Di: + Giovanni Climaco Mapelli - Arcivescovo
http://www.wikio.it/article/32014180
Egregio Signor Mirko Tomassoni - Blog SMN - San Marino Notizie,
sono lieto che Lei abbia letto e poi riporta alcune frasi da me usate in merito all'assurda presa di posizione vaticana di un anno fa', dicembre 2008, circa la Risoluzione dell'ONU sulla depenalizzazione dell'omosessualità... però la correttezza vorrebbe che Lei, pur in assenza di un diritto copyright dichiarato o SIAE da parte mia, almeno ne citi la fonte.
Non so, forse Lei è giovane, ma si deve sempre praticare la correttezza e onestà intellettuale...
Anche perchè si rischia in sede pure giudiziaria se si viene scoperti...
e poi si deve cercare di partorire le proprie idee, non soltanto copiarle, perchè se sono di altri vi è il dovere anche di dichiararlo soprattutto su un Blog pubblico
(e queste mie erano ovunque in internet!)
Grazie per l'attenzione, cordiali saluti
+ Giovanni Climaco Mapelli
Arcivescovo
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venerdì 19 giugno 2009
La parabola dell’asino caduto nel pozzo il giorno di sabato
di Mirko Tomassoni
Diceva Gesù “Se a Voi cade un asino nel pozzo in giorno di sabato (festivo per gli ebrei) lo tirate fuori dal pozzo o lo lasciate morire perché è giorno di sabato? Imparate che è il Sabato per l’Uomo e non l’Uomo per il Sabato!… così pure se Voi che siete cattivi e un vostro figlio vi chiede un pane, non gli darete un sasso o uno scorpione, tanto più il Padre celeste che è buono darà ai suoi figli…!”Parto da questa parabola per esprimere alcune considerazioni, rispetto alla notizia, che in queste ore il Segretario di Stato agli Esteri della Repubblica di San Marino, si appresta a firmare a Strasburgo il “Protocollo n.14 bis” alla Convenzione del Consiglio d’ Europa per la salvaguardia dei diritti dell’ uomo e delle libertà fondamentali.
Il botta e risposta apparso recentemente tra il Segretario di Stato e l’ex Console Federico Podeschi, in ordine a vere o presunte discriminazioni nei confronti di quest’ultimo per il suo orientamento sessuale, mi porta ad osservare che nella Convenzione del Consiglio d’ Europa per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (http://www.echr.coe.int/NR/rdonlyres/0D3304D1-F396-414A-A6C1-97B316F9753A/0/ItalianItalien.pdf), all'art.8 comma 1 si dice "Ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata...." e al comma 2 "Non può esservi ingerenza di una autorità pubblica in tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca misura per la sicurezza nazionale....:" Mentre all'art.14 c'è l'articolo che si intitola "Divieto di discriminazione" e parla chiaro anche sul sesso.
Come è noto, la querelle tra l’ex Console ed il Segretario agli AAEE, è stata originata dalle dichiarazioni del Pontefice (
Ma ciò che mi ha spinto a scrivere queste righe, è l’ultima dichiarazione del Segretario di Stato (<…in un’occasione Podeschi ha attaccato in maniera violenta il Capo di Stato di un altro Paese e, in un’altra occasione ha omesso di seguire le istruzioni impartite dalla Segreteria di Stato per gli Affari Esteri. Nel Corpo Diplomatico e Consolare sammarinese vi sono omosessuali che svolgono con competenza e correttezza le proprie mansioni, che non sono affatto discriminati per le loro abitudini sessuali >) : Considerato lo stato di invisibilità in cui sono costretti a vivere tanti concittadini e concittadine sammarinesi omosessuali, per il basso grado di comprensione ed accettazione della società sammarinese, dove ci conosciamo un po’ tutti, a me pare davvero poco elegante, improprio e con parvenze intimidatorie e discriminatorie, questo sconveniente pubblico atto di monitoraggio degli orientamenti sessuali del Corpo Diplomatico Sammarinese. Mi chiedo se ci siano dati o elementi da render pubblici, anche sulla castità o meno di questi funzionari…
Io non avrei mai voluto entrare nel merito di questo diverbio Istituzionale, ma credo che tale vicenda, tale storia di un cittadino sammarinese, ha di fatto solo ferito e trafitto un uomo coraggioso, che fortunatamente fa della sua libertà, e non la Libertà di cui si gongola troppo spesso il nostro Paese, il suo punto di forza.
Questo Governo ha decretato senza scrupolo e dubbio alcuno che è meglio lasciar morire l’asino e l’uomo insieme, poiché la norma che uccide è meglio dell’amore e della misericordia che fa vivere! Ha decretato che è meglio dare sassi e scorpioni in faccia a chi chiede qualche pane del riconoscimento sociale e qualche diritto a non essere discriminato o penalizzato e punito o addirittura “ucciso” perché ritenuto diverso.
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confronta:
IL VATICANO ALL’ONU: MEGLIO LASCIAR MORIRE E PERSEGUITARE GLI OMOSESSUALI CHE RISCHIARE IL MATRIMONIO GAY : SE I GAY VALGONO MENO DI UN ASINO! (la parabola evangelica dell’asino caduto nel pozzo )
IL VATICANO DETTA LA LINEA ALL’ONU SUI DIRITTI UMANI...
MA PUO’ UN CIECO GUIDARE UNO CHE CI VEDE GIA’ POCO?
NON FINIRANNO AMBEDUE NEL FOSSO? come diceva Gesù Cristo....
L’ULTIMA USCITA del RAPPRESENTANTE del VATICANO ALL’ONU supera di gran lunga ogni fantasia e supera ogni previsione possibile: in puro stile antievangelico, clericale, misantropo, ideologico ed ipocrita, preferisce lasciare intatta una legislazione degli Stati che prevede punizioni anche gravi, detenzione, torture e persino pena di morte per chi è oosessuale o pratica l’omosessualità, con la risibile scusa che altrimenti gli Stati che non avessero domani una legislazione anti-omofobia verrebbero attaccati perchè non contemplano il matrimonio tra omosessuali: siamo alla paranoia pura.
NON SI RIESCE PIU’ NEMMENO A DISTINGUERE, SECONDO L’ANTICA TRADIZIONE (già invero carente mutuata da S. Agostino e da altri Padri della Chiesa ) CATTOLICA ROMANA del cosiddetto " MALE MINORE"... e cioè che si deve promuovere la strada che consente un male minore a fronte di uno maggiore... e che quindi nel caso di specie adrebbe concesso il "rischio" del matrimonio omosessuale a fronte dell’uccisione e persecuzione di persone umane!
INVECE NO! LA SANTA SEDE (Santa fino a che punto non si sa...) pontifica dicendo che è meglio rischiare in vari Stati dittatoriali o teocratici islamici l’uccisione di anti gay e lesbiiche, piuttosto che veder ventilato in un futuro un posibile matrimonio di persone dello stesso sesso.
Se non è barbarie teologica e civile, giuridica e umana insieme, questa! ... non sappiamo quale possa esserlo!
Ci sovviene alla mente una parabola evangelica : quella che Gesù ha usato contro i farisei del suo tempo...
LA PARABOLA DELL’ASINO CADUTO NEL POZZO IN GIORNO DI SABATO: diceva Gesù
" Se a Voi cade un asino nel pozzo in giorno di Sabato (festivo per gli ebrei) lo tirate fuori dal pozzo o lo lasciate morire perchè è giorno di Sabato?... Imparate che è il Sabato per l’Uomo e non l’Uomo per il Sabato!... così pure se Voi che siete cattivi e un vostro figlio vi chiede un pane, non gli darete un sasso o uno scorpione, tanto più il Padre celeste che è buono darà ai suoi figli...!"
INVECE IL VATICANO, IL PAPA, E QUESTO MONSIGNOR CELESTINO MIGLIORE (in realtà PEGGIORE!) hanno decretato senza scrupolo e dubbio alcuno che è meglio lasciar morire l’asino e l’uomo insieme, poichè la norma che uccide è meglio dell’amore e della misericordia che fa’ vivere! Hanno decretato che è meglio dare sassi e scorpioni in faccia a chi chiede qualche pane del riconoscimento sociale e qualche diritto a non essere discriminato o penalizato e punito o addirittra ucciso perchè ritenuto diverso!
ECCO DOVE CI PORTA IL MORALISMO DI RATZINGER E DEI PRELATI DELLA CURIA ROMANA VATICANA, COME AI TEMPI DI CRISTO: IL LORO NEOFARISEISMO CATTOLICO CONDUCE DIRITTO DIRITTO ALLA NEGAZIONE DEL VANGELO E DI CRISTO!
