla repulsione del cambiamento e che vorrebbero un sistema chiuso e culturalmente controllabile, non valorizzando il meglio del nuovo che inevitabilmente arriverà.
Italia virtuosa. Ma quali virtuosi
di Ribaldo Francesconi
L'Italia è il paese che ha il maggiori numero di condanne per mancato rispetto delle direttive UE, ha il maggior numero di sanzioni e pendenze alla Corte Europea per ingiusti processi e mancato riepstto delle normative. Ha una evasione fiscale che non ha pari in Europa e forse la prima fra i paesi industrializzati, quando ci vengono ad accusare di essere un paese evasore, sono loro i primi a portare i soldi a san marino, hanno una turbolenza finanziaria e bancaria di grande imbarazzo, una posizione verso la UE ed i suoi organismi che non gode certo di credibilità e a San Marino si prende come oro colato una white list che non ha nulla di significativo e non aggiunge nulla alla direttiva 2005/60/CE. San Marino è membro del GAFI e del FMI e tanto basta, mi pare più che scontato che da questi organismi non si esce nè si possono raggirare. Il tempo sarà galantuomo e chi oggi profitta di una notizia per fare mera propaganda elettorale, ieri era a sedere nelle stanze dei bottoni ed evitava gli accordi per entrare in UE ed oggi si allea con chi ha tramato contro la Repubblica per anni con l'aiuto di s-caramella, dei servizi e di quella parte marcia di un partito di ex maggioranza relativa che oggi lascia sbraitare ancora un personaggio impresentabile sia politicamente che moralmente, sulle piazze della Repubblica e nei consessi internazionali. E si parla di rinnovamento...Vi dovete sciacquare la bocca per molto tempo prima di utilizzare certe parole e certi aggettivi. Dopo la nuova/vecchia allenaza fra AP e DC dove i dissidenti riabbracceranno i loro capi in una spirale che mortificherà tutti i sammarinesi che hanno creduto in un rinnovamento vero, da parte di AP e una politica nuova, dopo tutto questo ribaltone interiore e interno ad AP, meglio che ci risparmino giudizi e commenti per non ricevere ulteriori pernacchioni... Politici si intende.
E' giusto?
di Ale
buona sera, sono un ragazzo residente sposato con un figlio in arrivo.. io non volevo dare opinioni, perchè le persone sono tutte diverse e non mi andrebbe d'arrecare disturbo a quelle persone che non la pensano come me.. volevo solo rivolgere una domanda ai lettori di sanmarinonotizie: é giusto secondo voi che si permetta a cittadini che risiedono all'estero il diritto al voto, mentre a chi risiede soltanto ma lavora e partecipa nella vita comunitaria no, solo perchè non è cittadino?grazie a tutti
giovedì 21 agosto 2008
Per colpa di chi, chi, chi...
di Gabriele Gattei - Lista Civica Noi Sammarinesi
E’ di questi giorni la notizia , quasi come un interminabile nubifragio dopo un disastroso terremoto, che la nostra Repubblica, non è fra i paesi facenti parte della white list. Questo ulteriore smacco alla nostra economia, alla nostra immagine e direi alla nostra sopravvivenza, è sancito dal Decreto del Ministero dell’Economia Italiano (Ministro Tremonti) che è in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della vicina Italia. Leggendo e ascoltando i media, compare che Il Segretario di Stato alle Finanze, Stefano Macina, da un lato ci rassicura tutti dicendo che forse a dicembre 2008 le cose per noi potrebbero cambiare (magari con maggiori probabilità se fosse ancora lui il responsabile politico). Ma ciò che è ancora più sorprendente e avvilente è il fatto che egli stesso, da un lato ci fa sapere che le problematiche da cui è scaturita questa ennesima beffa, ovvero l’adeguamento della normativa concernente l’antiriciclaggio e l’antiterrorismo, sono conosciute dai diversi governi che si sono succeduti fin dall’anno 2000, e dall’altro che la colpa di tutto ciò risiede, udite udite, nei ritardi della politica. Mi verrebbero spontanee almeno un paio di domande: Cioè? Ma chi è che parla; è uno dell’opposizione o non è forse colui che ha gestito ed è il Responsabile della Segreteria delle Finanze dal luglio 2006 ad oggi, e che ha avuto per Collega all’interno del Congresso di Stato un personaggio informato sui fatti, ovvero il gestore della stessa Segreteria Finanze negli anni precedenti quali Pier Marino Mularoni? Siamo onesti. Credo che i cittadini, gli operatori economici e gli investitori onesti presenti sul nostro territorio, vorrebbero a buon diritto sapere quali sono state le cause di questi ritardi e soprattutto e magari, anche i nomi e i cognomi dei responsabili, e le prove a loro carico. Perché non si è agito prima e per tempo? Perché la normativa del 2007, tanto sbandierata, non è stata predisposta già adeguata alle pretese esterne come poi fatto, e si dice in ritardo, nel giugno di quest’anno? Provo di darmi qualche risposta! Forse, come era già ben chiaro e come del resto è stato ben confermato e denunciato dall’abbandono della barca governativa da parte di Alleanza Popolare, era più importante pensare al numero delle case da gioco ed ai loro gestori esterni (guarda caso, argomento già in grossa violazione e comunque contraria agli accordi con l’Italia), all’ingresso in Europa piuttosto che al ristabilire buoni rapporti con l’Italia, agli accordi bilaterali e alle pacche sulle spalle con i responsabili dei paesi più lontani e sperduti, con molti dei quali forse non avremo mai rapporti, alla vendita delle residenze tramite l’acquisto dei numerosi appartamenti condominiali da 40/60 mq disponibili, da parte degli stranieri più facoltosi (ma fatemi il piacere!!!), ed altro del genere. In buona sostanza e per concludere, lasciando da parte la sbandierata amicizia e fratellanza degli attuali responsabili dei Ministeri Esteri dei due Stati, leggendo e ascoltando le rassicurazioni/giustificazioni del Segretario di Stato alle Finanze Stefano Macina, sembra quasi di sentire canticchiare quel famoso ritornello di uno dei successi di Zucchero Fornaciari, che appunto fa più a meno così: PER COLPA DI CHI, CHI, CHI...
