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lunedì 25 maggio 2009

Ancora su Report: il j’accuse dell’Avv. Antonio Atria, già amministratore di Sogefin sa

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo la lettera aperta che Antonio Atria "da Castelvetrano" ci invia a commento di un pessimo modo di fare informazione, del tutto incline ad insinuare e mai propenso ad avvertire l’obbligo del cosiddetto ‘onere della prova’. La diffamazione, spesso, non passa in modo esplicito, ma in modo ben più sottile essa viene sottaciuta e lasciata intendere, come sospetto, come ipotesi, come dubbio, senza il conforto di alcuna dimostrazione. Questo è il giornalismo sensazionalistico che aborriamo e che non aggiunge nulla al patrimonio d’informazione dei cittadini, bensì toglie, sia in termini di dignità delle persone che in quello di credibilità di carriere costruite, con fatica e abnegazione, in anni e anni di serio lavoro. Questo è solo il giornalismo da dare in pasto ai soliti Censori della Morale Pubblica, ai soliti forcaioli, i quali vorrebbero che la democrazia si garantisse non con la partecipazione informata, consapevole e matura, ma più banalmente attraverso i processi mediatici sommari o addirittura per via giudiziaria. All’avvocato Atria vada tutta la nostra incondizionata solidarietà.


Egr. Direttore,
dalla improvvida iniziativa di un giornalista dedito al sensazionalismo a tutti i costi, mi vedo costretto ad una difesa che davvero non avrei mai immaginato di dovere sostenere.
L'immagine che della mia persona è uscita dalla trasmissione "Report" di domenica 10 maggio scorso, e che mi offende sia come uomo che come professionista, non soltanto è distante dalla realtà - e come tale gravemente lesiva della mia reputazione, tanto da obbligarmi a difendermi nelle opportune sedi giudiziarie - ma è forzata in quanto artatamente creata con l'unico scopo di provocare sensazione.
Il giornalista costruisce un assioma che potremmo agevolmente cosi riassumere: "le mafie raggiungono i paradisi fiscali", "San Marino è un paradiso fiscale", "a Castelvetrano in provincia di Trapani (terra di mafia) vive l'Avv. Antonio Atria", "l'Avv. Atria è amministratore di So.Ge.Fin. S.A.", "alla So.Ge.Fin. è stata revocata la abilitazione ad operare". Ergo: "l'Avv. Atria e Sogefin sono contigui alla mafia e per questa ragione operano a San Marino". Ed a nulla serve affrettarsi a precisare come fa "il giornalista" che "Sogefin non è accusata di mafia", essendo chiaro il fine cui tende il servizio e quanto si intendeva alludere ed ingenerare nel pubblico.
Ma essendo falsi i presupposti da cui parte il servizio è conseguentemente falsa la conclusione cui il paradigma costruito perviene.
Ma vediamo con ordine:
E' falso, in primo luogo che io sia mafioso o, anche latamente contiguo alla mafia!
Non ho parentele o amicizie con personaggi mafiosi!
Non li frequento né li ho mai frequentati!
Nemmeno li assisto professionalmente (ammesso che tale circostanza possa mai rappresentare un indizio di contiguità)!
Paradossalmente nemmeno vivo a Castelvetrano!
Al contrario, come sarebbe facile verificare, ho rapporti personali e professionali con il mondo dell'antimafia, con magistrati, docenti, sociologi, politici che della lotta alla mafia hanno fatto un carattere distintivo della loro vita e che io ho sempre ritenuto un esempio da seguire.
L'unica mia "colpa", poiché tale evidentemente "il giornalista" la ritiene (figurarsi se avesse avuto un qualsiasi altro appiglio!!), è esclusivamente di essere nato a Castelvetrano, circostanza che diventa un marchio con cui timbrare a fuoco di infamia tutti coloro che abbiamo avuto la ventura (o sventura) di nascervi.
Ma Castelvetrano non è soltanto (e con grande dolore) terra di mafia, ma è al contrario un paese contadino, operoso, dalla storia epica (la vicina Selinunte) sede di riferimento di scuole e licei che hanno formato tanti personaggi illustri, che si sono distinti nella storia per il pensiero e le loro azioni.
Penso a Giovanni Gentile, filosofo illustre padre della moderna riforma scolastica; a Gennaro Pardo, pittore moderno che ha caratterizzato la sua epoca. Penso all'ottima scuola di giudici, che da Castelvetrano hanno occupato ed occupano tutt'oggi le cariche più prestigiose della magistratura. Penso ai tanti castelvetranesi onesti che come me vivono con sofferenza il pregiudizio che il luogo di nascita frettolosamente ingenera.
Ma non è falso soltanto che io sia mafioso o contiguo, poiché è falso e calunnioso che nella mia attività di consigliere di amministrazione di Sogefin possa aver compiuto alcunché riconducibile o riferibile alla mafia.
Per il mio tramite (o soltanto in conseguenza della mia presenza), oltre che in assoluto, la Sogefin non ha mai intrattenuto rapporti con soggetti vicini alla mafia.
Come sarebbe facile accertare non ha un solo cliente siciliano (pur cosciente così di perpetuare l'odioso pregiudizio) né comunque riconducibile anche indirettamente ad ambienti mafiosi. Né le ragioni che hanno condotto al suo commissariamento (per quanto contestabili e tuttora sub judice per accertarne la legittimità) hanno mai avuto a che fare con addebiti di qualsiasi natura riconducibili direttamente o soltanto indirettamente a rapporti che hanno anche lontanamente a che fare con la mafia.
Devo sottolineare peraltro, e solo per chiarezza e completezza, che in Sogefin ho svolto sin dall'inizio il ruolo di semplice Consigliere di Amministrazione, per il quale ho ricevuto preventivamente il gradimento di Banca Centrale e non mi sono mai occupato delle attività tipiche, non ho mai avuto deleghe né aperto rapporti di qualsivoglia natura a chicchessia.
Le stesse operazioni segnalate da Banca Centrale erano state da me, dal Consiglio di Amministrazione e dal Collegio Sindacale, contestate all'Amministratore Delegato che le aveva compiute e gestite, il quale si è dimesso proprio in conseguenza dei nostri addebiti di responsabilità.
Daltronde frequento San Marino da tanti anni e nessuno tra le persone, i professionisti e le autorità che conosco (e dai quali forse mi sarei aspettato almeno un cenno di solidarietà) hanno mai avuto da ridire sulla mia persona o soltanto sulla mia provenienza geografica.
Ma che eco giornalistica avrebbe potuto avere una notizia che riguardava me e la Sogefin se ci si fosse limitati a riferire la realtà dei fatti?
A chi potevano interessare le sorti di una delle tante fiduciarie Sammarinesi, per di più una delle ultime autorizzate ed in fase di start up, indipendente, lontana da logiche di appartenenza?
Ecco allora che si monta il caso. Si dice, ma non si dice; si parla di Sogefin parlando della mafia, ma si dice che non è accusata di mafia; si fa menzione di un unico consigliere, guarda caso perché è nato a Castelvetrano, pur guardandosi bene dal dire che è mafioso, consapevoli d'altronde che mafioso non è.
Si dice che la società avrebbe avuto "non meglio precisati rapporti" con Giovanni Picciotto, ma non per se stesso, ma perché figlio di tale Francesco, che forse nel 1970 aveva frequentato un boss mafioso.
Continuiamo con gli assiomi ed i pregiudizi (dai quali questa volta non si sono sottratti i politici Sammarinesi pensando di dare noi in pasto alla stampa, senza rendersi conto di dare invece se stessi in pasto, offrendo uno spettacolo pessimo per mancanza di dignità ed amor proprio).
La Sogefin non intratteneva rapporti di non chiara natura con Giovanni Picciotto. La Sogefin non intratteneva rapporti di nessuna natura con Giovanni Picciotto.
Giovanni Picciotto ha i suoi interessi a San Marino (diversi da Sogefin) e so che nell'ambito di questi gode stima di affidabilità e serietà.
Ma anche a volere per un attimo dare per vero ciò che vero non è, quale rilevanza tale circostanza potrebbe avere ai fini della questione che ci occupa e tanto clamore ha sollevato. Conosco bene Giovanni Picciotto ed escludo con certezza che sia mafioso o soltanto vicino alla mafia.
In tanti anni, né in Sicilia né altrove, lo ho mai visto frequentare nessuno riconoscibile o soltanto riconducibile a fatti di mafia, o compiere alcun gesto o affermato alcunché che manifestasse anche solo un’indole che potesse accomunarlo alla mafia. Conosco meno il padre Francesco. Non mi risulta che sia mafioso, né sia stato mai accusato di mafia. So invece dei rapporti difficili che ci sono sempre stati tra i due.
Ma tutto questo cosa ha a che vedere con Sogefin, con San Marino, con i paradisi fiscali e con la mafia? La verità è che non ci può essere addebitato alcunché percé non c'è nessun fatto o atto che possa giustificarlo. La verità è che se fossi nato ad esempio a Milano, o chissà dove, non avrebbero fatto il mio nome come non hanno fatto quello degli altri consiglieri che siciliani non sono. La verità è che ci vuole tanto a costruire, ma pochissimo a demolire con il dubbio ed il sospetto.
Non lo accetto! E combatterò con tutte le mie forze e contro chiunque, a tutela della mia onorabilità personale e professionale.
Grazie per l'opportunità concessami.