E dulcis in fundo, (in cauda venenum, cioè in coda c’è sempre il veleno, cioè il peggio...) il buon PADRE FEDERICO LOMBARDI DELLA SALA STAMPA VATICANA aggiunge che " tuttavia nel no alla proposta francese all’Onu per depenalizzare l’omosessualità la Santa Sede «non è sola: meno di 50 membri delle Nazioni Unite hanno aderito» all’iniziativa" .... INTERESSANTE GIUSTIFICAZIONE E ARGOMENTAZIONE DEL GESUITA CHE SI OCCUPA DEI MASS- MEDIA IN VATICANO.... non c’è che dire! in puro stile machiavellico e gesuitico che è la stessa cosa dasecoli ormai... con una ipcrisia che farebbe impallidire anche quella del Sinedrio di allora... che procesò e condannò Gesù Cristo!
Una motivazione, sofistica, speciosa, al limite del cinismo e del beffardo : " meno di 50 Stati membri hanno aderito all’iniziativa...! " per forza sono gli stessi STATI DITTATORIALI E I INTERGRALISTISLAMICI CHE SIEDONO ALL’ONU, gli stessi che boicottano tutte le leggi e risoluzioni sui dirittti umani e sui diritti delle donne nei Paesi più arretrati... e tra i quali c’è chi lapida le donne adultere ed impicca i gay le le lesbiche...
Questo il gesuita Lombardi non lo dice, lo tace!... che coraggio trovare risibili giustificazioni in questo!
Se avesse taciuto del tutto era meglio, molto meglio!
Il gesuitismo di Gesuiti senza Gesù fa rabbrividire!....
OGGI IL VATICANO HA SUPERATO SE STESSO NELLA NEGAZIONE DELL’AMORE DI CRISTO E DEL VANGELO!
(non dimentichiamo che accadde così anche alla fine della Seconda Guerra Mondiale nel 1945, quando la sempre solerte Santa Sede chiese al Governo Italiano di De Gasperi di tenere in piedi qualche dispozionie delle Leggi razziali del 1938 contro gli Ebrei promulgate dl fascismo, perchè - argomentavano allora i gesuiti e i prelati vaticani - in alcune parti erano buone e auspicabili!....
AB OMNIBUS MALIIS ECCLESIASTICORUM LIBERA LIBERA NOS DOMINE!
AMEN!
I TEOLOGI DEL CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO
Centro Ecumenico
mons. + GIOVANNI CLIMACO MAPELLI
Arcivescovo Primate
venerdì 11 dicembre 2009
Lettera di Giovanni Climaco Mapelli a Mirko Tomassoni
mercoledì 9 dicembre 2009
La tempesta

Di Giacomo Volpinari
Il veliero naviga tra i problemi reali mentre i capitani si fanno un black jack. Ci avviciniamo al 2010, definito dal “Capitan CAT” “hannus orribilus”, ed i problemi continuano a sorgere come onde e pian piano stanno affondando il veliero, senza che i capitani trovino soluzioni concrete per cambiare rotta realmente. Non passa giorno che San Marino non venga a trovarsi nel mezzo di burrasche da parte degli oceani giornalistici e mediatici sia interni che italiani e, in alcuni casi, persino internazionali.
L’immagine dell’ Antica Terra della Libertà si trova di fronte ad una campagna diffamatoria dalla quale sarà impossibile uscirne illesi. In questo momento di molteplici difficoltà causate sia da una parte della crisi economica mondiale che da un vicino che ha scelto San Marino quale escamotage sul quale spostare l’attenzione dei propri cittadini dai problemi interni, ciò che è ancor più preoccupante è l’inadeguatezza del sistema politico-economico sammarinese.
L’incompetenza di questi rappresentanti fa si che non sarà possibile guidare il veliero verso acque dolci, poiché l’interesse di quest’ultimi nella maggior parte dei casi, e non si può essere omertosi in tal senso, non coincide con quello del bene comune. Coincide esclusivamente con meri interessi personali e purtroppo questa teoria viene giornalmente confermata sia sulle varie testate giornalistiche e sia dal loro modo di operare.
Ci troviamo nel mezzo di una bufera ed i capitani hanno per loro casuale fortuna non solo utilizzato le scialuppe di salvataggio ma addirittura hanno incontrato uno yacht che passava di lì per caso e li ha ospitati ai suoi tavoli verdi in cambio di un po’ di collaborazione mentre coloro che rimarranno sul danneggiato veliero saranno costretti a subire tutte le conseguenze dovute alla negligenza dei primi.
Non è questa la politica, non è questa la democrazia e non possiamo nemmeno pretendere che da parte dei personaggi di cui sopra venga presa coscienza di questo… perché, se così fosse, non sarebbero ancora ove sono.
I cittadini sono gli Unici proprietari dell’Antica Repubblica della Libertà e non è giusto che sostengano i costi della non idoneità e dell’incapacità di alcuni, anche se un mia culpa è d’obbligo farselo visto che sono stati votati.
La politica è arte di ben altro livello morale e culturale che certi personaggi non saranno mai in grado di concepire e svolgere come volta al bene della POLIS.
Povera Repubblica
Di Steven Busignani
Povera Repubblica, neanche posso dire delle banane perchè non ci crescono, arrivano con barche da paesi lontani, e chissà non arrivino così anche i soldi che hanno fatto la felicità di molti nel nostro paese. Quando ero più giovane sentivo spesso parlare di prestanome e nella mia ignoranza che mi ha sempre contraddistinto, qualche volta ho pensato che i nomi in repubblica dovevano essere importanti, pesanti come fossero oggetti, se li si poteva persino prestare.
Oggi pensavo tra me e me che l’educazione a poco a che fare con l’istruzione, bene o male nel nostro paese abbiamo studiato un poco tutti, non vi sono analfabeti, ma forse troppo spesso abbiamo scambiato l’istruzione per educazione, delegandola troppo spesso alla sola istituzione scolastica che si sa..fa quello che può.
Chissa? Non siamo diventati una razza di maleducati o diseducati istruiti.
Da ragazzo spesso i modelli che a forza mi si cercavano di imporre dall’ambiente circostante, erano superficiali, i vestiti firmati, l’auto costosa, insomma oggetti, che assicuravano anche la sicurezza di sentirsi sicuri e a volte l’arroganza di sentirsi diverso con l’illusione di valere di più, scambiando l’avere con l’essere.
Ma a guardare bene attorno a me il “povero” paese in cui sono nato rimane mediocre, e oggi anche molto spaventato, chissà per perdere quello che in pochi anni e’ riuscito ad ottenere, un’illusione di un benessere, che e’ solo materiale. Quanti di voi si sentono felici?
Da bambino ero abituato a vedere la casa dei nonni sempre con le chiavi nella porta, oggi non ci si parla nemmeno con i vicini, si sa lo stress della vita... non lascia molto tempo per queste cose.
Rimango senza parole ancora oggi nel vedere i miei coetanei divertirsi con divertimenti discutibili.
Ci si lamenta, poi nessuno a mai il coraggio di dire qualcosa, di esporsi, chissa? La nostra paura atavica di quello che può pensare la gente, poi il desiderio più grande di tanti di noi e’ il posto statale e non si può come si suol dire sputare nel piatto dove si mangia.
Vedo sempre di più la mia terra come una sagra di campagna dove il livello culturale non va oltre alla ciambella, al vino, al prosciutto,(che se si sapessero fare questi prodotti sarebbe già qualcosa, ma purtoppo oggi in molti sono quelli che possono solo mangiarli).
Si parla di prestigio, qualcuno ha fatto con le mani e con i piedi per rendere il nostro paese patrimonio dell’umanità, si lo so il monte e’ unico, e tutti noi Sammarinesi DOC lo amiamo, ma che altro possiamo offrire all’umanità? La solita storia del santo eremita? La solita storia della libertà, se i primi a venderla e ad essere diventati schiavi siamo noi? Schiavi di che cosa? Della mediocrità, dell’isolamento, di un consumismo sfrenato (e non siamo gli unici nel mondo).
Le tradizioni da mantenere? Ma se fin da giovane sono stati gli stati uniti d’america ad essere importati a forza come modello nella nostra cultura.
Oggi tremiamo per la crisi economica, c’e’ chi rispolvera l’eterno ritorno del casinò come fosse quella la salvezza, chissa che qualcuno non riprenda la favola del trenino...
Ma si! Scioperiamo... poi il lavoro e i soldi senza un’educazione a cosa servono? A riempirci sempre di più le pance? A saturarci di necessità superflue di cui sempre più non ne possiamo fare a meno?
Che futuro avremo? Visto che non sappiamo fare nulla? Che abbiamo disimparato tante cose?