mercoledì 20 agosto 2008
E la chiamano sinistra...
di MarcOne
E così sono riusciti in poco tempo a creare una Repubblica maggioritaria camuffata da proporzionale, che vota con il doppio turno alla francese, che sbarra l'accesso in Consiglio alle liste con meno del 3,5% dei consensi (prima era 1,6%); che toglie all'opposizione i seggi democraticamente conquistati alle elezioni per volontà popolare, cioè dal risultato sovrano delle urne; che ripesca i trombati e li promuove a rappresentanti che il popolo non voleva.Tutte le storture della controriforma antidemocratica e reazionaria le troviamo nella legge qualificata 11 maggio 2007 n.1 (e sue modifiche del 5-8-08), approvata con i voti determinanti della sinistra sammarinese, uno scempio di democrazia, un attentato alla sovranoità popolare, un impianto istituzionale talmente confuso da far pensare al peggiore dei compromessi. Ma non solo la confusione e mancanza di una logica coerente con le nostre tradizioni democratiche, ma una fitta serie di vere e proprie trappole antidemocratiche che finiscono con richiamare la "LEGGE TRUFFA" di italiana memoria. Fra tutte le possibili prescrizioni, manca come al solito, la più importante: se un Consigliere cambia gruppo o partito esso è automaticamente decaduto. E invece no, continuiamo e continueremo ad assistere a migrazioni per convenienza, per denaro o per convinzione, ma non avremo mai un comportamento politicamente coerente.Qualche precisazione è doverosa. Premio di maggioranza o legge truffa, consiste nel dare alla coalizione vincente nelle urne una quota che le consenta di avere comunque 35 seggi, da sottrarre alla opposizione, cioè ai perdenti. In questo modo si elude la volontà popolare con un colpo di mano. In pratica se la coalizione A giunge a 30, la B a 28 e la C a 2 seggi, a B e C verranno tolti 5 seggi e assegnati al vincente, cioè A. Peggio ancora nel caso A 31 e B 29, vengono tolti 4 seggi a B per darli ad A. Con questo devastante meccanismo, si elimina la volontà popolare, si elude il voto, si raggira la democrazia elettiva per assegnare d'ufficio una vittoria che non è affatto netta, facendo divenire così la democrazia un fatto meramente burocratico ed inoltre si escludono alcuni eletti dalla sudetta volontà del popolo per far entrare altri che non hanno alcuna legittimzione dei cittadini. E così ancora, nel momento in cui alcuni Consiglieri diverranno Congressisti, altri ripescati dai primi dei non eletti verranno intergrati nell'aula senza che abbiano avuto il consenso. Il Consiglio si ritroverà così ad avere una elevata percentuale (almeno 10+5= 15 su 60 cioè 25%) di illegittimi, impopolari e mai voluti dalla volontà dei cittadini. Considerando poi che una parte (fino all'8%) verrà cacciata dai banchi della opposizione, cioè dai partiti o coalizioni che avranno perso le elezioni, il quadro è completo per avere la misura di quale tipo di antidemocrazia è stata scelta e quali imposizioni contro la volontà popolare sono state addottate per far felici i soliti volti della politica. In pratica, è come dire che andare alle urne è relativo, poichè comunque vada il politburo decide chi e come deve vincere. Pazzesco! Manca solo il porcellum versione sammarinese o, come si diceva, la baghinata!Ma ancora, ed è altrettanto grave, chi non raggiungerà un fantomatico 0,4% moltiplicato le liste (oggi sono più di 9 domani chissà) o al max 3,5% (la lista è ammessa se ottiene una cifra elettorale di lista >= allo 0,4% moltiplicato per il numero di liste partecipanti, e fino al massimo del 3,5%, del numero totale dei voti di lista), cioè uno sbarramento contro i piccoli movimenti e partiti che tende ad eliminare le minoranze e le voci fuori dal coro per uniformare e ingabbiare e relegare fuori dal Consiglio chi non è d'accordo. Una bella congregazione omologata ed omogenea di Consiglieri con sempre meno coscienza e più adatti ad eseguire ordini di scuderia.Un impianto voluto da presunti uomini di sinistra che nulla hanno a che vedere con la storia della sinistra sammarinese ed i suoi padri. Regole del gioco molto più affini alla destra storica e ai potentati di ogni dove che in tal modo hanno assicurato il controllo di un vasto numero di peones e spingitori inutili di pulsanti.L'impianto istituzionale è contro tutti i principi della sinistra sammarinese contro la sua storia e tutte le tradizioni sammarinesi che hanno sempre consentito l'accesso in Consiglio agli uomini liberi che seppur in minoranza, hanno sempre fatto qualcosa di buono e sopratutto hanno fatto gli interessi del paese e non del partito o della cricca. Infine, questa legge offre ai cosidetti centristi il potere di decidere chi far vincere in qualsiasi consultazione elettorale visto che in un assai probabile secondo turno elettorale decideranno di mettere i loro voti a destra o sinistra a secondo di convenienze, pressioni dei cosidetti poteri forti e di tutto ciò che è possibile immaginare. La sinistra, con un colpo di mano dell'ultima ora, ha tolto il voto ai cittadini residenti all'estero creando un precedente di discriminazione e disparità socio-culturale e politica sulla base di diritti che non si possono esercitare con pienezza. Dal probabile secondo turno, infine, si dovranno sottrarre i voti di tutti coloro che non verranno perchè esteri, disgustati o entrambi, facendo così in modo che la maggioranza politica che scaturirà dalle urne sarà frutto di una vera operazione antidemocratica, una operazione ad escludendum, con meno del 70% degli aventi diritto che non deciderà un bel nulla, ma sarà una esigua minoranza a deteminare d'ufficio una vittoria che sarà non solo una beffa, ma anche un vulnus istituzionale che speriamo i prossimi sappiano non solo correggere ma far sparire, anche perchè la ruota gira e prima o poi tutti vanno all'aopposizine senza avere uno straccio di strumento per criticare, controllare e incalzare la maggioranza che per 5 anni farà ciò che vuole senza alcun controllo.