Con stima,

Antonio Atria


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venerdì 15 maggio 2009

Io tifo Carisp

di Francesca Masi su La Tribuna Sammarinese

Il mio primo libretto di risparmio lo ricevetti a scuola. Conteneva 50.000 lire ed aveva una copertina in plastica rossa con su stampato “Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino. Avevo 8 anni, leggevo Topolino e mi sentivo Paperone. All’epoca avevamo un casa in affitto ma qualche anno dopo i miei genitori comprarono un appartamento accendendo un mutuo alla”Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino”
In terza liceo fui eletta presidente dell’Associazione Studentesca: ci servivano fondi per organizzare il veglione e la “Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino” ci diede un milione di lire.
La mia prima auto l’ho acquistata coi soldi della borsa di studio della Scuola di Specializzazione e con un assegno della”Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino”.


Attualmente faccio il medico all’ISS e prescrizioni e certificati si fanno su Carta Azzurra, iniziativa sponsorizzata dalla “Cassa di Risparmio della Repubblica di San Marino”.
Ecco perché voglio bene ad “una banca”. Fa parte della mia storia. E non credo solo della mia.
Non sono un economista ma non mi pare che per la legge di mercato, il mercato occidentale, sia reato investire per ricavare profitti; o sia reato essere lungimiranti ed ampliare i propri orizzonti d’affari; o sia reato capire per primi che per garantirsi una piazza finanziaria competitiva occorre superare i confini di uno Stato, straordinariamente sviluppato e produttivo, ma pur sempre di 60 Km2 e 30.000 abitanti. Eppure anche tentare di esistere diventa illecito nella storia secolare della prevaricazione del più grande sul più piccolo, che millenni di civiltà non hanno smorzato, almeno non laddove ci siano dei soldi. Molti soldi.
E’ una guerra mediatica. Se è una guerra però si deve combattere. Con armi forse spuntate ma indispensabili: responsabilità e dignità. Nel caso i nostri generali non siano in grado di usarle provino a lasciare il comando dell’esercito agli avvocati della Cassa di Risparmio che, almeno fino a prova contraria, ha la sola colpa di averci garantito stipendi, pensioni e benessere. Personalmente, qualora fossi chiamata in prima linea vorrei poter difendere la mia storia. Io tengo per la Cassa di Risparmio .. .e per la libertà.

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giovedì 14 maggio 2009

Ma quale collaborazione, è il momento dell'attacco frontale

di MarcoOne

L'opposizione, non tutta, si arrampica sulla strada della collaborazione con il governo per difendere San Marino, ma i conti non tornano. Lonfernini è rimasto l'unico uomo politico a capire qualcosa oppure c'è ancora qualche uomo libero di pensare con la propria testa? Nel momento in cui vengono date precise informazioni ai cittadini sammarinesi di un segretario di stato che si è fatto intermediario di una vicenda privata per favorire il passaggio delle quote nelle mani del socio straniero e che sono state così traditi tutti i sammarinesi, visto che si insiste a dire che la Carisp è di tutti, e che addirittura egli sia immischiato in una vicenda finanziaria che ha portato il potere finanziario italiano o una sua parte comunque di rilevanza, ad attaccare il sistema San Marino, mettendoci contro Media, Guardia di Finanza, Banca di Italia e potenti lobbies affaristiche, parte della opposizione si trastulla con richiami all'unità!!

Qui occorre fare cadere il governo, allontanare le persone chiacchierate e incapaci che si mascherano dietro una presunta ingenuità di verginelli di primo pelo, e ricostituire le forze sane per costruire una nuova San Marino. Per farlo occorre attaccare su tutti i fronti, lavorare duramente per far crollare un castello di stupidaggini costruite su fondamenta di letame.
Ci si meraviglia che la Dc ancora non abbia capito che il lupo perde il pelo ma non il vizio, e che su questa strada si perderanno ancora consensi perchè i cittadini non sono stupidi e capiscono bene.
In pochi mesi si è caduti dalla padella alla brace, peggio di così il governo non poteva fare, lasciando nelle mani di un uomo solo il controllo delle operazioni.
Non è un caso che le telecamere della RAI siano uscite insieme alla GdF e che alcuni giornali controllati da Sopaf & C. abbiano sostenuto e sostengono l'operazione di distruzione dell'immagine di San Marino. Ma l'immagine è solo un paravento.
Infatti, chiunque avesse il controllo della Carisp, avrebbe il controllo su San Marino, avrebbe il potere smisurato di far collassare o meno il nostro sistema finanziario ed economico in soli 5 minuti. Oppure controllarlo per utilizzarlo a proprio piacere. Oppure per far fallire qualche azienda scomoda, piuttosto che altri disegni criminogeni.
Che piaccia o meno è nostro sistema e che l'Italia non può giudicare, altrimenti come giustamente scrive R. Faetanini su Tribuna il reato di falso in bilancio...? E, aggiungo, l'attività mafiosa e di evasione fiscale più grande del mondo? Chi è quel paese che è condannato più degli altri per il mancato rispetto della legge? Chi è quel paese che vive sommerso nell'immondizia e che fa delle tangenti il rapporto di lavoro preferito? Esiste un accordo bilaterale fra due stari sovrani che garantisce la nostra sopravivenza.
La opposizione dovrebbe preoccuparsi che tale accordo non venga cancellato con uno nuovo penalizzante perchè tutte queste vicende lasciano presagire che lo scopo sia proprio quello: firmare un nuovo accordo nel momento di maggiore debolezza ed essere costretti ad accettare tutto.
Saggio sarebbe rimandare tutto a momenti migliori, con un governo nuovo, spendibile che sappia entrare nelle stanze di Roma ma anche in quelle della UE e di Washington con dignità e raccogliere risultati.

MArcOne


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martedì 12 maggio 2009

Umiltà e mea culpa

di Mattia Guidi (AP)

La puntata di Report è passata, così come l'iniziale bufera giornalistica della carta stampata e dell'informazione in generale. Giunti ad oggi, ci sono due aspetti da cogliere, che evidentemente provengono o da interessi contrapposti o da punti di vista differenti. C'è un'opposizione che non comprende la differenza fra problemi politici e problemi giudiziari e strumentalizza ciò che in questi giorni ha investito

la nostra amata Repubblica, un comportamento veramente spregiudicato. Non tengono conto del fatto che tutti siamo amareggiati e tutti siamo colpiti da quello che è capitato. Non comprendono che questo loro modo di agire, che ricorda perfettamente quello dei precedenti governi, non fa altro che peggiorare la nostra posizione pubblica e l'immagine già sbiadita di San Marino soffre ulteriormente. Ma pare che questo a loro non interessi, l'importante è fare polemica e attaccarsi ad ogni appiglio per fendere il governo, non capendo che così colpiscono ulteriormente tutto il Paese.
Già la pessima figura che l'On. Stolfi ha fatto di fronte alle telecamere di Report, dovrebbe essere un valido motivo di vergogna per lui e per l'opposizione. E' veramente deprimente notare che nemmeno in situazioni di emergenza, la nostra politica abbia la capacità di essere unita e conforme ad un solo impegno ed obiettivo.
In contrapposizione a tutto questo "tam tam" di strumentalizzazioni e polemiche deleterie, c'è un governo che ieri ha convocato l'Ambasciatore d'Italia, c'è un'area politica che propugna la difesa senza mezzi termini della Carisp e del sistema così come oggi lo vediamo. Dicono che i cittadini sammarinesi dovrebbero "voler bene alla banca storica”. Francamente a me un'affermazione simile mi sa di "presa in giro", se permettete io posso voler bene all'Eccellentissma Reggenza ma non ad una banca, che resta un operatore economico. Ma vista la brutta figura che il Segretario Gatti ha voluto fare di fronte alle telecamere della Rai, così accompagnando il collega Stolfi, non mi stupisco più di niente ma insisto a volerne parlare nonostante la recidività della situazione.
Il governo annuncia che "esprimerà indignazione all'ambasciatore d'Italia" per ciò che Report ha mandato in onda su Rai Tre. Se la strategia è quella di negare "fino alla morte", questa è la strada. Ma, cari cittadini sammarinesi, quella mostrata da Report, a parte la faziosità, le imprecisioni e le stupidaggini – che pure ci sono state – è la realtà delle cose che non coinvolge tutta l’economia sammarinese ma che non è per niente estranea al nostro Paese. Uno dei punti più bassi di questa vicenda è che “non c'è niente di nuovo sotto il sole”, tutti conosciamo la situazione di San Marino, ma l'aria omertosa che si respira è paragonabile a quella di un quartiere camorristico”.