Che provabilmente abbiamo perso anche quall’umiltà di cui tanto ne avremo bisogno?
Qualcosa sta cambiando a livello globale...una coscienza nuova poco a poco va creandosi e l’essere dentro e vicini alla sempre più mediocre e disperata italia non ci aiuta certo in questa rinascita.
Io mi occupo di ambiente e posso dire che da noi siamo messi abbastanza male, ci si lamenta tanto che si costruiscono sempre più case,(e in che modo! Perche oggi esistono anche case ecologiche a basso impatto ambientale ed energetico, che non inquinano e fanno spendere meno a chi le abita) poi non si vede l’ora di poter vendere un pezzetto di terra, magari reso edificabile a forza di preghiere al santo di turno e tirarci su qualche soldo. Chi non ci ha pensato? Forse chi non lo può propio fare. In realtà non vedo più un paese ma individui egoisti che pensano solo alla propia pancia, ma si sa... una famiglia se disunita va presto in malora.
Riappropiamoci della nostra dignità, studiamo, iniziamo ad essere umili per poter trovare soluzioni intelligenti, siamo un piccolo paese, perdoniamoci se siamo stati avidi se non abbiamo pensato, certamente per ignoranza, alle conseguenze dei nostri comportamenti spesso discutibili,
e ora di cambiare di sperare in un mondo migliore, di cominciare ad educare i nostri figli e noi stessi, ad una società, più matura più civile, non deleghiamo questo importante compito solo alle scuole che non possono farlo iniziamo a farlo in casa, in famiglia, lo so..il lavoro, gli impegni, non si ha il tempo, poi se siamo poco educati noi come possiamo educare i nostri figli? Non si ha neanche il tempo di amarli di dargli attenzione, così si riempie il vuoto con oggetti, altre necessità, i più giovani diventano sempre più soli ed annoiati,
prendiamo i buoni esempi dell’eccezioni....
Proviamoci ne va del nostro futuro e del vostro si intende....
Forza! Siamo in tempo, siamo vivi.
lunedì 7 dicembre 2009
I "Ladri di polli "...e i guardoni del Corriere
Di Giorgio Felici – Orgoglio Sammarinese
Questo scritto sul Corriere della Sera compare oggi 7 dicembre 2009, firmato da Mario Gerevini.
Continua cosi' il dispregio della Repubblica, delle sue piu' alte cariche dello stato, continua così la lotta senza esclusioni di colpi da parte di un editore , vicinissimo , anzi coinquilino, dei concorrenti acerrimi della Cassa Di Risparmio di San Marino e alleato con i "SOPAFIANI" che si vogliono prendere Delta gratis, patrimonio della Cassa di risparmio. Il Corriere Della Sera continua a dare spazio ai "mercenari" dall'accento antisammarinese, con un livore unico e condizionato dalla frustrazione perenne di sentirsi impotenti di fronte ad uno NONSTATO Italiano, che di fronte allo slogan meno TASSE PER TUTTI è diventato il paese dove l'erario è il più vorace dell'Europa del sud .
E' grave che si definisca anomalo ciò che solo qualche mese fà era normale , e cioè azioni legittime di fiduciarie, come d'altronde stanno facendo le fiduciarie italiane con le operazioni sullo scudo fiscale, anzi peggio le fiduciarie italiane stanno facendo rientrare denari illegittimi per l'Italia, che diventano legittimi con "l'aspirapolvere Tremonti". La Repubblica di San Marino continua ad essere sotto assedio mediatico e politico da parte di persone, media, politici italiani che come si dice da noi "son come il bastone del pollaio". Il paese và difeso , la classe politica sammarinese deve essere determinata a rispondere e a difendere i sammarinesi da questi attacchi meschini e vili , che alludono ma non dicono, che gettano ombre e zizzania ma non mostrano elementi di qualsiasi illegittimità. L'obiettivo è oramai chiaro , distruggere non la classe politica sammarinese inetta e incapace o collusa con poteri nascosti nell'ombra, l'obiettivo è cancellare dalla cartina geografica SAN MARINO , imponendo una trasformazione statuale, e iscrivendolo nell'elenco dei comuni italiani più disgraziati. Dobbiamo "ALZARE LA VOCE" , abbiamo il dovere di chiedere al governo della Repubblica, e al Consiglio Grande e Generale di denunciare agli organismi internazionali il "vile attentato" ai poteri istituzionali sammarinesi, perpetrato continuamente e assiduamente da organi di stampa italiani gestiti e teleguidati da interessi economici e politici . Se la classe politica sammarinese , di governo e non, non può , non vuole , o non se la sente , DEVE FARE UN PASSO INDIETRO , perchè questa è guerra aperta contro un paese che deve difendere la sua storia , la sua statualità, il suo futuro .
In tutto il mondo il governo ha emesso liquidità alle banche, a San Marino avviene il contrario

De L’Infedele, su San Marino OGGI
Questo governo non finisce più di stupire. E’ partito vantando a più riprese un alto gradimento da parte del governo italiano e, dopo un anno, la realtà è che i rapporti non sono mai stati così difficili e cattivi negli ultimi cinquant’anni. Siamo sotto schiaffo tutti i giorni. Ha fatto grandi proclami di cambiamento, ma a parte le leggi dettate dall’esterno, non ha varato neppure un progetto per costruire una nuova San Marino e per dare un futuro a tutti i cittadini. Ha criticato con asprezza, e a ragione aggiungo io, il governo precedente, ma si è dimenticato degli altri disastrosi dieci governi i cui gravissimi errori e ritardi il Paese sta pagando a rischio della sua esistenza.
Dieci governi, più l’attuale, che non sono stati capaci di evitare ben tre scudi fiscali pur avendo dalla loro la Convenzione del 1939 che sancisce la libera circolazione dei beni e dei servizi tra Italia e San Marino. Non si conosce nessuna trattativa in questo senso e neppure per aderire all’Unione europea salvando per sempre la Repubblica.
Ha esaltato il ruolo del settore bancario e finanziario e poi lo ha abbandonato al suo destino, infierendo anche con il decreto-legge 3 dicembre 2009 n. 162. “Disposizioni urgenti in materia di riserva obbligatoria a carico delle banche sammarinesi”. Nel momento in cui le banche subiscono una pressione spaventosa sulla loro liquidità a causa dello scudo fiscale che produce anche una netta contrazione della raccolta, il governo impone una improvvisa e immediata riserva obbligatoria in denaro pari all’8% dell’importo complessivo della raccolta diretta da costituire con deposito vincolato presso la Banca Centrale.
In tutto il mondo i governi hanno immesso una enorme liquidità nelle banche per far fronte alla grande crisi finanziaria, ma a San Marino avviene il contrario. Viene prelevata forzosamente una grandissima quantità di denaro che, in base alle modalità del decreto danneggerà soprattutto le banche sane e ben amministrate. Inoltre pende sulle banche la minaccia esplicita dell’articolo 3 del decreto col quale si avverte che l’inosservanza delle disposizioni sarà considerata “violazione di eccezionale gravità”, nonché “grave inottemperanza”.
E questo ha un rilievo politico enorme perché espone il governo e copre la Banca Centrale. In pratica, il governo autolesionista ha messo le proprie dimissioni in mano al comportamento delle banche. Infatti, se le dodici banche non sono in grado di ottemperare o non vogliono ottemperare, il decreto va in fumo e al governo non resta che andarsene. Nell’ipotesi migliore per il governo, le banche ottemperano, ma senza liquidità non possono rispettare i parametri gestionali imposti dalla Banca Centrale, non possono rimborsare i clienti che scudano, non possono più erogare fidi alle imprese ma le faranno rientrare, non avranno utili e in mancanza di profitto non pagheranno le imposte, il bilancio statale ne risentirà negativamente e la Tesoreria soffrirà terribilmente.
Ambedue gli scenari sono gravidi di pericoli per la tenuta del sistema. È dunque difficile capire la logica di un decreto che impone l’esatto contrario di quanto è descritto in premessa e di quanto l’emergenza impone; che mette sulle spalle dei governanti pesanti responsabilità che si dovevano lasciare ad altri.
In parole chiare, il decreto dice che in relazione allo scudo fiscale italiano il quale provoca un’emorragia di liquidità alle banche sammarinesi creando serie difficoltà, la Banca Centrale opera un prelievo di liquidità enorme aumentando di gran lunga la criticità delle banche stesse. Senza considerare che la raccolta diretta è costituita dai risparmi dei cittadini che vanno tutelati in tutti i modi.
A questo punto non rimane che valutare se il decreto-legge è legittimo o addirittura costituzionale. Sicuramente è privo di logica e di buon senso ed è lontano mille miglia dal dovere di garantire la solidità e la solvibilità dell’intero sistema bancario e finanziario sammarinese. E’ chiaro che chi l’ha consigliato non ci vuole bene.