...E la chiamano sinistra...
lunedì 18 agosto 2008
Voltare pagina
di Cesare Tabarrini, - Noi Sammarinesi
Si è appena conclusa una fase politica estremamente delicata che voleva formare un nuovo governo povero numericamente (governo delle 7 poltrone) e con pochi auspici di poter veramente essere portatore di stabilità e azioni forti quali sono quelle che la cittadinanza e il Paese tutto attende oramai da svariati mesi.
La fase successiva ha rischiato di essere fotocopia della precedente in quanto è chiaro che i due schieramenti non hanno inteso minimamente cedere le posizioni di coalizione e di precoalizione formatisi di fatto e note agli occhi di tutti.
Il cosiddetto “governo dei 31” se avesse avuto luogo avrebbe avuto comunque problemi sia di insediamento che di durata; come il precedente non avrebbe avuto la forza di compiere nemmeno una delle pur buone azioni presentate e che sarebbero state auspicabili per la Repubblica.
L’unica scelta responsabile da parte delle forze politiche è stata quella di sciogliere il Consiglio Grande e Generale per rimettere il mandato agli elettori con le elezioni anticipate.
È stato infatti doveroso per ogni rappresentante politico, che si dica tale, far presente al Paese che in quelle condizioni l’unica azione da mettere in campo, al di là delle sigle e dei colori partitici (anteponendo gli interessi del Paese a quelli personali o di schieramento) era far tornare la voce ai cittadini e dare così l’autorevolezza alla democrazia che contraddistingue San Marino da secoli.
Ed è stato importante che si sia giunti a questa conclusione al fine di non ritardare ulteriormente la soluzione dei gravissimi problemi ancora stagnanti e fermi sul tavolo, scelte fondamentali che incidono sull’economia del Paese e dei sammarinesi.
In questo momento, secondo quanto stabilito dalla nuova legge elettorale, si genera la chiusura di un percorso della vecchia legge elettorale e la nascita di una nuova fase in cui sarà finalmente possibile far governare il paese da una coalizione forte e vincente, in alternativa al vecchio sistema di “fare politica”.
Una fase in cui sarà possibile rimettere chiarezza davanti agli occhi dei cittadini che potranno finalmente scegliere a chi affidare il destino della propria Repubblica.
In ogni nascente coalizione tutte le individualità sono indispensabili, la storia e il percorso di ognuno sono parte integrante della storia del nostro paese e del futuro della Repubblica.
Ogni giorno sui quotidiani nazionali e italiani assistiamo ai segnali che preannunciano la tempesta in arrivo. I fulmini sono l’anticipo della burrasca, il tempo è giunto ed è ora di cambiare pagina ed agire prima che sia troppo tardi.
Agire per difendere degnamente la nostra Repubblica dai nemici, interni ed esterni, che non hanno nessun amore per San Marino ma hanno un grande affetto per i propri interessi.
A tutt’oggi è oramai evidente che si sia chiuso un ciclo. La vecchia politica ha fallito.Non è stata capace di seguire e dare risposte alle esigenze del Paese e dei suoi cittadini, concentrata solo su come perpetuare se stessa e i suoi rappresentanti.Il Paese ha bisogno di una nuova politica, fondata sull’obiettivo principe di restituire dignità, forza e valore alla nostra Repubblica, in tutte le sue espressioni.
Il percorso di intenso confronto intrapreso dalle forze politiche, che potrebbe portare alla costituzione delle prossime coalizioni, va continuato e approfondito con responsabilità per arrivare quanto prima a dare ai cittadini schieramenti e contenuti su cui ragionare per operare la loro scelta. Non su chi si considera vincente o più forte ma su chi sarà ritenuto capace di mettere in campo e perseguire gli obiettivi che ha scelto di porre al giudizio dei cittadini.
Ma ancora più importante sarà mettere in campo il rinnovamento della classe politica. Dovrà essere fatto dai partiti che formeranno le liste di ogni coalizione e sarà necessario mettere da parte le vecchie logiche che per tanti anni hanno dettato le regole della composizione delle liste e della scelta dei candidati. Vincerà chi saprà con maggior forza dimostrare la volontà del cambiamento, non solo sulla carta ma soprattutto nell’azione, nel fare. Capacità di voltar pagina per alcuni e di mantenere il proprio impegno coerentemente rispetto agli ultimi due anni della legislatura passata.
NOI SAMMARINESI è nato perché ogni persona che compone il Movimento non si riconosceva più nella vecchia politica e nel suo vecchio metodo. Tutti insieme abbiamo chiesto al Paese di essere legittimati attraverso il voto. La nostra è stata una scelta onesta e chiara. Abbiamo detto basta alle incrostazioni, ai maneggi, al gioco delle poltrone, allo scontro e alla diffamazione, alla gestione degli affari, al mercato del voto, tipici della vecchia politica.
È con queste motivazioni che, con grande sofferenza e non senza contrasti emotivi personali (molti di noi sono figli di emigrati o emigrati loro stessi), abbiamo dato il nostro appoggio alla modifica della legge elettorale che elimina le preferenze al voto estero. Ma abbiamo anche voluto fortemente essere promotori di un’iniziativa, e ci faremo garanti della sua messa in campo, per rivedere compiutamente l’esercizio del voto nella sua completezza in modo che non vi siano più squilibri tra cittadini interni ed esteri e che, allo stesso tempo, non ci possa più essere il mercato del voto. La delicata questione del voto dei cittadini residenti all’estero e le sue modalità deve essere affrontata mantenendo dignità e diritto per tutti.
La discussione non potrà non prevedere una volontà comune nel coinvolgere sia le comunità che i rappresentanti della consulta dei cittadini sammarinesi residenti all’estero.
NOI SAMMARINESI con onestà, tutti insieme e a tutti i livelli, continuiamo a porci di fronte al Paese. Noi crediamo nella possibilità di una politica nuova e abbiamo fiducia che la politica del bene comune abbia il sopravvento.