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lunedì 11 maggio 2009

San Marino massacrato da Report e dalla vecchia politica

di Paolo Malpeli
Sono un Cittadino Sammarinese residente, che oggi 11 Maggio 2009, dopo il programma televisivo Report andato in onda la serata del 10 Maggio, è molto arrabbiato, dispiaciuto, costernato, allibito e non riesco a trovare parole per esprimere il mio sentimento. Ieri sera ho assistito ‘impotente’ al massacro del mio Paese, un massacro continuato per due ore e le uniche voci che cercavano, inutilmente, di controbattere, erano nella maggior parte dei casi le stesse che ci hanno portato a questo punto.

Mi sento molto impotente e il mio pensiero va alla classe politica che non solo resta muta e inconcludente, ma non riesce neanche a riunire il Consiglio Grande e Generale per discutere della grave situazione senza contrapposizioni di parte. In questo momento i nostri politici dovrebbero comportarsi come ‘’BUONI PADRI DI FAMIGLIA’’, ma la sensazione è che per loro la famiglia sia solo la convenienza.
Come può una classe politica che è al potere da decenni riportare alla normalità una situazione venutasi a creare durante i loro mandati e poter ripristinare il buon nome della nostra Repubblica?
Cari concittadini, una cosa che non riesco a spiegarmi è come in tutte le elezioni, e ne abbiamo fatte!, siano eletti sempre gli stessi politici e, soprattutto, con un numero di preferenze così elevate. Leggiamo spesso sui giornali delle discussioni, fra fazioni politiche, su nominativi di personaggi italiani che dovrebbero ricoprire importanti incarichi a San Marino e non solo nella Pubblica Amministrazione, ma anche in società o banche private, ma è possibile che non ci siano sammarinesi in grado di ricoprire almeno alcuni di questi posti di prestigio e responsabilità?
Tutta la società di San Marino, dai politici, ai sindacati a tutte le associazioni di categoria, non fanno che parlare di giovani che devono crescere e prendere il posto dei vecchi dirigenti e politici, ma ormai stanno diventando vecchi anche i giovani a forza di aspettare, perché non viene data loro nessuna possibilità in qualsiasi ambito, specialmente politico.Sono sicuro che il sentimento di tristezza nel vedere il nostro Paese trattato e considerato come lo hanno mostrato nella trasmissione televisiva è condiviso da molti concittadini e farebbe piacere che i nostri politici si muovessero in fretta, per dimostrare a tutti che il Paese può e deve cambiare in meglio e ritornare a essere la Repubblica di San Marino amata dai nostri vecchi genitori e da noi.

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IO AMO SAN MARINO

Di Pier Paolo Guardigli – Direttore di SanMarinoNotizie.com

Nella catena di controllo della democrazia di un Paese civile la politica ha un suo rilevante potere, ma ce l’ha anche l’informazione. Si afferma che il giornalista deve essere il “cane da guardia” della politica, ovvero fungere da attento osservatore e controllore delle dinamiche politiche. Ma è lecito chiedersi: e chi fa, allora, il cane da guardia dell’informazione? Mi auguro vivamente che nessuno risponda: la magistratura! Poiché in questo caso la catena di controllo (e di comando) finisce tutta nelle mani di un solo organo dello Stato, trasformandosi così da democrazia in magistratocrazia. Peggio sarebbe, poi, se a questa domanda si rispondesse ‘la magistratura’ e poi, per estensione del quesito, si dicesse che a sua volta questa dovrebbe essere controllata dalla politica, innescando così un circuito vizioso senza via d’uscita.
Il giornalismo d’inchiesta, perno fondamentale dell’informazione, si basa sul fatto che si debba offrire al lettore (ascoltatore o spettatore che sia) tutta una serie di documenti, di fonti, di testimonianze affinché questi possa farsi una propria, autonoma e fondata opinione sui fatti accaduti e descritti. Diverso, invece, è il giornalismo militante: in questo caso è l’opinione del giornalista (o della testata a cui appartiene) che prevale e le fonti, le testimonianze ed i documenti saranno utilizzati esclusivamente (e con abilità spesso artificiosa) a dimostrare la tesi pregiudizialmente sostenuta.

Nella trasmissione Report di ieri abbiamo assistito a questo genere d’informazione, portato per giunta alle estreme conseguenze, nel quale il solo scopo finale era quello di dimostrare una tesi precostituita e faziosa. Direi che ci sono riusciti perfettamente. Gli strumenti sono semplici: travisare non per “informare” ma per “deformare”, usando stratagemmi tecnici (il montaggio), la scelta delle risposte da mandare in onda, un uso ispettivo delle telecamere e (dulcis in fundo) la compiacente collaborazione della Guardia di Finanza e soprattutto della Procura di Forlì: mi chiedo, infatti, chi avesse mobilitato gli operatori di una sola trasmissione televisiva durante l’arresto degli indagati (e ricordo, concetto mai abbastanza ripetuto, che di “indagati” si tratta, e non già di colpevoli: saranno per fortuna altri a giudicare la colpevolezza o l’innocenza degli interessati, non certo le impietose, ideologiche e giustizialiste telecamere di Report).

Mi rincresce che molti (tecnici e politici) coinvolti nella trasmissione, e forse blanditi dalla prospettiva di avere un palcoscenico di rilievo internazionale, si siano fatti convincere a concedere un’intervista a chi, qualsiasi cosa essi avessero detto, aveva già formulato le proprie risposte per lo spettatore. Grave ingenuità, che non perdono a persone così esperte e navigate, con altissime responsabilità.

Questo mi dà l’agio, oltretutto, di esprimere qui la mia più sincera e sentita solidarietà a tutti gli indagati dalla Procura di Forlì, quelli di ieri e quelli di oggi; questo almeno fino a quando, passati per tutti i diversi gradi di giudizio, non verranno definitivamente dichiarati colpevoli (e nella speranza che la magistratura italiana si attenga a rigidi principi di equità, come ha già saputo fare la Cassazione, non dimentichiamolo!).

Non saranno né i giornalisti (o meglio ‘gazzettieri’) “militanti” dallo scandalo facile, né gli inquirenti con bizzarri teoremi precostituiti a farmi cambiare sentimento nei confronti del mio Paese. Io amo San Marino e credo che vi siano i presupposti affinché si possa riscattare il nostro plurisecolare buon nome. Ma ci vorrà il tempo, una pazienza certosina, il dominio dei nervi e soprattutto una volontà politica condivisa. Ecco, appunto, ‘condivisa’. E’ qui che si innesca il mio peggior dubbio. Avendo visto come, fra esponenti del governo ed altri dell’opposizione, si sia indugiato con astio in gravissime accuse reciproche, temo che lo spaccamento interno possa divenire l’unica efficacissima arma dell'aggressore esterno per soverchiare il nostro Paese, inondandolo di accuse infamanti (collusione con la mafia, riciclaggio, istigazione all’evasione fiscale, concorrenza sleale e chissà quali altri capi d'accusa).

Se il “dìvide et ìmpera”, che i poteri forti della penisola tentano di applicare per annientare uno ‘scomodo’ vicino di casa, avrà ragione e sopravvento, allora possiamo già da oggi dichiararci sconfitti. Ma se in questa terribile aggressione, anzi, vera e propria “guerra fredda” sapremo restare uniti, non facendoci illudere che se ne possa trarre profitti per battaglie politiche interne, se riusciremo a non farci accecare dall’astio politico domestico e soprattutto personale, se sapremo fare fronte comune, allora forse potremo recuperare credibilità, forza e con esse la giusta progettualità per uscire dal vortice in cui ci stanno cacciando.

Vedremo chi, fra noi, dimostrerà con i fatti e con le parole di amare San Marino: da parte mia vigilerò soprattutto su questo. Da oggi sarò attento a valutare chi intende lavorare per il mio Paese e chi (per interessi propri, di parte, di casta, di famiglia, di lobby o più biecamente personali o aziendali) si comporterà danneggiando la mia amata Repubblica. Registrerò con attenzione chi, fra noi, ha già pronunciato sentenze di colpevolezza del nostro sistema, senza appello; chi si farà troppo facilmente ammaliare dai deboli teoremi dell’accusa; elencherò gli sciacalli che cercheranno profitti dal massacro della nostra economia, della nostrà comunità, della secolare sovranità. Non tollererò più giochini e giochetti sulla pelle dei sammarinesi, gente onesta, laboriosa, affettuosa, solidale. Fuori da San Marino i traditori della Patria.