SMN BLOG - Scudi, riserve e liquidità
Di Alberto Chezzi su SM DAZIBAO
... l’adozione dei due decreti può essere letto come il preludio, per un sistema messo alle corde, di un riassetto interno a tempi brevissimi.
Da mesi si fanno stime sulla forbice nella quale ricomprendere l’ammontare dei capitali che, con l’introduzione dello scudo fiscale, potranno fuoriuscire da San Marino: dai due ai quattro miliardi di euro. Evidentemente l’urgenza e le necessità erano importanti ed impellenti. Non si spiega diversamente l’adozione dei due decreti legge emessi una a distanza dell’altro in meno di dieci giorni.
Con il primo si dà la possibilità a Banca Centrale di accedere, con la garanzia dello Stato, al mercato internazionale dei capitali. Con il secondo invece, si decreta a carico delle singole banche sammarinesi la costituzione, a titolo di riserva obbligatoria, di un deposito vincolato in denaro pari all’otto percento della raccolta diretta. Per entrambi i decreti, il fine è quello di immettere temporaneamente liquidità nel sistema in caso di necessità. I due provvedimenti sono stati adottati per far fronte “all’attuale congiuntura influenzata da provvedimenti di amnistia fiscale assunta da altri Paesi”. La nuova normativa non è però stata facilmente digerita dal sistema bancario sammarinese che, oltre a lamentarne l’intempestività, ne denuncia anche l’alto costo (l’otto percento) ed il fatto che non vi sia stato un minimo di condivisione con gli operatori del settore. Anche politicamente sembrano registrarsi alcune tensioni all’interno del Governo stesso. Dall’Italia intanto continuano ad arrivare segnali poco incoraggianti. Guardia di Finanza ai confini, l’accordo firmato a metà e non ancora operativo, la cessione del Gruppo Delta in “proroga” e per finire “l’affondo” sulla San Marino Investimenti sa, la storica finanziaria sammarinese. Sicuramente il momento è particolarmente delicato, così come dichiarato anche da Tito Masi. Forse però, l’adozione dei due decreti può essere letto come il preludio, per un sistema messo alle corde, di un riassetto interno a tempi brevissimi.
http://smdazibao.blogspot.com/2009/12/scudi-riserve-e-liquidita.html
mercoledì 2 dicembre 2009
La guerra

Di Camaleonte su San Marino OGGI
La prima arma usata dall’uomo è stata la clava poi si è passati alla lancia, alla spada, e all’arco. Arrivò quindi la rivoluzione della polvere da sparo sino allo scoppio della bomba atomica. A questo punto per tacita convenzione tra paesi civili ed evoluti economicamente, non potendo usare la bomba atomica, gli stati si dichiararono con tacito accordo le “guerre finanziarie” lasciando le bombe e le fucilate per i paesi del terzo mondo. Ecco che così l’America manda in default le sue principali banche e praticamente non paga più i debiti contratti con l’estero. L’italia ci ha dichiarato guerra e se fosse dipeso da certi suoi funzionari, avrebbero certamente adottato la soluzione terzomondista e ci avrebbe attaccato con i fucili
“datemi 400 uomini e sistemo San Marino” ma il Fine Tremonti (nel nome il destino di un uomo) ha fortunatamente optato per la guerra finanziaria, sicuro di vincerla date le proporzioni dei contendenti. Penso sia ormai assodato che anche se atipica, di guerra si tratta, e quindi San Marino deve adottare tutte le strategie che ci permettano di sopravvivere anche se sconfitti.
A mio modesto avviso, il primo provvedimento urgente da adottare, è di essere sicuri della fedeltà dei nostri generali alla Patria Chi sono i nostri generali? È presto detto. In questo tipo di guerra sono tutti gli alti funzionari dello Stato e come suol dirsi a titolo esemplificativo e non esaustivo provo ad elencarli
- Tutti i dirigenti di Banca Centrale
- Tutti i dirigenti dell’ufficio della AIF
- Tutti i comandanti dei vari corpi militari
- Tutti i magistrati del tribunale unico civile e penale
- Tutti i dirigenti dell’ufficio tributario
- Tutti i dirigenti e coordinatori delle segreterie di Stato
Come si fa in tutti gli Stati degni di questo nome a questi dirigenti si farà fare il giuramento di fedeltà alla nazione, giuramento che se violato dovrà comportare conseguenze sul piano penale oltre che civile. Oltre che un atto di impegno morale, tale giuramento costituirebbe anche una presa d’atto della sammarinesità dell’incarico ricoperto e se tale incarico dovesse comportare una incompatibilità con le proprie convinzioni o con la propria nazionalità qualora questa non fosse sammarinese, a malincuore accetteremo le dimissioni che sono sempre il male minore difronte ad una imputazione di “alto tradimento” che sinceramente non so se esiste nel nostro ordinamento, ma che una legge o un referendum potrebbe sempre introdurre.
Una abbraccio a tutti i sammarinesi e che San Marino ci protegga (e perdoni)
lunedì 30 novembre 2009
Fine della Repubblica di San Marino?

Di Roberto Tamagnini – Sinistra Unita
Il Santo Marino è un’icona per tutti i sammarinesi, sia come figura religiosa, sia come figura mitica che comunque, per me laico, rappresenta pur sempre un momento d’inizio di sovranità, perpetuata fino ad oggi. Chissà cosa ne penserebbero dei nostri attuali, tremebondi governanti, i rudi guerrieri medievali che accorrevano a difendere la Libera Terra al suono ad martellum del campanone?
Oppure i dignitosi personaggi del 1739 che si fecero mettere a sacco la casa dalla soldataglia del Cardinal Alberoni, pur di non rinnegare la libertà?
O anche i coraggiosi che nel 1849 circondati da 7.000 Austriaci in armi, perpetuarono la libertà, pur dando scampo a Garibaldi?
O i generosi che, con le SS naziste in casa, ospitarono 100.000 profughi, difendendo comunque, nella seconda Guerra Mondiale, la neutralità e libertà del Paese?
Adesso invece si firmano accordi con l’Italia disastrosi per San Marino; all’articolo 3 si dice: “...accertamenti ispettivi congiunti o diretti...” non c’è limite quindi per la Banca d’Italia e la Guardia di Finanza per il controllo su tutto il settore bancario, finanziario e assicurativo dell’intero Paese e non c’è l’irretroattività del controllo medesimo.
Potremo espanderci nell’area Euro, solo se graziosamente vorrà la Banca d’Italia.
Alla fine allora, sembra che siamo senza speranza di mantenimento del nostro benessere e di sviluppo; mancano ancora gli accordi sulle doppie imposizioni, sulla non retroattività dei controlli, sull’esterovestizione delle imprese, per cui bisognerà cercare di mandare a casa i nostri governanti e ricorrere a novene al nostro austero Santo, affinché ci preservi, alle quali aggiungo il mio pensiero laico di gratitudine, ma anche di indignazione per come vanno le cose.
venerdì 27 novembre 2009
La Capitolazione della più antica repubblica del mondo
La firma che è stata apposta in calce all'articolato dell'accordo di collaborazione finanziaria, dichiara senza mezzi termini, la resa unilaterale della Repubblica di San Marino.Il testo, tenuto segreto fino all'ultimo, non lascia adito ad alcun dubbio. San Marino perde la sua entità statuale. Lo aveva preannunciato un articolo giornalistico della settimana scorsa apparso su "Milano Finanza" del resto molto eloquente: San Marino se si voleva salvare doveva recepire nel suo ordinamento la disciplina bancaria e finanziaria come quella che si ricava dai testi unici italiani. Di fatto l'articolato dell'accordo prevede fra l'altro "lo svolgimento di accertamenti ispettivi congiunti o diretti". Significa che la Banca d'Italia potrà controllare le banche sammarinesi a suo piacimento.
Il passato lassismo normativo e dei controlli da parte sammarinese, compresa la scarsa fiducia riposta nei nostri governanti non poteva che farci arrivare a questo punto.
Non si trattava del dilemma del prigioniero e sulle possibilità di scelta che San Marino poteva avere, c'era solo una possibilità ed era questa. Il governo l'ha presa ed ora siamo diventati un protettorato italiano a tutti gli effetti.
Non passa inosservata inoltre la scarsa rilevanza politica data alla firma da parte italiana, nonostante l'aiuto dei componenti della commissione parlamentare affari esteri, dimostrata da un comunicato stampa del Ministero dell'Economia che suona come un epitaffio: "l'accordo riguarda solo la vigilanza bancaria e serve per incrementare la trasparenza del sistema bancario di San Marino." Quindi non cambia nulla, nessun vantaggio competitivo per l'economia sammarinese, manca ancora l'accordo sulle doppie imposizioni e soprattutto rimane irrisolto il problema dell'esterovestizione. Sembra di vedere un gatto che gioca col topolino.