I cittadini sammarinesi sono maturi, consapevoli e stanchi dei “giochini” dei politici, della vecchia politica, del metodo oramai consunto di modificare gli assetti per non cambiare nulla. È il momento di dimostrare alla politica che è ora che San Marino torni ai Sammarinesi.
giovedì 14 agosto 2008
Terzo Polo
di Roberto Ciavatta e Marino Antimo Zanotti
L’intervista rilasciata ieri da Claudio Felici ci ha incoraggiato a scrivere questo comunicato.
Felici sostiene che chiunque pensi di creare un terzo polo lo può fare solo per interessi personali.
A noi pare invece che attualmente chi persegue interessi personali o di bandiera si adagia in uno o nell’altro schieramento, appena abbozzati, più per gradi di antipatia che per affinità politico programmatiche. Due schieramenti dettati più dalla speranza di condividere un piccolo spicchio di potere evitando ogni rischio, ogni scommessa di cambiamento.
Ci pare che a San Marino, anche in relazione agli sviluppi politici di questi ultimi due anni, ma senza dimenticare le responsabilità di PSD e PDCS nel governo del paese nell’ultimo quarto di secolo, ciò che sarebbe naturale, se non intervenissero le solite valutazioni utilitaristiche, sarebbe proprio un terzo polo.
Una terza coalizione con al suo interno quelle forze che si sono spese per lo svecchiamento della politica e hanno condiviso assieme, in maniera trasversale, battaglie importanti e vittoriose, non ultima quella sulle preferenze dei cittadini residenti all’estero.
La nuova legge elettorale viene per ora affrontata con le vecchie logiche dell’ammucchiata, e viene discussa dalle stesse persone, che per voce di Felici non si tireranno indietro. Certo è che chi lo dice si troverebbe in grande difficoltà se questo succedesse, non avendo fatto mai altro.
Data questa situazione, per dare una reale possibilità di scelta alle centinaia, migliaia di persone che hanno creduto in un cambiamento a cui, dopo un paio di anni, sembra non credere più nessuno, per evitare che chi ha creduto e votato nel 2006, e poi ai referendum del 2008, contro la vecchia elite politica asserragliata nei suoi fortini, debba finire per svendere le sue speranze a un polo democristiano o ad uno egemonizzato dall’ex PSS, ci pare un dovere che le forze attive del paese disegnino la strada per una possibile terza via.
Noi, a scanso di equivoci e senza i tatticismi che di certo condurranno i partiti a formalizzare le loro “appartenenze” solo al termine ultimo della scadenza per evitare di capitare nella coalizione che i sondaggi danno perdente; dichiariamo ora che per quanto ci sarà possibile cercheremo invece di dar vita proprio ad un terzo polo in cui possano trovare casa le forze politiche che non vogliono contribuire al ritorno al potere di uno o l’altro rappresentante del passato, nella convinzione che questo nostro impegno (programmatico e relazionale) possa smuovere un po’ le acque e convincere qualche altra forza politica, che le speranze che la cittadinanza ha posto su coloro che sembrava potessero garantire un cambiamento non possono andare svendute ancora una volta per interessi di partito o per la sola speranza di continuare a stare al governo comunque, con chiunque, a prescindere dal fatto che si stia con chi ha appena cercato in parlamento di lasciare le cose com’erano, per poter ripetere quella vergogna della compravendita del voto estero che noi abbiamo filmato nel 2006, e contro la quale abbiamo sporto due denuncie, una delle quali corredata del nome di un politico sammarinese coinvolto, che ancora la magistratura non ha inteso prendere in mano.
Con chi difende quegli interessi lì, non si può cambiare.
Esortiamo chi crede ancora che il suo ruolo di rappresentante della cittadinanza comporti il rischio di stare all’opposizione pur di perseguire le proprie battaglie senza meticciamenti, a lavorare assieme a noi (e a chiunque vorrà) per dar vita a questo respiro di speranza, che altrimenti sarà soffocato.
lunedì 11 agosto 2008
Un mondo in guerra
di Alessandro Corbelli - Presidente PD Sammarinese
Un mondo in guerra. Come sta dimostrando in questi giorni la drammatica esclation di violenza tra Russia e Georgia sulla questione legata al destino dell'Ossezia, continuano a essere tanti i focolai accessi, i conflitti irrisolti. Alcuni, grazie all'occhio attento dei media e dell'opinione pubblica finiscono dentro le nostre case e nelle nostre discussioni. Altri, per ragioni strategiche e geopolitiche sono conflitti delicatissimi dai quali dipende il futuro equilibrio del mondo. Altri ancora sono sconosciuti ai più, proprio perchè non rientrano nelle prime due categorie. Non per questo, però, possono essere dimenticati. Considerando tutte le guerra ancora in corso nel mondo, e se ad esse aggiungiamo quelle conclusesi negli ultimi 5 anni, il numero di donne e uomini che hanno perso la vita in teatri di guerra arriva alla raccapricciante quota di oltre sette milioni e settecentomila morti. Questo rapporto - il cui materiale è reperibile sul sito di Peace Reporter - vuole fare luce su tutti i conflitti aperti nel mondo. E' dovere di tutti non dimenticare chi ancora oggi soffre a causa della guerra e fare qualsiasi cosa possibile per provare a fermare queste mattanze.
In tal senso, anche un piccolo Stato come quello di San Marino ha l'obbligo morale di adoperarsi concretamente svolgendo a pieno titolo il delicato e neutro ruolo di mediatore di pace, mettendo a disposizione le proprie diplomazie e infrastrutture, ospitando le organizzazioni ed i leaders politici del mondo favorendo il diaologo ed il confronto politico tra le nazioni ed i popoli bellegeranti, organizzando gli aiuti umanitari.
Il candidato che vorrei
di Giorgio Chiaruzzi
All'indomani della stagione elettorale intervengo a titolo personale nel dare un messaggio ai Giovani e ai cittadini. Nella speranza che finalmente vengano prese in considerazione le caratteristiche necessarie di un candidato che oggi intende servire lo Stato, oltre a quelle indiscutibili caratteristiche come l'onorabilità e l'etica morale coerente con quella professata, oggi è necessario valorizzare le competenze e la formazione personale dei candidati, oggi ampiamente diffuse in tutta la società sammarinese. Quindi un messaggio trasversale e aldilà delle parti politiche deve trovare il suo faro nella conoscenza e nella coscienza intellettuale, in sostituzione ad un'inproduttiva concorrenza ideologica.