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giovedì 7 maggio 2009

Pediatria a San Marino: situazione insostenibile

di: Un Gruppo di Genitori
Chi scrive è un gruppo di genitori che usufruisce del servizio pediatrico sammarinese. Negli ultimi mesi ci siamo impegnati per questo servizio con la speranza che qualcosa cambiasse in meglio. Qualche piccolo passo c’è stato, se pensiamo che nel pomeriggio abbiamo quasi sempre trovato due pediatri per l’ambulatorio delle urgenze, con netta diminuzione dei tempi d’attesa e la possibilità conseguente, da parte del medico, di poter dedicare più tempo a ciascun bambino.

Fin qui le cose sembravano migliorate di molto con poco impegno.
Dalla fine di giugno si rischierà di tornare alla situazione di prima in considerazione del fatto che anche nei periodi estivi passati i genitori sono stati costretti a lunghe attese in spazi ristretti.
Nel servizio pediatrico si sono avvicendati molti medici, alcuni hanno scelto spontaneamente carriere fuori dall’ISS, altri sono stati costretti ad interrompere il loro sevizio perché non compresi all’interno di un organico numericamente misero rispetto alle nuove esigenze della popolazione.
Dal prossimo giugno si ripeterà la buona vecchia storia di San Marino, andrà via un altro medico perché l’organico deve essere ridotto indipendentemente dall’esigenza della popolazione. In questo modo i nostri figli saranno nuovamente rimpallati fra un professionista e l’altro.
L’associazione “Probimbi” ha cercato di mediare con la direzione generale, riuscendo anche a comunicare con il direttore dott. Pier Paolo Pasini, in merito all’ampliamento dei locali pediatrici. Ma non capiamo come sia possibile ampliare gli spazi e ridurre il personale senza considerare che questo porterà disservizi all’utenza.

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martedì 5 maggio 2009

Li aspettavamo al varco...

di: MarcOne

Li aspettavamo al varco...
Dopo Asset si sono uditi solo insulti, polemiche, ramanzine e sermoni che nulla hanno portato di buono e di nuovo.
Qualche uomo lungimirante aveva perfino agitato il cappio per impiccare qualcuno.
Oggi, capita la stessa identica cosa e direttori di giornale già azionisti, così come improbabili governanti ed ex tali, pure loro azionisti dell'imputata banca, corrono in difesa tirando in ballo il buon nome della Repubblica...
Delle due l'una: la Repubblica è sempre sovrana e da difendere, sempre oppure ci sono persone che meritano di essere difese ed altre meno...

Che spettacolo signori! C'è sempre chi è figlio di un dio minore e c'è sempre chi si sveglia troppo tardi e giunge a conclusioni tardive o piuttosto volutamente tardive, quindi di parte e non obiettive, cioè che non servono alla collettività ma solo ad una parte.
Occorre aprire gli occhi e ragionare per il bene del paese.
E' incredibile come la classe politica abbia nuovamente fallito nei propri compiti primari e come perseveri nell'errore nonostante i fatti parlino chiaramente ed inequivocabilmente.
La necessità di svincolarsi dall'Italia è ormai un tema politico che nonostante lo si sia voluto lasciare sotto il tappeto, come si fa nelle case sporche nascondendo la polvere, è venuto fuori con tutta la sua dirompenza, grazie ad un atteggiamento inconmprensibile della controparte (ex buonvicini ed amici) italiana.
Sono finite tutte le lune di miele, gli accordi e le filippiche di Frattini e dei proconsoli che si sono susseguiti e che dai vari pulpiti si sono udite negli ultimi tempi.
L'Italia sta aggredendo San Marino con una morsa che di questo passo toglierà ossigeno vitale alla Repubblica e si rende più che mai necessario avere un back-up, una via di uscita, collegandosi in rete con altri sistemi bancari e finanziari di altri paesi, fare sistema con i piccoli stati chidendo alla UE deroghe che garantiscano la sopravvivenza di comunità minuscole che la storia ha già decretate innocue sotto ogni punto di vista.
I malviventi e le organizazioni criminali non sono qui, così come non è qui il riciclaggio di denaro sporco, la droga ecc ecc.
Ci sono voluti mesi prima di smantellare una per una tutte le accuse di un PM che mette in discussione gli accordi firmati fra due Stati sovrani e la Cassazione lo boccia, mesi e solchi profondi lasciati sulle persone, arrestate con stratagemmi degni dei film contro i quali nessuno ha mosso un dito per difendere i nostri cittadini.
Oggi che sulla graticola ci sono anche cittadini italiani che qui hanno operato per anni e che le accuse sono altrettanto pesanti vedremo quale profilo terrà la politica, se ancora sarà genuflessione oppure ci sarà la reazione.
I nostri presunti politici si sono accorti solo ora del problema, forse perchè prima facevano battute sui soldi nelle mutande e se la ridevano in vista del cambio di governo.
Oggi il nuovo governo ha fallito nuovamente ogni possibile obiettivo che servisse a terminare gli assalti italiani, nonostante si sia svenduto il nostro patrimonio sovrano con accordi penalizzanti e vessatori, nonostante ci si sia piegati e inginocchiati davanti all'Italia, aprendo anche le mutande, la guerra del forte contro i deboli continua, e questo è un grande fallimento per un governo che si diceva difensore degli interessi sammarinesi ed aveva come primo obiettivo il ripristino del rapporto con l'Italia: se questo è il buongiorno dopo la firma degli accordi capestro!! Esiste solo una via per ripristinare la Repubblica ed i suoi assetti: distaccarsi dall'Italia, fare alleanze nuove, nuove politiche, fare rete e sistema con i piccoli stati, andare alla UE e insieme chiedere deroghe in vista di un ingresso ponderato e negoziato non con i vicini, ma direttamente a Bruxelles.Per anni si è rimandata la discussione sull'ingresso nella UE per dedicarsi a fare una porcheria di legge elettorale che consegna in toto il potere nella mani di una maggioranza che per essere tale deve rubare d'ufficio i seggi alla minoranza, ma che razza di democrazia è questa? La classe politica ha fallito ogni suo possibile obiettivo, occorre mandarli a casa subito, una nuova legge elettorale democratica poi tutti al voto per poi mettersi al lavoro per ricostruire il paese.

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venerdì 24 aprile 2009

L’altro Islam. L’altra San Marino

Di: Giuseppe Della Balda, su: La Tribuna

Sono rimasto veramente impressionato dalla relazione di Carmen Lasorella svolta recentemente ad un meeting del Lions Club dal titolo: “l’altro islam”. Sono stati molti i messaggi che ci ha inviato ammiccando garbatamente a San Marino ed alle sue potenzialità che spero tutti abbiano recepito.
Carmen ci ha parlato di un mondo arabo che pur avendo costruito le sue fortune sul petrolio, oggi ne può fare a meno. Di un mondo arabo che privilegia il fare rispetto al dire, che mentre gli altri parlano loro fanno, che investono su cultura, ricerca, green economy, servizi avanzati, TLC di altissimo contenuto tecnologico, area internet, comunicazione digitale, incentivazione degli investimenti stranieri, regole chiare e certe ed infine: chi sbaglia paga!
Il fatto che io sia rimasto impressionato ma anche depresso, deriva dal fatto che mentre la nostra autorevole relatrice ci raccontava le cose vere, quelle che ha visto e l’esperienza che ha avuto e perciò assolutamente credibili, la mia mente ripercorreva i momenti in cui si è realizzato il primo asilo nido in soli 60 giorni, il nuovo ospedale in 24 mesi, l’edilizia sociale in 3 anni, la metanizzazione del territorio in 4 anni il varo della Carta dei diritti senza stravolgere le vecchie istituzioni, la riforma tributaria e la legge bancaria per ammodernare lo stato e prevenire eventuali distorsioni, si garantiva la piena occupazione e si orientavano gli investimenti in funzione delle nostre reali necessità, si progettava e realizzava in tempo reale l’altra San Marino senza copiare da nessuna parte. Ricordi precisi i miei e facilmente documentabili nella concretezza dei fatti.
Il brusco arresto di questa capacità realizzatrice con l’avvio di un periodo avventuroso ed incerto, basato su di un petrolio virtuale ma anche limitato nel quale ogni giorno rischiavamo di rimanere annegati, ci ha fatto forse smarrire la strada che è quella di progettare il futuro senza lasciarsi trasportare dalla corrente che normalmente è alimentata da chi soffia più forte sul collo della politica. La maggior parte dei paesi europei non dispone di petrolio che compera dal mondo arabo, eppure questi riescono a progredire ugualmente perché sanno programmare senza essere costantemente in emergenza e senza correre continuamente dietro alle falle che si aprono.
I più intelligenti dei paesi arabi sanno già quando il petrolio finirà ed hanno già in mano il carburante sostitutivo: quello della conoscenza che noi invece abbiamo dimenticato,trascurato e perfino disprezzato tanto Windows ci sorregge sempre con la sua meravigliosa applicazione del copia/incolla. In questo modo i cervelli si sono spenti, altri sono stati emarginati, tanti non hanno mai ricevuto le informazioni necessarie per compiere quel virtuoso percorso del conoscere-sapere-decidere che sta alla base di ogni possibile progresso.
Troppo tardi per rimediare? Da buon ottimista mi sforzo a dire di no e mi sforzo anche di immaginare l’altra San Marino che è quella che vorrei. La San Marino che voglio non è l’interesse di qualcuno ma il futuro di tutti dove l’amore è un bicchiere di vino che non finisce mai! Questo era il mio personale augurio, di fine anno, ai tanti amici. Questo è in sostanza il mio augurio, sempre on line, rivolto a tutti i sammarinesi, a quelli che vogliono rincominciare a sperare, a progettare, a realizzare e, per dirla con le parole di Antonella Mularoni: “una San Marino che sappia trovare una collocazione internazionale degna della sua lunga storia e dei valori sui quali per secoli si è fondata la coesione della nostra comunità. Ci sono molti giovani sammarinesi bravissimi, attaccati ai nostri valori ed alle nostre tradizioni più belle, che rappresentano la migliore garanzia per il futuro” Bene! Utilizziamo questi valori e queste capacità per fare un progetto dell’ “altra San Marino” adottando una nuova bussola della politica per aiutare tutti coloro che intendono impegnarsi per realizzare questo grande sogno.
Una idea di questo tipo non troverà oppositori ma solo collaboratori convinti e motivati. Ancora grazie a Carmen Lasorella per averci riacceso il lumicino della speranza.