Quello che però stupisce di più sono le parole dell'ambasciatore che ha avuto modo di dichiarare che "San Marino ha veramente amici sinceri in Italia e nei momenti piu' difficili lo hanno dimostrato". Caro Ambasciatore, se questi sono gli amici, non c'è bisogno del loro aiuto, siamo già abbastanza bravi a farci del male da soli
giovedì 26 novembre 2009
Pari opportunità: le donne votino le donne
Di Francesca Piergiovanni
Proprio ieri sui i giornali, ho letto la notizia dell’approvazione degli odg su aborto e disabilità.
Certamente battaglie condivisibili.
Ma, con grande senso di impotenza devo constatare che ancora una volta a parlare per le donne e a decidere per le donne, sia un Consiglio formato al 90% da uomini. Le donne costituiscono la metà della popolazione, ma non sono sufficientemente rappresentate in molti ambiti, e a disporre, e a pensare, e a sentenziare sono sempre principalmente gli uomini.
Per questo, in occasione delle prossime elezioni in Città, chiedo alle donne di votare le donne, perché abbiano una voce che le rappresenta, perché lo sguardo femminile sul mondo, la visione materna della città che ci accoglie, solleciti sentimenti di solidarietà e non di prevaricazione.
Solidarietà che abbiamo potuto saggiare sabato, in occasione della premiazione del primo concorso letterario femminile organizzato a San Marino. Donne sammarinesi provenienti da diversi ambiti culturali ed artistici, spontaneamente e con reciproco sostegno, hanno collaborato alle realizzazione di un evento che ha portato le scrittici partecipanti e le loro famiglie, provenienti da ogni angolo di Italia, a visitare il nostro centro storico in una fredda giornata di novembre col meraviglioso spettacolo della nebbia dall’alto.
Nell’auspicare che iniziative del genere trovino in futuro un concreto sostegno delle istituzioni affinché possano moltiplicarsi e accrescersi, colgo l’occasione per ringraziare i ragazzi del Rugby Club San Marino che ci hanno aiutato a portare un’artista affetta da sclerosi multipla (patologia che colpisce principalmente le donne) al primo piano del centro sociale di Dogana che, per vergognosa mancanza, non è dotato di alcun dispositivo che consenta ai disabili di accedere.
Italianizzazione
Nelle piccole cose di tutti i giorni siamo costretti a subire procedure, modalità, metodi, usi e costumi che non sono i nostri, ma ci vengono semplicemente imposti dall'arroganza di chi si crede più evoluto. L'IVA è meglio della monofase secondo gli espertoni italiani e nostrani, senza conoscerne la filosofia diametralmente opposta: ogni giorno che facciamo un acquisto in italia paghiamo l'IVA che potremmo anche non pagare; le nostre aziende vendono/acquistano con l'IVA; le nostre aziende sono costrette ad avere un rappresentante in Italia per poter operare e perciò sono perseguitate dalla Finanza. Perfino se vogliamo allacciare il telefono vogliono un codice fiscale e ci emettono la fattura con IVA, le bollette e servizi della Telecom, Vodaphone, TRE sono con IVA e noi paghiamo senza motivo.
Il Codice Fiscale ci viene richiesto ovunque anche dentro il nostro territorio da compagnie italiane che operano in totale disprezzo delle normative sammarinesi e vogliono da noi un codice fiscale che non ha motivo di esistere. Così è per la partita iva, l'INPS ecc. La citazione della normativa sulla Privacy è sempre quella relativa al decreto italiano che non ha alcun valore a San Marino nè può tutelare in alcun modo. E così ci sentiamo dire: " mi dispiace ma serve il codice fiscale...Mi dispiace ma non posso fare nulla senza questo o senza quello". Le banche sono assolutamente infestate di tali procedure inutili e prone di fronte alla italianizzazione: procedure di manleva, firma di assunzione di responsabilità, vogliamo sapere dall'Italia se il soggetto è affidabile... Ma cosa diavolo volete da noi?Questa si chiama ingerenza nella sovranità, sono una serie di attività socio-culturali-pratiche messe in campo dall'Italia per piegare San Marino verso una italianizzazione che evidentemente deve partire dalle piccole cose, dal quotidiano affinchè tutto non solo sembri uguale, ma lo sia effettivamente e non ci siano distinzioni e differenze. L'altro giorno un comico ai microfoni di RTV ha fatto una battuta di basso profilo: " ma che Repubblica! San Marino è in provincia della Romagna". Vogliono omologarci in tutto. Ma noi siamo dei bambocci e ci piace farci irretire dalle patacate più clamorose e così anche il gergo giornalistico e quello politico assorbono lo slang italiano improprio e contro ogni nostra tradizione, nasce così l'autority, il collegio dei garanti della costituzionalità delle norme, la finanziaria, il parlamento, il ministero, le commissioni, il bipolarismo, fannulloni, evasione fiscale e chi si ricorda altro lo aggiunga pure. "I professionisti dell'antimafia" sono già nei nostri palazzi a raccontarci fantasiose storielle che il mese dopo evaporano come l'etere e poichè non riescono a risolvere i loro enormi storici problemi vengono a San Marino per insegnarci come si deve fare per rimanere impantanati per sempre nelle logiche del ricatto e del pentito ad orologeria, a richiesta, che canta quando è necessario e che si ricorda di aver incontrato Berlusconi o Prodi secondo chi è al governo.Pochi giorni il quotidiano MF esortava San Marino ad adottare le leggi italiane in materia finanziaria. L'Italia notoriamente non può insegnare nulla a nessuno in materia finanziaria e fiscale: il paese con il più elevato debito pubblico dell'occidente, con la tassazione che soffoca l'economia, la giustizia ingiusta e l'informazione oligopolistica RAISET, paese in cui mafia, camorra, ‘ndragheta spadroneggiano a tutto campo cosa vorrebbe insegnare a noi poveri montanari?Si dice che negli accordi parafati con l'Italia vi siano clausole addirittura peggiori di quanto si possa immaginare, senza alcun principio di reciprocità e dove subiamo ancor di più l'ingerenza italiana nei nostri affari di cittadini di uno Stato che grazie a questa maggioranza, ha deciso di non essere più sovrano, ma divenire un protettorato, svendendo ogni prerogativa all'Italia. I Reggenti si dice che non saranno ricevuti se non in forma privata e informale dal Premier Berlusconi. Ancora una ulteriore umiliazione contro un microstato che rappresenta una vera essenza delle differenze sul pianeta e che fondato da una comunità di fuggiaschi perseguitati, rischia di ricominciare da capo la sua storia. A Cipro in questi giorni i Piccoli Stati si sono fatti sentire, tutti denunciano un forte attacco dei paesi più grandi nei loro confronti, come se dipendesse dai Piccoli ogni problema che invece hanno causato i grandi con la crisi finanziaria globale e che i Piccoli subiscono ancora e maggiormente. Sembra, appare evidente ai più, che avere uno Stato snello e funzionante con leggi chiare ed essere benestanti sia diventato un problema di cui vergognarsi di fronte alla comunità internazionale. E invece, cari politici sammarinesi che avete le fette di prosciutto sugli occhi, è l'esatto contrario. Occorre andare a testa alta ed essere fieri di ciò che abbiamo fatto, nonostante siamo circondati da un popolo ottuso e retrogrado che si ostina ad alzare la voce con i deboli e sproloquiare senza poter dare buoni esempi di alcun tipo.Oggi ci sarà la firma di un accordo che comporterà gravi danni per noi e le generazioni future, San Marino rischia di scomparire, un accordo la cui firma è già di per sè un inizio negativo: il fatto che sia un ambasciatore a firmare la dice proprio lunga sul fatto che il governo italiano non abbia alcuna voglia di sottoscrivere autorevolmente un siffatto testo che eventualmente fra 3 mesi potrebbe anche essere stracciato e denunciato davanti alle corti internazionali poichè non ha alcun valore, in quanto, oltre ai già citati vulnus è stato firmato poichè San Marino è stato costretto a farlo: sotto ricatto della politica, dei Media, degli arresti sul suolo italiano di cittadini sammarinesi, delle pressioni di Polizia, Magistratura, con la Finanza ai confini, le spie dentro il palazzo e le microspie nelle sedi istituzionali e non solo, senza poter trattare alcunchè.
mercoledì 25 novembre 2009
Elogio della recessione
di Pietro Solferini
Carissimo Direttore,
Vorrei profittare del suo blog per segnalare ai suoi lettori un interessantissimo ed illuminante libello che sta circolando nella librerie in questo periodo dal titolo "Elogio della recessione" (sottotitolo manuale di sopravvivenza al tempo della crisi) di tale Anonimo Lombardo, ed. Time Book, Milano.
questo un breve sunto:La crisi è inevitabile. Abbiamo prodotto troppo, e le vetrine sono stracolme di merci invendute e invendibili. Il loro prezzo è magari alquanto basso, poiché per economizzare siamo andati a produrle nei paesi “a basso costo di mano d’opera”. Ma così facendo abbiamo creato disoccupazione in casa nostra, e il potere d’acquisto del consumatore italiano si è ridotto.
