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lunedì 17 marzo 2008

Quer pasticciaccio brutto de Strada Genghe di Atto

di Leonardo Raschi - Liberal Sammarinesi

Eppure pareva che le intenzioni fossero le più serie: quella di privatizzare il latte sammarinese. Dopo tanti governi che avevano fatto orecchie da mercante di fronte alla privatizzazione della Centrale del Latte nostrana (nascondendosi dietro il fatto che – grazie al semi monopolio - non vi era nessuna fretta nel privatizzare un’azienda che non perdeva un euro) finalmente un governo che metteva in agenda il problema e procedeva con piglio sicuro nella privatizzazione. Finalmente un governo liberale si diceva. Un governo che si professa liberale e fa qualcosa di liberale.
Ma qualcosa non ha filato per il verso giusto nonostante i compratori non mancassero: il Gruppo Giorgetti, un consorzio sammarinese, la Titancoop, La Sociale e le italiane il caseificio San Leopoldo e la Cooperativa La Lombarda. Come è stato come non è stato uno alla volta i possibili acquirenti sono tutti svaniti nel nulla. Ultima in ordine di tempo quella per cui il caseificio San Leopoldo e la Cooperativa la Lombarda smentivano di avere rappresentanti delegati alla trattativa per acquisire l’”Eurolatte” di San Marino.
E questo è stato il punto più alto della commedia. Nel mezzo ci si è messa anche sinistra unita che nel reclamare il latte sammarinese rimanesse in mani sammarinesi ha contribuito a creare ulteriore confusione. A mio avviso la vendita della Centrale del Latte sarebbe dovuta avvenire alla stessa maniera con cui si sta privatizzando Alitalia: si fissa una data dove i possibili acquirenti fanno pervenire le loro offerte poi il governo decide sulla base dell’offerta più conveniente. Ora la situazione è in una fase di stallo, la privatizzazione è ferma e il governo non sa più che pesci pigliare.
Intanto le attrezzature ed i macchinari della Centrale del Latte sono sempre più fatiscenti ed obsoleti. L’Azienda ha bisogno di ingenti investimenti di denaro fresco per cercare di portare le attrezzature dell’Azienda a degli standard minimi di accettabilità tecnologica. Ma a questo punto ci sorge un sospetto: non vorrei che qualcuno aspettasse che sia lo stato a mettere i soldi per ristrutturare l’Azienda e a quel punto l’Azienda sarebbe bel e pronta ad andare sul mercato magari in mano di qualche amico del potente di turno. Sarebbe l’ennesimo scandalo alla sammarinese.

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