Sotto alcuni messaggi a favore e altri contro alcuni obiettivi tangibili e di facile riscontro:
Per:
- la MERITOCRAZIA che la Repubblica di San Marino merita;
- la FORMAZIONE, le COMPETENZE, l’esperienza e la loro coerenza con il settore di impegno politico nel ruolo istituzionale ricoperto;
- la QUALITA', l’efficienza e l’efficacia della pubblica amministrazione a traino di un sistema economico;
- la pianificazione, la comunicazione e la condivisione dei progetti politici e nazionali;
- la formazione universitaria, professionale e politica dei candidati, oggi determinante per sostenere la competitività di un paese;
- la valorizzazione delle competenze, delle professioni e della qualità nella gestione della cosa pubblica,
- i valori della famiglia, del senso civico, della cittadinanza attiva, della partecipazione alle decisioni nella trasparenza delle sedi decisionali;
- una politica delle competenze, del merito e dei progetti;
- la visibilità e la trasparenza del voto in Consiglio Grande e Generale, nel rispetto, nella verificabilità e nella trasparenza verso i cittadini elettori su quanto dichiarato da ogni singolo Consigliere o gruppo consigliare nell’espletamento politico in sede decisionale e in coerenza con gli obiettivi dichiarati in sede di programma politico;
- l’indipendenza dai gruppi di potere e di interesse particolari e non collettivi;
- l’autonomia intellettuale dei candidati;
- l’azione e il coraggio politico nell’integrità della Repubblica di San Marino;
- la cultura del benessere economico basata sul merito e sulla conoscenza;
- una pubblica amministrazione basata sulla qualità delle professioni, selezionate con bandi di concorso pubblico a selezione delle migliori competenze per servire lo Stato;
- i Giovani candidati meritevoli e che sanno stare in piedi con le proprie gambe.
Contro:
- l’abuso del voto segreto in Consiglio Grande e Generale;
- le strumentalizzazioni, l’ostruzionismo e l'immobilismo politico e progettuale;
- il clientelismo politico a scapito della qualità necessaria al servizio dello Stato;
- una classe politica che non possiede gli odierni minimi livelli formativi e di conoscenza personale certificata e riconosciuta, quale strumento oggi necessario al più alto impegno per lo Stato;
- un sistema della pubblica amministrazione basato sul clientelismo;
- la cultura del benessere economico basato sulla legge del più furbo;
- la bieca concorrenza partitica che va a scapito del bene comune.
La fiducia è che in questa campagna elettorale si sposti il metro di valutazione e di confronto dal vecchio sterile scontro ideologico, secondo il quale il bene del paese è di una o dell'altra parte politica, a favore dell'intoduzione trasversale di valutazioni sui veri binari della qualità della gestione dello Stato, nell'altissima rilevanza che oggi hanno i bagagli formativi delle persone candidate e che in qualsiasi parte politica si mettono al servizio di un unico bene del paese.
Zanzara Tigre: oltre il danno la beffa!
di Alberto Masi
Che un’Ape avesse la targa, lo sapevo, ma che l’avesse anche la zanzara tigre mi è nuovo. Non sono in vena di battute, anzi…
Dico questo perché mi sono visto recapitare a casa una multa di 250 euro in base all’ordinanza della legge 104 del 18 settembre 2007. La legge sulla “aedes albopictus” (zanzara tigre).
Vado per ordine.
Da 8 anni sono il proprietario di quella che è conosciuta come Villa Malagola.
Da 8 anni sogno di andarci ad abitare con la mia famiglia.
Da 8 anni sto cercando invano di restaurarla.
Da 8 anni lotto con lo stato per avere i permessi così da riportarla allo splendore di un tempo.
Da 8 anni sono sempre al punto la partenza.
Da 8 anni non faccio che rimetterci soldi giorno dopo giorno.
Dopo 8 anni mi ero quasi convinto che per lo stato non esistessi, visto che la mancanza di risposta ad ogni mia richiesta.
Dopo 8 anni scopro invece che invece per o stato esisto…solo per le multe.
Vengo multato per l’incuria del giardino della villa, ma cosa ci posso fare se mi impediscono di eseguire i lavori all’interno? Se faccio i lavori senza i dovuti permessi, vengo multato. Se non faccio i lavori -vado contro l’ordinanza che dice di tenere in ordine i giardini- e vengo multato.
Sembra il ritornello di una canzone: “Vengo anch’io…no tu no. Ma perché? Perché no”.
Però non mi arrendo.
Mi sono informato ed ho scoperto che il controllo delle proprietà private non viene fatto in modo capillare, ma su segnalazione di qualche cittadino.
Mi rifiuto di pagare questa multa. Non è giusta. Non solo perché non ho potuto ristrutturare la casa, ma anche perché l’ordinanza sembra essere in vigore per alcuni cittadini. Gli altri ne sono esentati per oscuri motivi.
Basta fare un giro (anche intorno a casa mia) per rendersi conto che la zanzara tigre non ha solo “la targa Villa Malagola”, ma molti altri cognomi. E se qualcuno vuole l’elenco non deve far altro che chiedermelo.
Non è da oggi che le multe vengono fatte solo ai “nemici dei nemici”. Lo dimostra un articolo pubblicato su La Voce di Romagna il 5/9/07: “Sanzio Castelli, Medicina Generale, Alessandro Casali, Centro Naturalistico, Dario Felici, Servizio Igiene Urbana, e Renaldo Renzi, Servizio Igiene Ambientale, hanno fatto il punto della situazione in seguito all’allarme relativo alla zanzara tigre…Per quanto riguarda le proprietà private, Castelli dice: Le richieste di bonifica arrivate agli uffici competenti sono risultate scarse. Quindi serve un intervento capillare e non più a macchia di leopardo”.