Il potere politico sta facendo i tripli salti mortali (incentivi, credito facile, inviti all’innovazione) per tentare di rianimare la produzione e i consumi, ma la verità rimane quella: abbiamo prodotto troppo, bisogna fermarsi, svuotare le vetrine, tornare a una produzione che risponda ai bisogni della gente, e non che la seduca con capricciosi ed inutili gadget secondo la logica del consumismo sprecone e spendereccio. Il fermarsi, il fare un “passo indietro” nella produzione e nei consumi, è quello che oggi viene chiamato “recessione”.
Per il sistema in cui viviamo la recessione è un mostro che incombe minacciosamente e che va combattuto con tutti i mezzi; in questo libretto non solo se ne dimostra l’inevitabilità (come logica conseguenza dell’inevitabile crisi), ma la si interpreta anche come la provvidenziale occasione per il recupero di una dimensione umana della vita, liberata dallo stress della produzione , del consumo, della concorrenza, della guerra economica di tutti contro tutti. Smontati gli artifizi con i quali il sistema in cui viviamo difende e incoraggia gli sprechi del consumismo, queste pagine anticipano il ritratto di un mondo saggiamente ripiegato su se stesso, che rifiuta ogni forma di concorrenza schiavizzante, che anteponga la vita al lavoro, che divida le cose da fare secondo il principio del “lavorare meno, lavorare tutti”, ciascuno recuperando se stesso nella conquista del tempo libero che si renderà disponibile. Una realtà a misura d’uomo, guidata dall’ideale presenza di un “buon padre di famiglia”, che regoli con giudizio e misura coloro che da lui dipendono.
grazie dell'ospitalità
lunedì 23 novembre 2009
BLABLABLABLABLA
Che barba, che noia! Le cose sono sempre le stesse, ripetute con maggiore o minore enfasi, in base alla quantità di quattrini ottenuti in cambio. Nessuna novità. Nessuno scatto di fantasia. Le solite ricettine scontate, a volte in salsa rosa, altre in salsa azzurra, ma la sostanza non cambia. Piatti vecchi, provenienti dalla tradizione ormai superata della bassa cucina, e ammanniti come nouvelle cuisine. Gli chefs? Anche loro sempre gli stessi, proposti in grande spolvero dall’Ambrosetti & co.
Adeguarsi agli standard, puntare alla qualità, creare la nicchia, migliorare le strutture, incentivare il turismo… e via andare con le solite chiacchiere di sempre. Questo forum non ha dato niente ai sammarinesi, se non qualche inutile illusione, e tolto un po’ di quattrini. Ma dove erano, tutti questi grandi maestri di economia ed autorevoli personaggi, quando il loro committente sammarinese è stato proditoriamente cacciato nei guai, di quelli grossi? Non abbiamo sentito la voce di uno solo levarsi a difesa dell’istituzione che li ha accolti con tanto rispetto, riconoscenza e generosità (anche nei compensi). Non una parola sull’onestà del Paese che li ha ospitati.
Oggi vaticinano soluzioni scontate ed ovvie, alcune perfino obbligate. Tutte cose che sapevamo anche noi poveri montanari, con la nostra ignoranza e la nostra modestia.
Che vantaggi abbiamo tratto dalle loro ovvietà? Se qualcuno lo ha capito, lo prego cortesemente di spiegarmelo.
Il Forum Ambrosetti
Il Forum Ambrosetti ha espresso un livello alto di interventi attraverso relatori di prestigio tra i quali il ministro Renato Brunetta che ha mandato messaggi politici molto chiari a San Marino definendosi il nostro uomo all’Havana. Messaggi che soddisfano pienamente l’Infedele che da anni scrive le stesse cose con insistenza quasi maniacale. Ma ben più grande soddisfazione si potrebbe esprimere se il governo fosse capace di raccogliere tali messaggi trasformandoli in azione concreta, in progetto per il futuro. Il ministro Brunetta ha invitato il nostro Paese a prendere atto “della fine di un’epoca” e a “giocarsi la partita sulle regole nuove per la globalizzazione”; a “ricercare l’eccellenza con una visione di tipo progettuale”; a “rilanciare facendo funzionare lo Stato, come prima cosa, sdoganando la meritocrazia, eliminando la carta, utilizzando la banda larga e impostando la lotta alla corruzione”.
Ha detto che “ San Marino ha un futuro solo dentro l’Unione Europea”, perché la Ue è “ un insieme di minoranze che fanno la forza”. Ha stroncato la retorica della antica sovranità e della vuota sammarinesità parlando di “confini intelligenti” che ci possono proiettare nella modernità, in una cultura nuova della globalizzazione regolata e a “costruire insieme la cooperazione tra Italia e San Marino” chiudendo questa pessima fase dei rapporti e rilanciando sulle nuove opportunità.
Con questi messaggi, il ministro Brunetta ha manifestato amicizia per la nostra Repubblica; ha rappresentato un’Italia disponibile a negoziare questa difficile fase di transizione; ha indicato, con raffinata discrezione e rispetto, il percorso europeista per la nostra Repubblica.
Non mi resta dunque che invitare i nostri governanti a lasciar perdere i discorsi autocelebrativi sui presunti miracoli del governo in questo primo anno di vita per intraprendere invece la strada del progetto e dell’Europa per uscire dalla crisi e avviare la costruzione della nuova San Marino.
Nei momenti difficili come questo non si può stare alla finestra aspettando una firma quando si hanno già in mano da mesi i contenuti parafati degli accordi; limitandosi ad applaudire il lavoro di esteri e finanze senza fare le riforme interne; rinunciando ad elaborare un piano economico di prospettiva, giocando a fare le vittime del ministro Tremonti e pensando solo a vecchie trincee difensive che potrebbero essere di carta riciclata.
Prima ci si convince che, firma o non firma, dobbiamo adottare tutte le regole internazionali per sopravvivere e lasciarci alle spalle il periodo nero dei politicanti inetti che hanno remato per sé e contro il Paese, meglio è per tutti. Prima si smette di frequentare il teatrino degli accordini personali per “salvarsi la pelle o la poltrona”, di sperare in ammucchiate disastrose per rimettere insieme i responsabili della crisi attuale, meglio è per il Paese.
E’ questo il momento di sostituire i tatticismi con le strategie; le politiche alla giornata con i progetti a lungo termine; la confusione dilagante con una informazione puntuale e trasparente. La politica vera, onesta, rinnovata, deve ritornare in primo piano, cercando le necessarie aggregazioni e indicando il percorso virtuoso per salvare il Paese.
Questo percorso è praticabile soltanto riformando lo Stato per metterlo al servizio dei cittadini; dando stabilità al sistema finanziario pubblico e a quello privato; organizzando servizi di eccellenza; promuovendo la formazione, la conoscenza e la professionalità; internazionalizzando l’intero sistema sammarinese impostato sulla competitività; ideando nuove opportunità. Ma le risorse umane e i mezzi devono essere adeguati ed espressi prevalentemente da sammarinesi.
Mister “One”
Di Alberto Chezzi su SM DAZIBAO
...l’uomo giusto, al posto giusto e soprattutto al momento giusto.... emergendo come “Mister One” dell’azione di Governo, pur non appartenendo formalmente ad esso.
Sono passati quasi due mesi da quando Tito Masi è stato eletto Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio. Come è nel suo stile, si è mosso in maniera decisa e con le idee soprattutto chiare. Non ha mandato a dire niente a nessuno. Ci ha pensato lui stesso in prima persona. Fin da subito ha percorso, la strategia d’uscita dall’affaire Delta: rientrare quanto prima nell’alveo delle regole imposte da Banca d’Italia dismettendo, come scelta obbligata, totalmente o parzialmente la partecipazione del gruppo italiano. Tornare banca del territorio è questo il futuro delineato da Tito Masi per la Cassa di Risparmio.
