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lunedì 27 ottobre 2008

Diritti negati e coscienze sporche

di MarcOne

Dalla sentenza del Giudice Felici, contro il diritto di voto a circa 800 sammarinesi alle prossime elezioni, emergono alcuni fatti e si desumono tutte le criticità di un sistema neofeudale dove pochi possono vivere al di sopra delle regole.
Prima di tutto occorre far emergere la responsabilità politica di un atto irresponsabile quanto lesivo del diritto fondamentale di voto che in democrazia è tutto ed è tutelato da precise disposizioni interne e sovranazionali. La politica ha creato un mostro costituito da 800 impossibilitati a votare. La causa è da ricercare in una condotta politica inadatta a far parte di un parlamento e del responsabile degli Interni (di Ap) che doveva verificare pro, contro e criticità di un provvedimento che ha creato un vulnus e segnalare ancor prima del voto, le conseguenze che si sarebbero verificate a danno dei cittadini. Questo è un dato molto chiaro che emerge anche dalla relazione del Giudice il quale dice che il Consiglio Grande e Generale doveva riaprire i termini per la revisione delle liste e non lo ha fatto. Tutti colpevoli con qualche irresponsabile più colpevole di altri perchè sapeva ed ha taciuto fin dalla sua preparazione. Sul merito della sentenza ha ragione l'avv. Bonelli, in quanto il Giudice ha sbagliato nettamente a valutare, poichè la modifica intervenuta è seguente alla chiusura delle liste, quindi il ricorso si poteva fare solo dopo aver saputo del problema creato e non prima. Il fatto che la sentenza di un qualsiasi giudice sia definita inapellabile, lascia esterefatti i giuristi di tutto il mondo e fa inorridire il diritto e la nostra Carta dei Diritti nonchè ogni principio più elementare che dà facoltà a chiunque di ricorrere in tutti i gradi di giudizio possibili.
L'abbaglio del Giudice Felici è evidente ed è chiaro che occorre fare ricorso al Collegio dei Garanti poichè è di tutta evidenza che 800 persone non potranno votare perciò non potranno esercitare un diritto fondamentale e tutelato. Dai giornali si apprende che nella sentenza, Felici si nasconde dietro un "...
l'enunciazione di un diritto di per sè non è sufficiente a far maturare il diritto stesso senza precise leggi che lo rendono attualbile...". Tutti sanno bene che invece la Carta dei Diritti enuncia dei principi precisi e inequivocabili come pure le leggi. Quando tutti sanno bene che non esiste una legge che indica chiaramente come usufruire della mensa e come devi esercitare il diritto alla pastasciutta, oppure come esercitare il diritto allo sciopero, tuttavia in questo paese si sciopera e si mangia... Sfugge il perchè gli 800 non possono votare.
Un principio che il Giudice dovrebbe ripassare e con lui tutti i Consiglieri é, al cittadino è consentito tutto, fatto salvo quanto espressamente vietato dalla legge. Il diritto al voto rientra nel diritto naturale, cioè fra quei diritti fondamentali e indisponibili quali i diritti politici e sociali per i quali non c'è necessità di chiarire, ma solo di esercitare. In effetti lo Stato per attuare il diritto di voto mette già in campo una complessa struttura organizzativa che appunto ne consente l'esercizio e lo rende possibile. Pertanto il diritto di voto attivo e passivo non si può sospendere o impedire solo perchè gli 800 non si trovano, loro malgrado e senza alcuna colpa, nelle liste, e nemmeno perchè qualcuno si è dimenticato di inserirli o di segnalarlo alle autorità. Adesso c'è chi lo ha segnalato e riaprire le liste è il minimo che si possa fare in uno Stato di Diritto autentico. Gli 800 elettori dovranno andare fino in fondo e invalidare le elezioni, se sarà necessario, con l'aiuto delle corti supreme internazionali, perchè una simile sentenza grida vergongna per un paese che ogni giorno non smette di stupire per la sua mancanza di intelligenza e di rispetto per i diritti fondamentali. In tanti si riempiono la bocca di principi e morale...
Cosa hanno fatto in Consiglio per impedire di arrivare a questa situazione?
Sentire che uno [omissis] segretario di stato con il fedele funzionario si compiacciono per non avere infranto la legge, suona come le dichiarazione dei vecchi burocrati dell'URSS che si nascondevano dietro le carte per non affrontare la questione dei diritti di tutti, quelli da difendere sempre e comunque ad ogni costo. Sarebbe stato più equo un impegno fattivo a riaprire le liste elettorali con sentenza che lo stesso segretario agli interni (di Ap) doveva sollecitare al Collegio Garanti per dimostrare che sostiene i diritti dei cittadini e non una parte politica. Ma si perde sempre l'occasione per fare la cosa giusta e altruista! A parti invertite, con i signori del Consiglio fuori dalle liste elettorali, mi sarebbe piaciuto vedere come andava a finire?
Ipocriti, San Marino è piena!

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