A distanza di un anno…niente di nuovo sotto il sole.
giovedì 7 agosto 2008
Sì alle Olimpiadi dello sport
di NICOLA SELVA
Responsabile Gruppo Sport
degli EuroPopolari per San Marino
Domani iniziano le Olimpiadi di Pechino. Gli atleti di ogni parte del mondo daranno il massimo per battere i propri avversari. Qualcuno dice che l’importante è partecipare, altri, che conta solo vincere. Una cosa è certa: se non si partecipa, di sicuro non si vince. Ed allora, buona partecipazione a tutti. Questo è l’augurio che voglio fare come uomo di sport, agli atleti sammarinesi che partecipano alle Olimpiadi di Pechino e auspico che ciascuno possa dare il meglio di sé, nel più ampio spirito olimpico, e che possano rappresentare e onorare la nostra piccola Repubblica. Dopo le tante polemiche sul boicottaggio delle Olimpiadi, sono particolarmente soddisfatto della partecipazione di tutti gli atleti all’evento, perchè chiedere allo Sport di ovviare alle mancanze della Politica e dell’Economia non sarebbe stata la scelta più giusta. Boicottare in generale non porta ad alcun risultato, e sarebbe risultato inefficace, in quanto gli assenti non parlano e vengono presto dimenticati. I giochi olimpici sono una grande festa dello sport che nessuno può, e deve politicizzare, sono il più importante ed atteso evento sportivo a livello mondiale e rappresentano la massima espressione di spirito sportivo, correttezza e sana competizione, ovvero di quella tradizione che fa dello sport uno stile di vita. dove la partecipazione conta più della vittoria, e sono una grande opportunità per affermare una idea di Pace e di democrazia mondiale.Per capire che lo sport non e' solo una questione di record e di classifiche basta rileggere la storia contemporanea attraverso la storia delle Olimpiadi, ricordando l’afro-statunitense Jesse Owens quando vinse quattro medaglie d'oro davanti agli occhi di tutto lo stato maggiore tedesco, o la grinta di Tommy Smith, che conquista il record del mondo salutando dal podio, in segno di protesta contro la discriminazione razziale.
Mi auguro vivamente che questa Olimpiade, offra alla comunità internazionale un valido esempio di convivenza tra persone delle più diverse provenienze, nel rispetto della comune dignità e possa far riflettere le Autorità Cinesi di aprire non solo al consumismo ma anche e soprattutto iniziare, seppur di un piccolo passo, quel cammino verso un processo di democratizzazione e di apertura da sempre auspicato, in termini di diritti civili e umani.
"Monica Bollini usata come testa d'ariete dal Psd"
di Mattia Guidi (AP)
L’Eroina di San Marino, la guida dei Sammarinesi per le Libertà, ha sfoderato uno dei suoi trucchi; dopo aver tentato di costituire il governo del “circo psdsuddcspl” ora scopre la chicca che tutti i conservatori del mondo le invidieranno: la distruzione di una legge elettorale che prevede lo stravolgimento di uno status quo malato e marcio fino al midollo. Ho parlato di conservatorismo perché abrogare parzialmente o totalmente una legge innovativa come quella elettorale, recentemente adottata, significherebbe tornare al passato e azzerare le battaglie che hanno sortito un buon frutto, uno dei pochi colti durante gli ultimi anni: il tentativo da parte di Monica Bollini, usata come “testa d’ariete” dal partito guida del “centro-sinistra”, di eliminare la norma antiribaltone o l’intera legge elettorale suona quanto mai sospetto.
Pare che la sopraccitata voglia mantenere il clima di instabilità politica degli ultimi anni privando i cittadini di un potere che è loro di diritto poiché viviamo in una democrazia non solo formale ma sostanziale. Forse la Bollini e i suoni mandanti vorrebbero mantenere il clima di “ricattabilità” della stessa politica da parte dei “poteri forti”, ma non voglio essere così cattivo nei suoi confronti; potrebbe non essersi accorta di cosa significhi la norma anti ribaltone e magari, non avendola compresa, ha pensato fosse inutile.
Ma il tocco finale, quello che farà risorgere gli immigrati “fin dalla notte dei tempi” (a migliaia) è l’abrogazione dell’articolo 7, quello che Alleanza Popolare ha sempre tenacemente difeso e che ci avrebbe portato, gradualmente, a risolvere il problema del voto estero.
Dopo la seduta del Consiglio Grande e Generale di lunedì, sono sempre più convinto che Alleanza Popolare abbia fatto la scelta giusta nel rompete con “certa parte” della politica. Infatti il Psd ha mostrato nuovamente la sua vera identità, quella di un “mostro informe” senza progetti per il paese e con un unico scopo: il mero mantenimento del potere e la spartizione dello stesso al suo interno.
Una nota anche per i giovani del Psd, abituati a rispondere ai comunicati solo su ordine dei “padroni” del loro partito. Consiglio ad essi di evitare mistificazioni della realtà perché i cittadini sammarinesi non sono sciocchi come taluni vorrebbero farli apparire, dicendo loro che il Psd è stato il primo (con Ddc, Su e Spl) a consegnare le dimissioni dal Consiglio Grande e Generale, quando ha trattato fino all’ultimo con Sinistra Unita nel tentativo di farle “strozzare” gli Europopolari. E’ vero o no che il Psd ha consegnato le dimissioni del suo gruppo consiliare alla Reggenza dopo Ap, Nps, Ns, Ps e An nella mattinata del 29 luglio?
Le bugie hanno le gambe corte!
mercoledì 6 agosto 2008
A proposito di giornalismo e a chi le spara più grosse
Caro direttore Guardigli,
sono un lettore saltuario del blog, un po' più del sito San Marino Notizie.
Vorrei però proporle una riflessione sul giornalismo a San Marino, dato che lei se ne è occupato spesso.
In queste ultime settimane sui quotidiani sammarinesi si leggono diverse notizie che riguardano noi cittadini o residenti, tutte di cronaca e praticamente tutte avvenute fuori territorio.
Ieri su un giornale c'era una curiosa notizia di due sammarinesi fermati in discoteca a Riccione sabato scorso che come due "furboni" si sono praticamente autodenunciati facendo scoprire ai carabinieri che avevano della droga in auto.