Da quel momento, si è prodigato nel difendere l’istituto bancario più importante della Repubblica, prima da Fitch e poi dal Corriere della Sera. Si muove, a ragione, come se fosse il superministro dell’economia sammarinese. Incontra Mario Fantini, informa sullo stato di salute reale della Carisp e di Delta prima i partiti della maggioranza e poi quelli dell’opposizione. Riceve i sindacati italiani per Delta. Presiede il San Marino Forum 2009. Provvede alle nomine dei nuovi componenti il consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio. Si può dire che abbia già definito tutte le posizioni importanti della Cassa. A breve sicuramente definirà anche la cessione di Delta a Intesa San Paolo. Casualità: come per incanto Brunetta viene a San Marino e Berlusconi incontra i Capitani Reggenti. Come dire … l’uomo giusto, al posto giusto e soprattutto al momento giusto. Non particolarmente premiato alle ultime elezioni, ad un anno di distanza si ritrova in una posizione di grande prestigio e di influenza sul Paese. Per dirla proprio tutta incomincia ad “ombreggiare” parecchie prime donne della politica nostrana, emergendo come “Mister One” dell’azione di Governo, pur non appartenendo formalmente ad esso.
venerdì 20 novembre 2009
Governo KO

Di MarcOne
Governo, dopo un anno solo parole e tanti KO al primo round.
Sembra un pugile suonato il governo, nonostante le magiorette (a dir la verità di scarsa qualità), i nani, gli effetti spettacolari, gli alibi e i soccorsi che arrivano da manca.
la lagna che chi c'era prima ha sbagliato oramai è roba stantia, puzza di bugie dei bambini e, a dire il vero, fra quelli che c'erano prima agli Esteri ricordiamo anche Berardi.
Il governo è partito con grandi proclami e ancora non ha portato a casa nessun obiettivo che abbia fatto cambiare idea all'Italia, ma anzi ha peggiorato le cose. I 13 accordi OCSE firmati hanno solo fatto arrabbiare di più Tremonti e la UE per voce del suo stesso commissario, circa la qualità e questa è una sconfitta politica e tattica di un governo che viaggia a fari spenti nella notte.
Un Segretario di Stato con un minimo di tattica appunto si sarebbe messo al riparo subito dalle possibile critiche firmando subito con 2 paesi che pesano e non con le isole vatteleapesca e paradisi fiscali che hanno compromesso ulteriormente l'immagine e la credibilità. Un grave errore politico. Degli accordi parafati con l'Italia si dice un gran male, anche i consiglieri di maggioranza si inalberano di fronte a tali cedimenti senza contropartite alcune e, sopratutto, senza che vengano risolti i nodi più importanti fra cui quello dell'esterovestizione. Nessun argine contro un Italia debordante, impicciona e arrogante sia politicamente, sia diplomaticamente. Non parliamo poi del rapporto con i Media totalmente naufragato fra ceffoni, smentite e attacchi senza motivo.
Gli scandali e le truffe che affiorano da subito con l'implicazione nel caso Delta Carisp di un Segretario membro di governo che andava a Roma per trattare con gli acquirenti e che parlava anche a nome di chi non poteva.
Ma il tracollo sui Giochi d'azzardo rappresenta la bugia più grande e forse migliore di un governo che non rispetta nemmeno il proprio programma, come al solito. Si doveva verificare una moratoria sui Giochi, mentre si sono fatte leggi per allargare le possibilità, istituendo per Decreto nuove tipologie di gioco ed elevate le puntate. Si trasferiranno le sedi per l'ennesima volta e per l'ennesima volta verrà gabbato il Santo dai soliti politici-faccendieri con buona pace di tutti quelli che credevano nella purezza di AP, la quale non solo accetta le scelte degli alleati ma è essa stessa a proporre dove mettere i propri uomini nei centri di potere e controllo.
La grave crisi di governo è confermata anche dalla situazione delle Telecomunicazioni e del Lavoro: nessuna soluzione utile al paese è stata implementata ed anzi le cose sono peggiorate e peggioreranno ancora visto che oltre all'utilizzo della cassa integrazione altro non hanno saputo fare. La PA e l'ISS sono elefanti senza controllo e senza riforma che il governo non ha avuto il coraggio di fare. Quanto al passaggio al sistema IVA caldeggiato dalle imprese (quali?) si dovrebbe invece affrontare radicalmente il discorso sulla opportunità dell'ingresso nella UE alla pari di tutti, con le dovute deroghe ed eccezioni si aprirebbe davvero la porta ad un nuovo modello di sviluppo. Quello che stanno facendo adesso governo e maggioranza è un supervecchio modello di sottosviluppo che porterà al crac finanziario, ad un buco enorme di bilancio, alla disoccupazione, alla involuzione, al clientelismo sfrenato per un pugno di voti, ma ciò che è più grave è la riduzione della Repubblica di San Marino a protettorato dell'Italia che ci potrà imporre cosa fare e cosa non fare. La sovranità svenduta per accordo con il cappello in mano davanti agli arroganti Ministri italiani rappresenta l'immagine peggiore di un geverno più volte irriso davanti alle telecamere di tutte le TV come accadde al Meeting.
Per tutte queste ragioni gli appelli del PSD e tutti coloro che le condividono sono veramente puerili: tutti insieme? Questa è politica da bar! I governi si assumano le rispettive responsabilità, così come la maggioranza che sostiene un governo che viola il programma approvato e voluto da tutti i partiti, le minoranze facciano di tutto per ribaltare con la forza delle idee ciò che non è giusto per San Marino. Fate politica, non gli inciuci; fate politica e non vendete ciò che non sapete vendere.
giovedì 19 novembre 2009
Il ruggito del topo

di Luigi Lonfernini su La Tribuna Sammarinese
Negli anni cinquanta un piccolo staterello, posizionato nelle Alpi Bavaresi, si era venuto a trovare in difficoltà economiche ed il Principe ed i suoi ministri non avevano soluzioni per uscire dalla crisi. Il primo ministro, dopo avere esaminato varie proposte, ne esaminò una che riteneva interessante e subito la sottopose all’attenzione del Principe: per superare la crisi si poteva dichiarare guerra agli Stati Uniti D’America; il Principato l’avrebbe certamente perduta e di conseguenza gli States sarebbero stati costretti a mantenere il piccolo Stato.
Era la filosofia che percorreva l’Europa in quegli anni e cioè gli Stati Uniti vincitori si apprestavano a sostenere l’Europa per superare un disastro provocato dalla pazzia di alcuni uomini, pazzia che purtroppo molti, troppi Europei avevano condiviso (con la u minuscola in quanto non meritano di essere collocati dentro il genere Umano).
Questa in sintesi la trama di un film che ebbe scarso successo. Le lungaggini diplomatiche e burocratiche nella vertenza con lo Stato Italiano stanno mettendo a dura prova il nostro piccolo Stato; da una indifferenza generale o per meglio dire da una situazione di attesa composta, i Sammarinesi stanno assumendo una posizione più attiva e preoccupata per le sorti economiche del Paese.
Alcuni Sammarinesi sono usciti anche allo scoperto mettendo insieme una sorta di protesta davanti l’Ambasciata Italiana; pochi volonterosi che comunque hanno dimostrato che la popolazione non è indifferente alle vicissitudini che hanno coinvolto l’economia del Paese in tutti i suoi settori.
Mi viene spontanea una riflessione: tutti sono consapevoli che l’atteggiamento negativo dell’Italia nei nostri confronti non è di oggi, né di ieri né di passato ieri, ma risale ad anni addietro quando chi aveva delle responsabilità di governo ben precise non ha saputo interpretare in maniera corretta che i rapporti di buon vicinato si stavano sfilacciando a seguito di situazioni interne nostre che permettevano tutto ed il contrario di tutto e quindi non sono stati in grado o non hanno voluto cogliere i segnali che ci pervenivano dall’esterno per cambiare.
I sitin davanti ai Palazzi del potere erano necessari anche allora per fermare condotte ed atteggiamenti che stavano trascinando il Paese in situazioni che poi non è stato più in grado di governare o che non ha voluto governare per convenienza o per altro.
Quando un piccolo Paese (Stato ) quale era San Marino e quale è oggi, senza risorse, sottoscrisse la convenzione con l’allora Regno d’Italia, certamente le parti contraenti erano ben consapevoli del peso specifico politico che ciascuna riusciva a mettere in campo.
La convenzione fondava le sue motivazioni su una generica reciproca assistenza che le parti si assumevano, ma era evidente che ciò avrebbe giovato, in particolare, nelle relazioni, di qualsiasi tipo e natura, comprese quelle commerciali, a San Marino poiché inevitabilmente qualsiasi attività intrapresa avrebbe coinvolto il territorio Italiano: movimento di persone, interscambio commerciale ecc.