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mercoledì 22 aprile 2009

Collaborare sì... essere sotto scacco no!

Di: Salvatore Marino - SanMarinoOGGI

Il coinvolgimento della Comunità Europea in tema di lotta al riciclaggio di denaro frutto di attività illecite ha cominciato ad emergere all’inizio degli anni ‘90, con la progressiva realizzazione della libera circolazione dei capitali e alla conseguente presa di coscienza della necessità di perseguire una politica criminale comune al fine di impedire che il completamento del mercato unico potesse compromettere la sicurezza dei cittadini degli Stati membri.

Muovendo dalla constatazione che uno dei metodi più efficaci per combattere la criminalità in ogni sua forma consiste nel privare i criminali dei proventi dei reati. Per questo l’8 novembre 1990 gli Stati membri del Consiglio d’Europa hanno firmato la Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato.

Il documento prevede che gli Stati che aderiscono alla Convenzione si impegnino a prendere tutte le misure necessarie a procedere alla confisca di beni e di strumenti provenienti da reati di riciclaggio, nonché all’adozione delle misure legislative atte a consentire l’impiego di speciali tecniche di investigazione che possano agevolare l’identificazione e il ritrovamento dei proventi.
Gli Stati sono inoltre tenuti a collaborare fornendo tutte le informazioni relative all’esistenza, all’ubicazione, alla natura, allo stato giuridico e al valore dei beni suscettibili di confisca. Allo scopo di evitare che coloro che procedono al riciclaggio possano avvantaggiarsi dell’anonimato per svolgere le proprie attività criminose, gli Stati membri ritengono necessario che gli enti creditizi e finanziari procedano all’identificazione dei clienti che eseguono operazioni che superino l’importo di 15.000 euro, nonché di coloro i quali effettuino operazioni di valore inferiore, laddove sussista comunque il sospetto di riciclaggio.
Le informazioni fornite dagli enti creditizi e finanziari devono essere inviate alle autorità incaricate della lotta al riciclaggio dello Stato membro in cui è situato l’ente creditizio in questione, e non possono essere utilizzate per scopi che esulano dalla lotta al riciclaggio; gli enti creditizi e finanziari sono inoltre tenuti ad instaurare efficaci procedure di controllo interno tese ad impedire il compimento di azioni legate al riciclaggio.

L'AIF DI SAN MARINO A San Marino è stata costituita l’Agenzia Indagini Finanziarie (AIF) che ha come specifico compito vagliare le segnalazioni pervenute e attivare autonomamente controlli. Nell’ambito del Piano d’azione contro la criminalità organizzata varato nell’anno 1997, il Consiglio e la Commissione sono state invitate ad avanzare proposte tese a sviluppare ulteriormente la normativa in tema di confisca dei proventi di reato e relativo riciclaggio. Ciò attraverso l’istituzione di speciali procedure miranti a facilitare l’individuazione e il sequestro dei proventi di reato, la previsione di sanzioni dissuasive a carico di chi non rispetta l’obbligo di rendere note le operazioni finanziarie sospette e l’impiego di strumenti monetari elettronici e di Internet per facilitare la lotta al riciclaggio.

È L'ITALIA A SPINGERE Le operazioni di riciclaggio, però, sono quasi sempre attività che implicano movimenti di denaro a livello transnazionale, con passaggi estremamente rapidi di capitali da un paese all’altro. In questo contesto è quindi essenziale che tra le forze di polizia e le autorità giudiziarie vi sia la massima collaborazione ed un continuo scambio di informazioni. Ed è proprio questo l’obiettivo cui tende l’azione europea su paesi come la Svizzera, Autria, Lussemburgo e la Repubblica di San Marino. Ma ancor di più è l’Italia a 'spingere' affinchè sia più semplice e efficace il rapporto di scambio di informazioni con il Titano.
In questo contesto, come per i paesi membri UE, sono previste anche attività formative per gli organi inquirenti, nonché l’obbligo per ciascuno degli Stati di elaborare una guida che indichi in che modo sia possibile ottenere informazioni e precisi il tipo di assistenza che può essere fornita ai fini della lotta al riciclaggio; tali guide dovranno essere ben precisate sotto l’aspetto oggettivo: informazioni richieste a seguito di gravi indizi di riciclaggio e/o evasione fiscale supportati da un minimo di elementi probatori. Oramai è necessaria una regolarizzazione delle informazioni, constatato che sia gli Stati Uniti che La UE hanno ritenuto fondamentale, al fine di riassettare il sistema economico finanziario e far emergere mld di euro sommersi a causa dell’evasione fiscale e riciclaggio di denaro derivante da attività illecita.
Evadere è un’attività illecita, pertanto, è giusto perseguire chi evade ed è altrettanto corretto fornire le informazioni necessarie, garantite da un protocollo certo d’intesa. Se ciò non verrà fatto, non solo si potrebbe rischiare la minaccia dall’esclusione dalla white list, ma senza mezzi termini, ci si ritroverebbe invasi da soggetti, non istituzionali che, pur non avendo alcuna autorità si potrebbero impossessare di informazioni sensibili che potrebbero essere utilizzate per fini sconosciuti, insomma, una sorta di “ricatto”.

DISPOSIZIONI INTOLLERABILI Non è tollerabile che dipendenti di enti finanziari (es. Cartasì) con una semplice delega da parte dell’Istituto, debbano interrogare la clientela degli Istituti di Credito Sammarinesi, violando le più semplici ed ovvie regole della privacy, giustificando tale violazione nell’identificazione del reale beneficiario. Le domande che stanno ponendo ai titolari di carte di credito emesse a San Marino, sono lesive non solo della professionalità delle banche sammarinesi, che hanno già provveduto all’identificazione della clientela, ma anche dei soggetti “interrogati” che pur di non essere “maltrattati ingiustamente” con domande insinuanti, riconsegnano la carta di credito all’emittente. La domanda che ci si pone è: “Perché non sono state delegate le banche o gli uffici finanziari del Titano ad effettuare tali accertamenti? La Corte di Cassazione italiana non ha sentenziato recentemente che le banche sammarinesi sono assimilabili a quelle italiane? Ed allora perché questo “finto” allarmismo, solo per approfittare di un momento di debolezza nei rapporti fra i due Stati?

È bene ricordare a tutti che la Repubblica di San Marino nell’elenco dei paesi denominati “paradisi fiscali” non viene citata e l’Ocse non l’ha inserita tra i paesi che nascondono i proventi da evasione fiscale e che non collaborano con l’Unione Europea (fonte: Italia Oggi e Sole 24ore).