Parlando con un amico giornalista a Rimini, ho cominciatoa prenderlo in giro perché il suo giornale non aveva questa notizia che invece era molto divertente. Ieri pomeriggio mi ha chiamato per dirmi una cosa che mi lasciato molto perplesso.
Facendo una verifica con i carabinieri, gli avrebbero detto che a loro non risultava nulla del genere e che la notizia era falsa, tanto che il responsabile avrebbe anche dichiarato che quel giornale non è nella loro mailing list a cui inviano i comunicati.
Ci sono rimasto davvero male perché nel pezzo si diceva proprio che erano stati segnalati alle autorità dai carabinieri.
La settimana scorsa, invece, su un altro giornale, si parlava di un accoltellamento a Londra dove forse erano coinvolti dei sammarinesi ma che questo non risultava nè al dipartimento affari esteri nè all'interpol.
Oggi su un altro giornale ancora, si legge di una sammarinese stuprata a Rimini ma che alla gendarmeria non è arrivata alcuna segnalazione "formale".
Io, sinceramente comincio a dubitare un bel po' dei giornali sammarinesi. Sembra che ognuno la spari sempre più grossa tanto è difficile verificare certe notizie.
Ma non c'è un'autorità oppure un organo che possa intervenire sulal veridicità delle notizie che escono sui giornali?
Grazie per l'attenzione che vorrà dedicarmi
Un lettore deluso
martedì 5 agosto 2008
Le incoerenze di AP
di MarcOne
venerdì 1 agosto 2008
La politica ha fallito nuovamente e integralmente, nessuno escluso.
di MarcOne
mercoledì 30 luglio 2008
Serve una legislatura costituente
di Alessandro Corbelli
Ora occore spiegare cosa non ha funzionato
In questo contesto, pervasivo anche della realtà sammarinese, nel mese di luglio si era scritto un buon programma, più attento dei precedenti ai bisogni della popolazione, con misure sociali, tutela del territorio, sostegno al reddito, infrastrutture di pubblica utilità ed una apertura sui diritti civili.
E il 28 luglio di questo programma, di come realizzarlo, si sarebbe parlato nelle piazze in festa.
E invece occorre ora spiegare cosa non ha funzionato , occorre tornare a chiedere fiducia alla popolazione scusandosi però di non avere avuto abbastanza coraggio e forza per mettere in discussione i reali rapporti di forza nel Paese. E’ bastato che il nuovo programma accennasse al ruolo centrale dello Stato e dei suoi Uffici per la pianificazione urbanistico-territoriale che i poteri forti si sono mossi con l’ultimo colpo di teatro.
Non so se arriveremo ad elezioni che ci permettano di uscire dall’attuale pantano, non credo ad ipotesi di larghe intese che rafforzano unicamente lo status quo. Probabilmente sconteremo i ritardi e le contraddizioni che il centro-sinistra nelle sue varie edizioni ha avuto nel realizzare i suoi progetti; l’attenzione alla redistribuzione della ricchezza, al potenziamento dello stato sociale sono restati troppo a lungo in un “tra poco” la cui partenza era di volta in volta ostacolata da personalismi, contingenze, mediazioni infinite.
Benché sia ora nel cassetto, quel programma, nato dalla mediazione tra differenti forze politiche e che tratteggia un modello di sviluppo attento alle fasce più deboli della popolazione, non è stato una perdita di tempo, quanto piuttosto un tentativo di contrapporre una progettualità solidale alle tentazioni autoritarie e qualunquiste del nostro tempo.
martedì 29 luglio 2008
Perché nessun intervento per il Turismo?
di Erik Casali Vice Segretario Nuovo Partito Socialista
E allora mi domando, perché ripetere gli stessi sbagli tutti gli anni?
Perché non intervenire su parcheggi cari, i cui costi ricadono sullo Stato? Perché permettere che vi sia un sistema mafioso che organizza viaggi e comitive con alla testa guide prezzolate, che una volta per regolamenti e leggi dovevano restare nel pullman e lasciare in carico alle guide Sammarinesi? Perché non si è potenziato l’Ufficio Guide di San Marino, lavoro qualificante, nobile, educativo e di buon livello culturale, creando nuovi posti di lavoro?
Perché permettere che il Centro Storico abbia perso le antiche caratteristiche, a cominciare dalla cartellonistica che dovrebbe essere sempre nella madre lingua italiana, con eventuale traduzione accanto in altre lingue?
Come mai non si sono ancora restituiti compiti e competenze allo Stato, nel nome di quell’ENTE DI STATO PER IL TURISMO, nato proprio per promuovere l’immagine e l’offerta commerciale della nostra antica Repubblica? Perché pagare ancora consulenze ad aziende forestiere e tenere in piedi Osservatori del Turismo che a nulla servono? A chi servono questi consulenti esterni, tutta gente che non venderebbe un frigo in Africa neanche per sbaglio? A chi vanno i soldi dello Stato usati in Fiere in Germania, Francia, e ogni dove, se di tedeschi, francesi e altri non vi è ombra?
Perché il Kursaal è sempre vuoto? Quando faremo i Congressi? Con il tariffario in vigore credo che solo i partiti politici ed i sindacati faranno Congressi, che visti i risultati, se ne potrebbe fare a meno.
Vorrei invitare chi è nella stanza dei bottoni e si occupa di Turismo a vivere una giornata tipo di un turista che arriva sul Titano, e che dopo essere stato costretto a parcheggiare in aperta campagna, deve pagarsi il pullman per arrivare in centro, oppure usa una navetta, ognuna di dimensioni e colore differente, segnalata da un foglio A4 sui finestrini con su scritto NAVETTA GAPS, una navetta che difficilmente ritroverà al ritorno, visto la mancanza di cartelli e di segnali di fermata.