Dal 1939 le relazioni tra i due Stati si sono svolte, tranne in alcuni brevi periodi particolari e con motivazioni di natura squisitamente politica, nell’assoluta e reciproca fiducia, nei limiti che la natura ha imposto e nel rispetto dei ruoli; la statualità di San Marino comunque era riconosciuta a pieno titolo e pertanto il suo ruolo internazionale veniva garantito.
Il rapporto di buon vicinato, che sta alla base, ripeto, dei rapporti con l’Italia, è cominciato ad incrinarsi a metà degli anni novanta allorquando sono cominciate le prime avvisaglie della Guardia di Finanza Italiana a seguito di certi comportamenti nell’interscambio commerciale, ritenuti non corretti o per lo meno non in linea con la politica di buon vicinato che le condizioni storiche e convenzionali avevano imposto alla vita interna di San Marino nello svolgimento delle sue attività imprenditoriali che, necessariamente, si rivolgevano poi verso il mondo esterno.
A quel punto la politica di San Marino, in riferimento allo sviluppo della sua economia, è divenuto sospetto, con la conseguenza che tutto il mondo imprenditoriale, compreso quello bancario e finanziario, è stato sottoposto a pressioni dall’esterno mettendo in discussione anche rapporti ed attività che le imprese di San Marino avevano da sempre svolto.
E’ bene chiarire che San Marino non ha avuto mai problemi nello sviluppare le proprie attività imprenditoriali ed in particolare quelle commerciali, in quanto tutte le attività venivano e vengono regolate, al suo interno, in riferimento ai propri interessi ed in base alle proprie leggi: è stato il comportamento di soggetti, troppi, che sono andati oltre nell’interpretare (si fa per dire) le reali potenzialità che il Paese metteva a disposizione ed i limiti, anche non scritti, che la situazione imponeva .
Le convenzioni che si sono succedute a quella del 1939 ed in particolare quella del 1972, miravano effettivamente a dare la possibilità a San Marino di svolgere attività nel rispetto di regole anche non scritte, ma che certamente lo ponevano in una posizione di privilegio, concessagli, di proposito, proprio per dare la possibilità di accrescere un potenziale economico che non aveva e quindi per attrarre capitali e risorse umane per uno sviluppo ordinato dell’economia del piccolo Paese.
Purtroppo il potenziale concessoci, è stato sviluppato in maniera eccessiva ( termine eufemistico), andando a rompere equilibri che hanno messo a repentaglio non solo la nostra economia ma anche quel rapporto di buon vicinato che era e deve tornare ad essere la filosofia che sta alla base di ogni rapporto tra i due Paesi recuperando quella fiducia che, da sempre ed in particolare dall’Unità d’Italia, ha ispirato la politica nei loro rapporti.
A conclusione se da una parte condivido gli sforzi del Governo per recuperare credibilità e quindi per abbattere tutte le barriere che sono di ostacolo per un recupero dei rapporti tra i due Stati, ritengo doveroso rimarcare che l’atteggiamento del Governo Italiano, allo stato delle cose, è incomprensibile: temo e non comprendo i motivi fino in fondo, che quella fiducia, che ha regolato i rapporti di buon vicinato, sia ancora sottoposta a verifiche con grave danno per il nostro Paese.
Perdurando questa posizione da parte dell’Italia, non ci resta che mostrare i muscoli (si fa per dire) a costo di farci rompere tutte le ossa per poi, zoppicanti, con la mano tesa e con il cappello in mano chiedere di dare sostegno ad un Paese che certamente non merita per la sua Storia di essere trattato da accattone. Forse sono andato oltre le righe, ma l’amarezza è grande.
mercoledì 18 novembre 2009
La SPD tedesca svolta a sinistra dopo il rogo elettorale del 27 settembre
Tre giorni di infuocati interventi dalla tribuna del congresso dei socialisti tedeschi hanno sancito la fine della linea riformista schroderiana – ovvero della socialdemocrazia come centro dello scacchiere politico – e hanno decretato l’avvio di una nuova linea politica che apre decisamente al confronto con la sinistra di Oscar Lafontaine.È stata una rivolta generalizzata della base: gran parte dei delegati intervenuti hanno sparato bordate durissime sul modo autoritario e arrogante con cui i vertici della SPD, per oltre un decennio, hanno imposto dall’alto la linea (neoliberista) da seguire; hanno infierito sulla politica dei tagli allo stato sociale che costringe i disoccupati tedeschi a vivere con un minimo sussidio di povertà.
Il nuovo presidente eletto, Sigmar Gabriel, polemizzando con la politica del neue mitte (il nuovo centro) a cui puntò Schroeder, ha affermato che “invece di cambiare il centro spostandolo a sinistra siamo cambiati noi”.
Inoltre, il neoeletto presidente ha ricordato che in Germania ormai oltre il dieci per cento della popolazione vive in povertà, mentre un altro venticinque per cento si trova in condizioni precarie di vita.L’ultimo invito di Gabriel ai quadri del partito è stato quello “di uscire dalle sezioni e di andare in mezzo alla gente, là dove si fatica, perché è lì che pulsa la vita”.
Evitiamo di trascinare il Paese nel baratro
Di Amilcare Barca
Può far comodo nascondere le proprie responsabilità dietro agli attacchi mediatici ma credo che sulla vicenda Delta occorra attenersi ai fatti perchè le cose non sono come si stanno raccontando.
I fatti sono che Delta, con la cassaforte Carisp alle spalle, ha operato sul mercato italiano nella illegalità. Illegalità perchè operava senza le necessarie autorizzazioni n'è poteva averle.
Allo stato attuale l'esposizione di Carisp verso Delta è del 65% del totale. In soldoni si possono quantificare in circa tre miliardi di euro e se consideriamo i 500 milioni che sono già stati sborsati per evitare il crollo, fanno tre miliardi e 500 milioni.
La cifra di tre miliardi è di tale dimensione che sta facendo gola ai molti pescecani che infestano la finanza italiana, anche perchè questo 65% che ha operato nell'illegalità è molto probabile che incontri difficoltà ad essere riscosso e fa gola perchè può essere comprato ad un valore molto inferiore. Questo però è uno dei problemi, il problema vero è che l'esposizione di tale cifra mette a rischio non solo il patrimonio Carisp ma anche la tenuta dell'istituto stesso. In questo momento millantare vendite in prossimità d'arrivo fa a pugni con le dichiarazioni di Banca Intesa che fa sapere di essere interessata ai soli titoli performing. La domanda è: se Banca Intesa è interessata solo a questi titoli, quanti sono i titoli non performing che rimangono sul groppone della Carisp? Oltre a ciò sottolineo che pochi giorni fa ci sono stati due episodi da non sottovalutare: il primo riguarda le dimissioni di un consigliere d'amministrazione pesante che nulla ha a che vedere con le parentele di cui si è fatto cenno, mentre anche l'altro riguarda una dimissione, guarda caso di quel giudice che deve rispondere ad una rogatoria di 4.000 pagine che interessa proprio la Carisp. Questi due episodi sono collegati ed hanno una loro valenza.Non è terrorismo ma per la Carisp il cielo è plumbeo.
lunedì 16 novembre 2009
Dove va la Repubblica di San Marino?
Io sono un vecchio sammarinese, d’età e di cittadinanza, infatti un mio antenato entrò a San Marino nel 1798.
Dunque io sono visceralmente affezionato a questa antica Repubblica che oggi è in pericolo.
Dobbiamo difendere la sovranità della più antica Repubblica del mondo dagli assalti dei prepotenti e degl’incapaci che oggi, come sempre, hanno attentato e attentano alla nostra indipendenza.
Le questioni economiche e le grandi organizzazioni internazionali ci stringono d’assedio, grazie anche ai nostri errori ed alla nostra scarsa lungimiranza.
Io sono disposto anche a ridurre il mio tenore di vita, pur di mantenere libera questa antica Terra, non voglio insomma che diventi un protettorato dell’Italia.
L’attuale Governo sta per firmare, non si sa quando, accordi a senso unico con l’Italia, senza nessuna contropartita per noi e senza avere prospettive di mantenimento e sviluppo che non siano la casa da gioco e la vendita di residenze e appartamenti.
Non voglio che si ammaini la nostra bandiera, non voglio la Banca d’Italia e la Guardia di Finanza in casa nostra, ma voglio invece difendere strenuamente la sovranità di questo fazzoletto di terra, correggendo i nostri errori e solidarizzando ancora una volta fra di noi.
Vedremo se conteranno di più il denaro o la libertà.
Essere sammarinese è contemporaneamente un’idea e cosa concreta, difendiamole allora entrambe.