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lunedì 20 aprile 2009

Governo e Bcsm devono difendere gli interessi di San Marino

Di: Emilio Della Balda – Presidente Banca Commerciale Sammarinese

La Banca Centrale, venerdì scorso, ha presentato il suo nuovo presidente a tutte le rappresentanze bancarie e finanziarie. Il dottor Bossone ha formulato un saluto improntato alla concretezza manifestando chiaramente gli indirizzi che vuole dare alla Banca Centrale. Ha sostenuto la necessità di uscire da una fase delicata e difficile con un progetto sistemico che preveda il puntuale accoglimento delle direttive internazionali; un adeguato posizionamento nella globalizzazione curando la competitività, la professionalità, la trasparenza e la modernizzazione. Partendo dalla convinzione che un piccolo sistema come il nostro è più fragile di quelli grandi, ha espresso la necessità di migliorare l’organizzazione e le procedure, di fare molta attenzione alla selezione della clientela, di usare rigore e professionalità, con l’obiettivo di riconquistare una reputazione danneggiata da un particolare accanimento mediatico esterno e da episodi negativi del passato.

La volontà espressa dal nuovo Presidente di operare con la collaborazione di tutti gli intermediari finanziari è importante anche perché il problema del risparmio, della finanza e del credito ha una rilevanza di sistema e pertanto va assoggettato a continui aggiornamenti e riordini sui quali gli operatori possono dare un qualificato contributo. D’altronde, in questo momento di difficoltà è in gioco il futuro economico e industriale del Paese che non può reggere alle sfide mondiali con un sistema finanziario limitato, localistico e poco efficiente. È sicuro che un mercato finanziario sano alloca capitali, attrae investitori, crea lavoro specializzato e sostiene la crescita. In questi ultimi quattro anni sono stati fatti notevoli passi in avanti attraverso un’imponente normazione dalla quale bisogna muovere per trasformare, con tenacia e intelligenza, la crisi che stiamo subendo in una nuova opportunità per San Marino.
Il sistema bancario e finanziario è cresciuto anche per merito di proprietà lungimiranti che hanno saputo rinunciare a dividendi per patrimonializzare le aziende, nonchè per un forte e brillante impegno professionale degli addetti al settore.
La Banca Centrale ha il delicato compito di guidare il processo evolutivo allo scopo di creare un centro finanziario di alto livello fondato sul continuo aumento delle professionalità, introducendo servizi innovativi, dando priorità alla formazione dei sammarinesi tramite l’Università e le specializzazioni all’estero, studiando nuovi prodotti non soggetti alla sempre più pesante euroritenuta.
È dunque importante che sia il governo, sia la Banca Centrale mettano sempre in primo piano e difendano strenuamente gli interessi di San Marino in tutte le sedi, puntando a strutture internazionalizzate, slegate completamente dall’arretrato sistema bancario italiano che cerca di colonizzarci imponendo la propria inefficienza e costi eccessivi che non si riscontrano in altri stati della UE. Anche se non sarà facile, dovremo rendere popolare e accessibile il progetto di sviluppo del centro finanziario convincendo, con validi argomenti, che è indispensabile uscire in fretta dal localismo con una strategia che rispetti le normative e gli accordi internazionali; che preveda il passaggio di informazioni ufficiali aggregate, precise e affidabili, nel pieno rispetto della riservatezza; che punti ad una libera offerta dei nostri prodotti e servizi finanziari all’estero con buoni livelli di competitività; che valorizzi la presenza della Repubblica nel Fondo Monetario Internazionale; che promuova nelle giuste sedi l’immagine di una San Marino perbene. Va però detto con la massima chiarezza che sviluppare separatamente un progetto finanziario non porterebbe da nessuna parte. E’ pertanto indispensabile che la politica predisponga con urgenza un piano strategico per il Paese nel quale va inserito il progetto bancario e finanziario. E’ la politica che deve definire il sistema San Marino per i prossimi dieci anni; un sistema che funzioni, che punti all’eccellenza, dove si rema tutti nella stessa direzione dell’interesse nazionale. Ciò significa che è anche ora di smontare le vecchie trincee, di abbandonare definitivamente le politiche ideologiche e settarie del secolo scorso, di procedere ad un radicale e generale rinnovamento e di mettere al di sopra di tutto il bene comune.

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mercoledì 15 aprile 2009

Giovani provocazioni

Di: Roberto Ciavatta - Ass. Culturale Don Chisciotte

Il Segretario alla Cultura, Romeo Morri, pare ossessionato dalla “priorità droga”.
Che a chi in più occasioni ha ostentato pregiudizi verso i giovani (tutti drogati, alcolizzati o giù di lì; dei “poco di buono” a cui porre freni), si sia deciso di affidare la delega alle “politiche giovanili” non mi pare un buon segnale.
In linea con la “repressione preventiva” delle iniziative giovanili, subito squalificate come pericolose, questo governo ha bocciato Istanze d’Arengo di alcuni suoi stessi gruppi giovanili.Finché si vedrà ogni assembramento giovanile come una fucina di possibili irregolarità, sarà difficile uscire da questa spirale di pregiudizi che terminano regolarmente in accuse, delle quali però non si ricerca mai la causa.

Morri dice che i ragazzi usano droghe e alcol, e che da ora in poi ci sarà “tolleranza zero”. Ma ci si chiede che cosa conduca eventualmente questi giovani a farlo?
Spesso sarebbe sufficiente fumarsi una canna (che si tratta di una provocazione devo specificarlo?) per voltare lo sguardo sulle cause piuttosto che condannare gli effetti: causa del disagio giovanile, che può anche condurre agli esiti denunciati, è proprio la loro mancanza di prospettive, in un paese a misura di vecchio!
I giovani non hanno rappresentanza (a parte qualche “giovane antico”, spesso più vecchio – per opportunismo – dei vecchi a cui si è legato in cambio di un favore), sono allo sbando, non hanno luoghi in cui incontrarsi che non siano a pagamento, devono uscire dal confine per conoscere gente nuova, sono stati scippati dei valori, delle idee, sono stati privati di certezze sul proprio futuro (che pensione per un ventenne di oggi?), vivono la precarietà come condizione esistenziale (sul lavoro – grazie a co.co.pro. e interinale).
Se si volesse affrontare il “disagio giovanile”, si dovrebbero valutare le cause e risolverle, ri-dare un futuro ai giovani, vederli come risorsa e non come “problema”. Quante associazioni giovanili si spendono a tempo perso? Perché fare di tutta l’erba un fascio (è pertinente sia l’erba che il fascio!) e non distinguere i tanti giovani (ad es. anche il sottoscritto) che ieri hanno portato aiuti ai terremotati abruzzesi nonostante le istituzioni di questo paese abbiano rifiutato ai volontari qualsiasi tipo di appoggio logistico?
E invece no: chi se ne frega delle cause, giochiamo sugli effetti con degli slogan vuoti di senso come “tolleranza zero”, tanto per portare a termine l’opera di deculturizzazione in corso.
Democrazia è partecipazione. Per poter partecipare un cittadino deve venire informato dai suoi rappresentanti politici. Se questi non lo informano, ma giocano su slogan ad effetto puntando a colpirne l’emotività piuttosto che la ragione, di fatto stanno privando il cittadino del suo diritto civico.
È questo che si vuole?Sì, è questo che si vuole! E credo, purtroppo (ma è un’aggravante), che lo si voglia inconsapevolmente.

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San Marino Everest 2009: diario di un’impresa

Antonio e Roberto Pazzaglia sono partiti alle 4.00 di mattina di mercoledì 8 aprile per un viaggio che in oltre 24 ore li ha portati ai piedi dell'altopiano Himalayano. Nei prossimi due mesi l'obiettivo sarà quello di scalare l'Everest che con i suoi 8848 metri, rappresenta la montagna più alta del mondo.

16 Aprile 2009.
Finalmente sono riusciti a passare ilconfineStamattina alle 11.00 a.m. (in Nepal erano le 6 del mattino)Antonio mi ha comunicato che finalmente sono riusciti aoltrepassare la frontiera senza ilteriori problemi. Ilviaggio continua verso il campo base. Post a riguardo su sanmarinoeverest.blogspot.com

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martedì 14 aprile 2009

Green-economy

di Roberto Ciavatta, Associazione Don Chisciotte

Sono fiero che San Marino si proponga di diventare uno Stato pilota per l’utilizzo di auto elettriche ed energie verdi, come scritto dal presidente dell’AA.SS Podeschi.
Purtroppo, però, spesso i propositi propagandati sulla stampa non si trasformano in legge, e viene da chiedersi come mai se si vuole intraprendere una strada poi lo stesso governo ostacoli ogni richiesta avanzata dalla cittadinanza che vada nella stessa direzione!