Un turista che non troverà quei punti di riferimento tipici di ogni posto a vocazione turistica, come noi e la nostra tradizione vorremmo e dovremmo essere, ma che purtroppo stanno rovinando anno dopo anno, una manica di incompetenti, che fa il paio con alcuni animati da forti interessi personali
La superstrada San Marino-Rimini
di MarcOne
Un venerdì come tanti altri per pendolari, turisti e sammarinesi che transitano sulla superstrada San Marino-Rimini. Ore 17.31 siamo a Dogana, ore 18.14 siamo a Rimini, 43 minuti di abusi ai danni della Repubblica, ai danni dei turisti, ai danni della nostra economia. Il primo semaforo che si incontra è in territorio del Comune di Ospedaletto e non si conosce il motivo della sua esistenza visto che anche il codice della strada parla chiaro sulla necessità della regolazione del traffico con semafori. Quello in prossimità del Mercatone Uno è, se possibile, ancora peggio. Ma dove casca l'asino è vicino a Ghigi, dove una coda kilometrica arresta il traffico: tutti in fila in un serpentone immobile. Dopo la svolta per la Grotta Rossa ci sono due semafori inutili o forse utili ad interessi particolari. Insomma, mediamente ci vogliono 40 minuti per andare da Dogana a Rimini a causa del fatto che l'Italia si è dimenticata che quella supestrada nasce da un accordo bilaterale per il collegamento veloce fra due Stati con tanto protocollo e di firme e, che nessuno dal Titano gli ricorda l'esistenza. Il rispetto di tali accordi è oggi più che mai necessario per la sopravivenza di tutta l'economia di San Marino ma occorre anche rendersi disponibili a progettare insieme una nuova viabilità, eliminando tutti i semafori, chiudendo gli attraversamenti inutili e costruendo, magari anche con l'aiuto dei denari sammarinesi, svincoli e sovrappassi idonei ai bisogni. Quella strada chiamata super, deve divenire una autostrada veloce con limiti identici a quelli autostradali. Se qualcuno ha voglia di leggere i giornali di questi giorni si accorgerà che per la viabilità del circondario si è fatto e si sta facendo molto, ma per la superstrada, ricordiamo, la seconda più pericolosa dell'Italia, non si è fatto nulla. Sarà anche colpa dei sammarinesi che accettano supinamente di essere multati all'andata e al ritorno, sarà anche colpa dei politici che da anni non fanno alcuno sforzo per riportare gli accordi bilaterali fra due Stati al rango che meritano, nel reciproco rispetto di paesi sovrani e amici.
giovedì 24 luglio 2008
Asilo Maestre Pie di Borgo Maggiore: ricordi di un passato
di Patrizia Righetti
Domenica 26 ottobre 2008 a Borgo Maggiore alle ore 13 ci sarà un incontro conviviale con le Maestre Pie che nel corso degli anni hanno lavorato in questo Castello.
Per l’occasione si è formato un gruppo di lavoro con l’intento raccogliere documenti, fotografie e ricordi per la realizzazione di un dvd: ”ricordi di un passato” che verrà proiettato durante l’incontro.
Tutti coloro che vogliono partecipare all’iniziativa o hanno fotografie del tempo( che verranno scansionate e consegnate in breve tempo) possono telefonare o scrivere a :
Anna Rita:apodeschi@omniwy.sm
Brunella: brunella@omniwy.sm
Patrizia:3357343381
Piera: 3356671979
Rosanna: 0549 992060
mercoledì 23 luglio 2008
Finalmente
di Franco Santi - Membro del Consiglio Direttivo del PSD
Finalmente i fautori della crisi del progetto di centro sinistra si sono manifestati pubblicamente. Evviva, era ora!!!
Le note di merito finiscono qua, perché se è vero che il loro ultimo gesto può portare, dopo mesi di verifiche, ad un chiarimento del panorama delle alleanze e degli equilibri politici, nonché del ruolo dei cosiddetti poteri forti, è altrettanto vero che i nostri piccoli “eroi” hanno dimostrato, anche se dichiarano esattamente il contrario, un totale spregio delle regole democratiche, delle istituzioni e del loro ruolo, il tutto a totale beneficio dei loro personalissimi interessi di parte.
Ora, cari amici e compagni, tiriamo fuori gli attributi.
Abbiamo una grande sfida di fronte. Una sfida che possiamo riassumere in tre passaggi fondamentali che con urgenza dobbiamo compiere:
1) salvare il nostro progetto politico, l’unico nel panorama sammarinese che possegga una visione programmatica di medio lungo periodo in grado di cambiare il nostro Paese;
2) azzerare il gruppo dirigente del nostro Partito, non per vendetta, ma semplicemente come conseguenza degli eventi, come presa d’atto di un evidente fallimento ed anche soprattutto per rispetto verso gli iscritti, verso le idee e la tradizione che il Partito rappresenta da sempre nel Paese, per dare un chiaro segnale di rinnovamento e di trasparenza;
3) rilanciare con grande convinzione la scelta strategica della coalizione del centro sinistra, impegnando tutto il partito a ricondurre un alleato strategico e fondamentale come Alleanza Popolare nell’alveo degli accordi del 2006 e proporsi contestualmente, con forza e convinzione, al giudizio del Paese attraverso le elezioni anticipate.
Solamente attraverso queste tre azioni forti, politicamente coraggiose, avremo la possibilità di mantenere un barlume di dignità politica di fronte agli elettori, di fronte ai nostri iscritti, di fronte a noi stessi.
La politica è una cosa seria, riguarda tutta la comunità, una comunità che non può più permettersi di essere guidata da spregiudicati arrivisti, privi di qualsiasi moralità e senso dello Stato.
Stiamo assistendo ad un vero e proprio colpo di Stato, siamo di fronte a precise strategie destabilizzanti con un preciso e chiaro disegno: impedire l’affermarsi dell’alternanza democratica, non permettere agli elettori di decidere quale Governo deve governare, continuare a condizionare l’agenda politica con la minaccia dello spostamento calcolato di equilibri di potere.
Il momento è molto grave cari amici e compagni. Oggi più che mai è necessario uno slancio di partecipazione e di passione politica da parte di tutti, con la consapevolezza di dover giocare una sfida decisiva che va affrontata con determinazione e con la forza delle idee e del senso di identità che ci deriva dalla nostra autonomia e tradizione democratica.