Il 3 marzo scorso, infatti, lo stesso governo che ora propaganda indirizzi eco-sostenibili ha bocciato diverse Istanze d’Arengo presentate dal sottoscritto a nome dell’Associazione Don Chisciotte, che andavano in questa direzione. Ad esempio ha bocciato l’Istanza che chiedeva proprio di sostituire i mezzi in dotazione alla Pubblica Amministrazione con mezzi a minor impatto ecologico (gpl, metano oppure elettrico/fotovoltaico) alla loro naturale data di sostituzione. Perché questo governo con una mano boccia questa richiesta, e con l’altra dice di voler dotare la stessa P.A.A di auto elettriche per diventare uno Stato pilota in questo senso? Non vi pare una contraddizione?
A me pare che questo governo “finga” una sensibilità ambientale, ma poco creda nelle sue stesse affermazioni. Un’operazione di facciata, insomma, che consiste nel bocciare ogni iniziativa della società civile per poi fingere di perseguire gli stessi obiettivi.
Come cittadino, poco mi interessa che si riconosca la mia (o quella di altri) paternità di un intervento che procurerà benessere per la popolazione, ma almeno che quei propositi, spesso sventagliati propagandisticamente, riescano infine ad aver luogo.
Penso, oltre al caso succitato, alle altre Istanze che mi sono state bocciate e che ora il governo, a chiacchiere, fa proprie: il governo boccia l’Istanza che chiedeva di applicare la certificazione energetica dei consumi degli edifici (addirittura richiesta da una direttiva europea), poi dice che vuole dar vita a criteri di certificazione energetica presentandoli come una chanche per il paese;
boccia l’Istanza che chiedeva di promulgare i decreti attuativi per rendere operativa la legge sul risparmio energetico, e boccia l’Istanza che chiedeva di sostituire le caldaie a gasolio della P.A. con caldaie di ultima generazione, poi dice di volersi rendere il più possibile indipendente riguardo all’importazione di fonti energetiche.Viene allora da chiedersi: fino a che punto questo governo ci fa? Che valore si può dare al proposito di voler realizzare quello che si è appena vietato di fare?

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venerdì 10 aprile 2009

Ci sono giochi e giochi...

di Ing. Francesco Gatti (Ente Stato Giochi)
A seguito delle notizie apparse su alcuni media di San Marino riguardanti le macchine Black Jack e le macchine Keno presenti a Rovereta e non intendendo tollerare ulteriormente la serie di stupidate che, probabilmente a favore di qualcuno di molto influente, alcuni organi di informazione continuano a propinare alla gente, voglio specificare alcune cose che forse, i tanto ben informati consiglieri locali, dovrebbero sapere prima di sparare sul sistema, e in particolare sull'Ente di cui faccio (nonostante sia dimissionario) parte. Innanzitutto, non me ne vogliano i male informati, l'Ente Stato Giochi ha esclusivamente preso atto, durante la cessione della Mixtere, del trasferimento delle attività di gioco prima in svolgimento presso quella struttura nella nuova destinazione, ovvero all'interno della sala di Rovereta.

Tuttavia, l'ESG ha commissionato, nello scorso anno, al più importante esperto italiano del settore (Dott. Eugenio Bernardi, riconosciuto nel settore quale massimo esperto da oltre 30 anni, ctu per i maggiori tribunali italiani ed esperto internazionale del gioco, ex vice-presidente di Euromat, ovvero l'associazione Internazionale del gioco automatico), una perizia che ha indicato quali rispondenti alle normative sammarinese sia le macchine Keno, sia le macchine Black Jack e “corsa dei cavalli” residenti rispettivamente a Rovereta e alla sala Mixtere (ora trasferite in toto alla Mixtere). Non me ne voglia il Dott. Calvi, che personalmente non conosco. Mi sembra assurdo fare proclami sulla legalità o meno di una macchina in funzione di una perizia (mi chiedo poi come abbiano fatto ad eseguire una perizia sulle macchine senza avere accesso alla parte documentale, prove di laboratorio e quant'altro) effettuata su commissione parziale.In merito poi alla belle parole che alcuni dipendenti hanno pennellato su un quotidiano indicando come assolutamente normale la situazione all'interno della sala, mi preme invitare loro a mettersi ben d'accordo con alcuni loro colleghi che invece hanno fatto arrivare a un dipendente dell'ESG (che ha messo immediatamente a conoscenza dell'intero ESG) una lettera in forma anonima in cui si denunciano gravissime situazioni all'interno della struttura. Questo è paradossale. Non credo che vi sia una GESTAPO all'interno della sala, ma forse non è nemmeno tutto rose e fiori come qualche dipendente si è preso la briga (strana questa cosa vero?) di specificare. Resta il fatto che i continui attacchi, più o meno velati, all'ESG non possono più vedermi indifferente. Specialmente quando questi vengono strumentalmente utilizzati a favore di una fazione al solo fine di creditare l'operato altrui. L'ESG ha un ruolo di controllo sulle attività e ha intrapreso (tutti i verbali sono a disposizione del Governo) nei suoi due anni di vita tutte le iniziative umanamente possibili atte a renderel'attività di gioco nella Repubblica conforme alla normativa. Sottacere questa situazione significa accettare supinamente una situazione di ambiguità che personalmente non intendo tollerare ulteriormente.

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lunedì 6 aprile 2009

Autodeterminazione

Di: Andrej Ceccoli
Così come, grazie al consenso informato, si è liberi di scegliere fra diverse forme di contraccezione, riproduzione o modificazione del proprio corpo, nella fase finale della propria vita l’individuo deve poter esercitare la propria libertà grazie al testamento biologico. Il termine americano è “living will”, inteso come “volontà sul vivente” ma anche “volontà vivente”. Il principio è quindi che sovrana sia la volontà dell’individuo in merito al proprio corpo e non le visioni etiche di un qualche gruppo, per quanto numeroso, di altre persone.

ll testamento biologico estende la volontà dell’interessato verso il futuro, consentendo una scelta “ora” per “allora” ed anche verso una persona di fiducia che, in caso di incapacità o incoscienza, decida al suo posto.
Appare evidente che una legge che regolamenti e renda applicabile questa libertà sia necessaria, una legge che garantisca una puntuale esecuzione della volontà del soggetto interessato e non l’imposizione del prolungamento del dolore e della sofferenza.

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giovedì 2 aprile 2009

I lettori di SanMarinoNotizie dicono SI al segreto bancario

Con una partecipazione davvero numerosa, i lettori di SMN hanno voluto dare un segnale molto preciso in merito al quesito del nostro ultimo sondaggio: Segreto bancario, San Marino deve mantenerlo (65%) o abolirlo (35%)? Ovviamente il quesito non celava le valenze economiche e finanziarie, ma tanto meno quelle politiche e perfino simboliche.
Pensiamo, infatti, che dietro questa risposta molto precisa si nasconda non solo la convinzione che il segreto bancario sia un’utile risorsa per il nostro Paese, e per ciò stesso vada difeso e mantenuto, ma anche che questo debba significare che vada rimarcata l’autonomia di giudizio e di autogoverno e che legittimamente San Marino dovrebbe trovare la forza e la convinzione di riaffermare in ogni occasione la propria indipendenza. Ovviamente, non senza attenersi alle regole internazionali che, soprattutto in questo delicato settore, aiutano ad affrancarsi da ogni possibile coinvolgimento indiretto con i traffici finanziari di mafia e terrorismo, ma anzi difendendo quell’autonomia che consente di essere credibili sul fronte internazionale attraverso norme interne severe ed affidabili, a prova di ogni genere di malaffare. Il portato simbolico, dunque, di questo modesto sondaggio non può sfuggire ad alcuno: adeguarsi a standard di sicurezza internazionali non significa, in nessun caso, accettare l’imposizione di controlli dall’esterno, che inducono necessariamente ad assumere una posizione ancillare nei confronti della vicina Italia, ma significa invece riaffermare la propria serietà, affidabilità e credibilità di fronte a tutta la comunità internazionale, senza pre-esami di amici confinanti.

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Pesce d’Aprile

Di: Maverick

Vittoria! Finalmente abbiamo apposto la firma ad un Accordo di Cooperazione Economica (il cui testo è tutt’ora Top Secret) che altro non è che il faticosissimo accordo su un precedente documento del 2003, poi abbiamo imposto alla vicina Rimini un coraggioso ‘scambio di note verbali’ che, come sostiene anche il Ministro Frattini, per ora si limitano a ‘definire il quadro convenzionale relativo all’utilizzo dell’aeroporto’, ed infine l’Italia ci concede, finalmente, la ‘piena disponibilità a convocare quanto prima la commissione mista culturale’ (sono sempre le parole del Ministro degli Esteri).
Ecco le ‘grandi conquiste’ della nostra diplomazia e della efficace politica estera.E l’accordo finanziario, direte voi? Bè per quello ci sarà da attendere, e tutt’ora non si dice parola sul suo contenuto ipotetico. Quindi resta tutto come prima, direte voi? Bè, purtroppo l’accordo economico non cambia sostanzialmente nulla rispetto a quello che già avevamo ottenuto da lungo tempo, quindi nessuna clemenza per San Marino e per la sua ‘piazza finanziaria’.Quando i nostri bambini frignano perché vogliono la bicicletta, e noi genitori non abbiamo la possibilità di regalargliela, astuzia vuole che non si dica mai di no, ma che si concentri l’attenzione dei piccoli ‘gremlins’ infuriati su un altro balocco, possibilmente molto meno impegnativo e magari accompagnato da qualche grosso e colorato bon bon. Di solito funziona.Vedremo se questo vero e proprio ‘pesce d’aprile’ che il governo ci ha regalato verrà accolto dai sammarinesi come la grande vittoria nelle complicatissime relazioni con l’Italia, o se qualcuno inizierà a dubitare che la solita astuta strategia di far passare un clamoroso flop per una straordinaria vittoria non cominci a scricchiolare, che la gente non si faccia più prendere per il naso, e che la clamorosa ‘vittoria di Pirro’ venga smascherata da politici, commentatori e giornalisti nel più breve tempo possibile, sempre che i testi top secret degli accordi vengano messi (gentilmente, educatamente, rispettosamente, democraticamente, trasparentemente, responsabilmente e soprattutto legittimamente) a disposizione di tutti: cittadini, partiti, media.

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martedì 31 marzo 2009

1991-2009: dalla padella alla brace

di: MarcOne

Era il 1991 e Gatti era l'autore e stratega dell'accordo valutario con l'Italia e quello interinale con la UE. Siamo nel 2009, un uomo solo al comando, con tanti gregari che sputano a terra e dicono signorsì signore, è riuscito nell'impresa che aveva lasciato a metà: svendere la sovranità di San Marino all'Italia. Con la scusa patetica che gli altri non avevano fatto, lui con il pragmatismo cinico che lo evidenzia, ha colto l'occasione per fare in fretta e portare a casa quello che chiamano un risultato, ma che in realtà è il cappio al collo per le generazioni giovani e quelle a venire.
Questo paese vecchio e decadente con una mentalità conservatrice delle cose peggiori, ha consegnato nelle mani di un uomo solo il potere di cedere le prerogative sovrane di un paese ex libero, ad un vicino famelico, (OMISSIS) e arrogante che dimostra ogni giorno di essere agli ultimi posti di tutte le classifiche di rendimento europee e mondiali. Lo stesso fautore dell'accordo interinale con l'UE, il quale ci ha lasciati extracomunitari e fuori da qualsiasi possibilità di sviluppo per quasi 20 anni, oggi è colui che regala la nostra libertà all'Italia, quando invece avrebbe potuto imparare dai propri errori e mettere in campo una politica ed un accordo con la UE che ci avrebbe garantito la continuità della nostra sovranità, oggi fortemente limitata se non sparita sotto i colpi di Gatti, uno sviluppo in linea con quello di altri paesi della Unione e dei Piccoli Stati. Infatti, siamo l'unico Piccolo Stato che si è genuflesso e impiccato davanti alle richieste del "vicino amico", quando Francia con Monaco, Spagna con Andorra ecc ecc hanno invece ottenuto tutt'altro trattamento, maggiori margini di manovra, mantenimento delle peculiarità che hanno permesso a questi Piccoli Stati una degna sopravvivenza in un contesto di competizione globale in cui oggi viviamo. San Marino invece è destinato a chiudere battenti, perché vecchi (OMISSIS) che non hanno più voglia di fare, hanno consegnato il paese a terzi, compromesso il nostro sviluppo, cassato ogni possibile movimento di riforma in senso europeo e consegnato le chiavi della Città ai forensi che domani guideranno le scorribande economico finanziarie e con i quali i giovani di oggi saranno costretti a fare i conti domani, probabilmente l'emigrazione in terre più libere sarà la soluzione per i nostri neolaureati che altrimenti rischiano o di morire nella PA affatto rinnovata da zia Ciavatta o non avere alternative a vendere case (OMISSIS). Certo una catastrofe non si abbatterà nell'immediato, sarà una rivoluzione silenziosa, una svolta che impoverirà lo Stato che potrà erogare meno servizi e ci sarà meno Stato sociale, diventeremo più poveri, ma i ricchi saranno più ricchi e con più potere, tutto questo perchè l'accordo di Gatti ed Ap ha voluto riportare San Marino indietro nel tempo anzichè attualizzare la politica, respirare aria d'Europa e finire a parlare con Bruxelles e Strasburgo anzichè con Roma. L'accordo del 2006 era molto migliore ed allora fu Menicucci e parte della Dc che bocciò tutto, oggi che l'accordo è peggiorativo rispetto ad allora non si sente nemmeno una voce di dissenso, segno evidente che l'uomo forte ha preso il sopravvento (OMISSIS). Insomma, alla fine bisogna fare i complimentoni a quegli strateghi del mercato di Borgo che per anni hanno tramato su come ridimensionare Gatti ed oggi lui torna più forte e potente di prima, incassa l'accordo, ri-svende il paese, solo perchè la pavida opposizione è un accozzaglia di estemporanei personaggi i quali per anni hanno calcato le scene del potere senza fare un cappero e sono stati sconfitti dalla loro stessa inedia politica e culturale. Dalla crisi nascono nuove energie, occorre lavorare per una cultura che svecchi questo paese, lo porti fuori dalle logiche consumate e conservatrici che hanno portato diretti fino a questa catastrofe.

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Il vizio di non guardare in casa propria

Di Andrea Olimpi. Su: L’Informazione

Si parla di evasione fiscale, di Guardia di Finanza ai confini di San Marino, di White List italiana per la Repubblica più antica del mondo, ma l’Italia (politica) forse farebbe meglio prima di tutto a guardare in casa propria e poi, semmai, sindacare sulle case degli altri.Ho fatto una riflessione leggendo la stampa italiana degli ultimi giorni, da cui ho tratto notizie e numeri, che immagino siano reali visto che erano sui principali quotidiani e non solo.

Da un’indagine del 2006 l’Italia risultava essere il Paese europeo con la più alta evasione fiscale, con il 46% del reddito imponibile non dichiarato al fisco. La stessa ricerca indicava che il 44% di chi non paga le tasse lo fa per insoddisfazione verso i servizi pubblici erogati dallo Stato o la scarsa cultura della legalità, il 36% per la complessità delle norme a soltanto il 20% per la scarsità dei controlli.
Recente la dichiarazione del direttore generale del Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia, Fabrizia Lapecorella: “l’evasione fiscale è un fenomeno di portata molto ampia, possiamo considerarlo un fenomeno di massa”. La stessa ha dichiarato che l’evasione fiscale ammonta a oltre 200 miliardi! Roberto Ippoliti, giornalista, saggista, esperto di comunicazione, editor del Festival dell’Economia di Trento e autore del volume Evasori. lppoliti recentemente ospite di una conferenza a Cattolica dal tiolo “Pre-Evasioni. Sul (l’incerto) futuro fiscale della nazione”, a suo tempo disse che forse non tutti sanno che i soldi non versati in Italia al Fisco corrispondono a 7 punti percentuali del Prodotto intemo lordo. Se tutti gli evasori pagassero le tasse, infatti, gli italiani avrebbero in tasca 100 miliardi di euro in più all’anno, circa 8 miliardi e mezzo al mese.
Tornando a Lapecorella, la sua valutazione del fenomeno evasione è fra i 230 e i 250 miliardi di euro. Nel 2006 la quota rappresentava 1116% del Pii nazionale.
Allora il problema dell’evasione fiscale non sarà un problema italiano indipendente dal sistema fiscale sammarinese? (…)
Va bene combattere il riciclaggio perché la mafia è una piaga che deve assolutamente essere combattuta e sconfitta, ma non sarebbe meglio che la Guardia di Finanza prima di spendere soldi pubblici in benzina per arrivare ai confini di San Marino facesse due passi a piedi “sotto casa”? Se l’Italia evade il problema è italiano, legato al costume italiano, alla pressione fiscale forse troppo forte e non è certo combattendo il sistema San Marino che questo può essere risolto. Uno Stato nello Stato con una pressione fiscale minore, dovrebbe essere visto come una risorsa piuttosto che come un danno, naturalmente con degli accordi e la trasparenza nei rapporti, con l’adozione delle giuste misure di controllo atte a contrastare l’evasione fiscale malata come l’esportazione di capitali o appunto il riciclaggio. Sicuramente può, in un momento di crisi economica come quello attuale, aiutare la piccola media impresa, che crea comunque posti di lavoro ed economia sana anche all’Italia.

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